Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Zuzana Caputova eletta presidente della Slovakia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-31.

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Nessuno se ne era accorto. Dai fatti si sarebbe detto l’opposto.


Mrs Zuzana Caputova è stata eletta presidente della Slovakia conquistandosi il 58% dei suffragi: una vittoria chiara e netta.

Se è vero che la carica presidenziale in Slovakia sia in gran parte rappresentativa, sarebbe altrettanto vero ponderare con grande cura il contesto in cui tale elezione si è svolta e la personalità della neo-presidente.

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La Slovakia negli ultimi anni è andata incontro a quel fenomeno di parcellizzazione del quadro politico che sta caratterizzando tutta l’Europa. I partiti tradizionali non richiamano più a lungo Elettori ed i partiti nuovi sulla scena non riescono ancora ad imporsi. Da questo punto di vista la vittoria di Mrs Zuzana Caputova potrebbe essere interpretata come il segno dell’emersione di un partito che possa raggiungere una maggioranza governativa senza dover scendere a compromessi con troppi altri partiti di una coalizione più obbligata che desiderata. Sempre da questa ottica, la chiarezza politica fa aggio sulle tesi propugnate: il chaos partitico è quasi immancabilmente foriero di severi vulnus alla democrazia.

Questa candidatura andata a buon fine ricorda, mutatis mutandis, l’irrompere sul proscenio politico di Mr Macron. In questa fase storica è diventato concretamente possibile che un nuovo partito e nuovi volti possano imporsi fino a conseguire anche la maggioranza. Il fenomeno sembrerebbe essere più ascrivibile al tracollo dei partiti tradizionali che a veementi capacità demagogiche delle nuove formazioni: l’Elettore vuole vedere volti nuovi e sentirsi proporre nuovi traguardi.

Altrettanto sicuramente l’Elettorato, e non solo quello slovacco, sente impellente la necessità di uomini politici ragionevolmente immuni dai fenomeni di corruzione che purtroppo sono stati un fatto costante in questa Europa negli ultimi lustri. Questo concetto potrebbe anche essere esteso. Un certo quale grado di corruzione è sempre insito nella gestione del potere: diventa problema severo quando travalica i limiti del sano buon senso e, soprattutto, quando dalle alte sfere diventa pessima abitudine della minutaglia politica ed amministrativa. L’Elettore medio sembrerebbe essere molto più tollerante verso un governante un po’ troppo spigliato piuttosto che nei confronti del vigile urbano che esige la tangente per non dare le multe di divieto di sosta. In altri termini, conta più il grado di percezione della corruzione che la sua reale entità.

In Slovakia si era assistito anche a fenomeno di rara gravità, quali l’assassinio di Mr Jan Kuciak, un reporter. Al momento, mandanti ed esecutori non sono ancora stati identificati in modo inequivocabile, e ciascuna fazione ne addossa la colpa alle altre. Fatto sta che gli Elettori proprio non ne vogliono più sapere di vivere in una collettività ove sia possibile l’omicidio politico.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, si dovrebbe far notare la grande differenza che intercorre tra la conquista ed il mantenimento del potere. Il Macbeth di Shakespeare illustra ad arte questo problema. L’esperienza italiana del M5S  dovrebbe insegnare. Al momento, in questa particolare Europa, è abbastanza facile coagulare consensi attorno a degli slogan che soddisfino visceralmente l’Elettorato, ma una formazione politica che si contraddistingua per i ‘NO’ e per le dichiarazioni utopiche può forse raggiungere il potere, ma non riesce a mantenerlo: si disgrega rapidamente. Non solo. Per governare serve non solo il vasto consenso popolare, ma anche la disponibilità di persone che siano in grado di ricoprire tutta la sfaccettatura di governo e sottogoverno che la formazione politica deve occupare e dar significato. Se è facile proporsi come ‘anticorruzione’ è terribilmente difficile agire da elementi isolati, senza il pieno governo dell’apparato burocratico dello stato. Gli Elettori conferiscono un mandato, ma sono anche molto esigenti nell’esigere che esso sia portato a buon fine.

Se sicuramente la Caputova può al momento contare su solidi appoggi in sede dell’Unione Europea, altrettanto sicuramente è ancora debole patria e nulla vieta di pensare che con le prossime elezioni europee le vengano a mancare gli appoggi internazionali.

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Vedremo come si comporterà Mrs Zuzana Caputova nel suo nuovo ruolo di presidente dello stato.

Se questa elezione costituisce sicuramente un valido precedente, altrettanto sicuramente si dovrebbe tener conto di altri fenomeni in atto in questa Europa dilaniata dal travaglio delle prossime elezioni europee.

Romania. Arrestata Laura Kövesi, candidata di Juncker a capo della Procura Europea.

Il caso della Kövesi non riguarda soltanto i fatti interni della Romania, bensì gli equilibri fluttuanti all’interno dell’Unione Europea e, più in generale, della situazione politica mondiale.

Se nulla vieta di pensare che l’elezione di Mrs Zuzana Caputova sia l’inizio di un rinnovamento, nulla vieterebbe di pensare che anche l’arresto della Kövesi sia solo il primo di una lunga lista.

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Ansa. 2019-03-31. Slovacchia: Zuzana Caputova presidente

Comprensibilità, cordialità, affidabilità, capacità di evitare conflitti: queste le caratteristiche che hanno portato Zuzana Caputova, fino a poco tempo fa poco nota all’opinione pubblica, ad essere eletta presidente della Slovacchia.

“Sono felice del risultato – ha detto Caputova, dopo aver ringraziato i suoi elettori – perché si vede che nella politica si può entrare con opinioni proprie e la fiducia si può conquistare anche senza linguaggio aggressivo e colpi bassi. L’onestà nella politica può essere la nostra forza”. 

La 45enne, ex vicepresidente del piccolo partito non governativo ‘Slovacchia progressista’, è entrata in politica nel 2017 dopo la lotta durata anni contro una discarica illegale a Pezinok che l’ha messa contro gli uomini al potere e imprenditori controversi.

Nel ballottaggio, Caputova ha vinto con il 58% dei consensi sull’eurodeputato Maros Sefcovic, che si è fermato al 42% e ha riconosciuto la vittoria della avversaria. L’affluenza alle urne è stata del 41,8%.

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Bbc. 2019-03-31. Zuzana Caputova becomes Slovakia’s first female president

Anti-corruption candidate Zuzana Caputova has won Slovakia’s presidential election, making her the country’s first female head of state.

Ms Caputova, who has almost no political experience, defeated high-profile diplomat Maros Sefcovic, nominated by the governing party, in a second round run-off vote.

She framed the election as a struggle between good and evil.

The election follows the murder of an investigative journalist last year.

Jan Kuciak was looking into links between politicians and organised crime when he was shot alongside his fiancée in February 2018.

Ms Caputova cited Mr Kuciak’s death as one of the reasons she decided to run for president, which is a largely ceremonial role.

With almost all votes counted, she has won about 58% to Mr Sefcovic’s 42%.

She gained prominence as a lawyer, when she led a case against an illegal landfill lasting 14 years.

Aged 45, a divorcee and mother of two, she is a member of the liberal Progressive Slovakia party, which has no seats in parliament.

In a country where same-sex marriage and adoption is not yet legal, her liberal views promote LGBTQ+ rights.

Anti-corruption candidate leads Slovak poll

The political novice bucking Europe’s populist trend

The opponent she defeated, Mr Sefcovic, is vice president of the European Commission.

He was nominated by the ruling Smer-SD party, which is led by Robert Fico, who was forced to resign as prime minister following the Kuciak murder.

In the first voting round, Ms Caputova won 40% of the vote, with Mr Sefcovic gaining less than 19%.

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