Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Religioni

Pulsione ossessiva a farsi i fatti degli altri. Il caso del Brunei.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-30.

Femminismo Maschilismo

Il Sultanato del Brunei è situato sull’isola del Borneo, nel sud-est asiatico. Con l’eccezione della costa affacciata sul Mar Cinese Meridionale, confina completamente con la Malaysia. Il 66% della popolazione è malese e l’11% cinese. L’Islam Sunnita è religione ufficiale dello stato ed è praticato dal 67% della popolazione: gli islamici ufficiali sono l’82.7%. Il resto in grande maggioranza è buddista, con piccole minoranze cristiane. Il sultano del Brunei è contemporaneamente capo dello Stato, capo del governo, ministro della Difesa e delle Finanze: è una monarchia assoluta.

Il pil procapite era 47,7165 Usd nel 2013, e scese fino a 26.968 Usd nel 2016: per poi risalire fino a 28,290 Usd. È una cifra ragguardevole, tenendo conto del baso costo della vita.

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Come molti altri stati mussulmani, non solo la Sharia è punto di riferimento giuridico, etico e morale, ma costituisce anche legge per lo stato.

La Sharia regola virtualmente tutti gli aspetti etici e morali e con il 3 aprile la sua osservanza entrerà nel codice penale.

Non stupisce che l’Occidente, meglio la sua componente liberal, si dimostri scandalizzata solo di alcune normative in campo sessuale.

«Il Brunei …. negli ultimi anni ha adottato una forma più conservatrice di Islam»

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«L’alcol è già vietato in Brunei e ci sono multe e condanne per chi non va alla preghiera il venerdì»

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Gay sex and adultery will be punishable by stoning to death and thieves will be amputated under ‘vicious’ new Sharia laws brought in by Brunei

– «Brunei already has Sharia law with homosexuality punishable with ten years’ jail

Under new laws from next week gay people could be whipped or stoned to death

Muslims found guilty of adultery, sodomy and rape could also be put to death

Amnesty branded laws ‘vicious’ and called for international pressure on Brunei

Brunei could start whipping or stoning gay people to death next week when strict new laws are introduced, human rights groups have warned.  

The tiny oil-rich nation already implements Sharia laws, with homosexuality punishable with up to ten years in prison.

But from the start of next month the government plans to amend the penal code to mean LGBT people and adulterers could be stoned to death, with thieves facing having hands or feet amputated.»

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Brunei Shariah law applies death sentence for homosexuality

«Rights groups are outraged as the Brunei government has announced additions to its Islamic penal code, including death by stoning and whipping. DW spoke with human rights activist Matthew Woolfe about the consequences.»

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Quando sta accadendo ripropone domande alle quali alla fine è necessario dare una qualche risposta soddisfacente.

– La dottrina dell’ideologia liberal postula l’esistenza di un relativismo etico, ossia non esisterebbe la ‘etica’, bensì sussisterebbero le ‘etiche’. Ma se esistono le ‘etiche’ ciò implica che siano tra di esse differenti. Rimarrebbe quindi alquanto difficile scandalizzarsi che altri non condividano i propri criteri etici: sarebbe soppressa la pluralità.

– Se i liberal sono scandalizzati dall’etica mussulmana, i mussulmani sono scandalizzati da quella liberal. Il problema emerge quando una componente vuole imporre la propria visione agli altri: una cosa è proporre ed una totalmente differente è l’imporre.

– Chi nell’attuale mondo occidentale proclamasse che l’omosessualità sia una patologia psichiatrica, oppure che sia una perversione che dovrebbe rientrare nel codice penale, come era un tempo, sarebbe immediatamente portato in giudizio e condannato. Per qual motivo allora si dovrebbe proibire ai mussulmani di considerare l’omosessualità un peccato prima ancora che un reato, e di punirlo di conseguenza?

– Chi mai sarebbe Amnesty International ed in base a quale diritto vorrebbe imporre la propria visione al Brunei?

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Una cosa è il non condividere una qualche visione di vita, ed una totalmente differente è denigrarla ovvero combatterla per imporre la propria.

Forse che il Brunei non sia libero di seguire la religione che voglia e di applicarne di conseguenza i canoni etici e morali?

Questa volontà impositiva è l’elemento per cui l’ideologia liberal non è riuscita ad imporsi: ci si guadagna consensi proponendo ed argomentando, non imponendo.

Ed il problema diventa allora banale: quelli che i liberal denominano ‘human right’ non sono tali per il resto del mondo.

Nota.

Come può sussistere il relativismo etico e morale se i liberal si considerano depositari di una verità assoluta?


Ansa. 2019-03-28. Brunei, lapidazione per omosessuali e adulteri

Dal 3 aprile in Brunei omosessuali e adulteri rischiano la lapidazione: il piccolo Stato islamico ha introdotto la pena coranica come parte dell’attuazione, fortemente criticata, di un nuovo codice penale basato sulla sharia. Lo riferisce il Guardian. Dalla prossima settimana, gli individui nel piccolo regno sud-est asiatico saranno dunque soggetti a una nuova serie di leggi draconiane, che includono anche l’amputazione di una mano e di un piede per il reato di furto.

Il Brunei, che negli ultimi anni ha adottato una forma più conservatrice di Islam, ha annunciato nel 2014 l’intenzione di introdurre la sharia, il sistema legale islamico che impone severe pene corporali: una direttiva del sultano del Brunei, che è uno dei leader più ricchi del mondo con una ricchezza personale di circa 20 miliardi di dollari e siede sul trono dal 1967.

L’alcol è già vietato in Brunei e ci sono multe e condanne per chi non va alla preghiera il venerdì. La legge basata sulla sharia si applicherà solo ai musulmani, che costituiscono circa i due terzi della popolazione. L’annuncio del nuovo codice penale è stato accolto con sgomento dai gruppi per i diritti umani. Amnesty International ha esortato il Brunei a “fermare immediatamente” l’attuazione delle nuove sanzioni, definite “profondamente sbagliate”. Alcune delle fattispecie, sottolinea l’ong internazionale, “non dovrebbero nemmeno essere considerati reati, compresi i rapporti consensuali tra adulti dello stesso sesso”.

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