Pubblicato in: Amministrazione, Devoluzione socialismo, Medicina e Biologia

Sanità. Ancora concorsi deserti. Il buon senso non alberga più in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-26.

Brügel Pieter. Le Streghe. 001

Brügel Pieter.  Le Streghe.


La sanità pubblica italiana è in una situazione kafkiana.

Sanità. Spesa totale 152.817 mld, pubblica 113.131 mld, famiglie 35.989 mld.

Dal punto di vista del bilancio costa 152.817 miliardi ogni anno, ma 35.989 miliardi ce li devono mettere le persone di tasca propria se vogliono essere curate.

Dal punto di vista stipendiale gli emolumenti sono troppo bassi per poter rientrare degli investimenti fatti per poter studiare i sei anni di corso di laurea, i cinque di specialità e gli almeno tre di scuola di perfezionamento. Il medico inizia a lavorare ben dopo il trentesimo anno di età.

Ma il lavoro con il servizio sanitario nazionale, sia quello ospedaliero sia quello sul territorio, è allucinante ed alienante. Il personale è sottoposto ad una pletora di regolamenti, protocolli e via quant’altro che obbligano a passare il proprio tempo a riempire scartafacci: il paziente deve morire legalmente. Non solo, le amministrazioni vigilano sulla stretta applicazione dei protocolli diagnostici e terapeutici: quattordici anni di studio coerciti a fare un lavoro da automi. Peccato però che ogni paziente sia un caso particolare, una eccezione al protocollo. L’unico problema è che crepi nell’osservanza burocratica, se non si vogliono avere dei guai.

E qui, per mettere la ciliegina sulla torta, si arriva al sublime vertice di questa situazione kafkiana.

Il nodo è la Magistratura ed i Magistrati.

Se è giusto che la malasanità sia punita, ed anche con molta severità, sarebbe solo questione di buon senso che la magistratura vagliasse le denuncie sporte ed archiviasse immediatamente quelle inconsistenti. Invece tutte sono passate automaticamente al giudizio.

Se è vero che oltre il 95% di tali cause si conclude con un “non luogo a procedere” oppure “perché il fatto non sussiste”, è altrettanto vero che tali giudizi arrivano un buon numero di anni dopo l’inizio dell’iter giudiziario, in cui il medico è stato lasciato disperatamente solo, magari anche sospeso dal servizio. E mica che il denunciante sia condannato a rifondere il sanitario. Una denuncia rovina vita e carriera:le scuse non bastano.

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«i numeri al momento dicono questo: su 13 posti per dirigente medico del Pronto soccorso si sono presentati solo 3 candidati, per Ortopedia 2 su 4, Ostetricia e Ginecologia 2 su 5 e per Neonatologia non si è presentato nessuno»

Ci si stupisce che la gente si stupisca.

Si fa un gran parlare dell’intelligenza artificiale: bene, che i pazienti si facciano curare da un robot. Oppure si facciano curare dai burocrati.

In conclusione: in Italia ci si può curare solo se si è ricchi. Proprio come accadeva nell’Unione Sovietica di infausta memoria.


Corriere. 2019-03-21. Sanità, il Molise non ha medici e richiama i pensionati

Il Molise non è una regione per giovani. Per medici giovani, in particolare. Tanto che l’Azienda sanitaria regionale (Asrem) è stata costretta a chiedere al Commissario alla Sanità, Angelo Giustini, l’autorizzazione ad avviare le procedure per incarichi libero-professionali a medici in pensione. E la struttura commissariale ha dato il via libera. Del resto, la nota trasmessa ai vertici aziendali dal direttore facente funzioni dell’Unità operativa complessa (Uoc) di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale «Cardarelli» di Campobasso, non poteva essere più chiara: la «gravissima criticità di personale medico in dotazione», si legge nella richiesta, determina «grosse difficoltà a garantire una corretta turnazione». Non resta, quindi, che chiedere ai pensionati di tornare al lavoro.

Sembra paradossale che, in un Paese alla ricerca disperata di un lavoro (10,6% il tasso di disoccupazione italiano nel 2018), in una tra le regioni più piccole d’Italia (circa 310 mila abitanti) in tanti rinuncino a partecipare ai concorsi banditi dall’Azienda sanitaria regionale (Asrem) ed altri rifiutino il lavoro a tempo indeterminato dopo essere risultati vincitori di concorso. Perché, in Molise, accade anche questo. L’ultimo caso di bando andato deserto riguarda il concorso per due posti di dirigente medico di Pediatria. Ed è, appunto, solo l’ultimo di una serie di casi. «Bandiremo nuovi concorsi nella speranza di avere nuove unità — spiega all’Ansa il direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti — ma i numeri al momento dicono questo: su 13 posti per dirigente medico del Pronto soccorso si sono presentati solo 3 candidati, per Ortopedia 2 su 4, Ostetricia e Ginecologia 2 su 5 e per Neonatologia non si è presentato nessuno. È una carenza che sta mettendo in crisi i vari servizi. In Molise — aggiunge — comunque accade quello che si registra anche in altre parti d’Italia, ma visti i numeri ridotti della regione, la situazione diventa sempre più grave». Quanto ai vincitori di concorso che alla fine rinunciano al posto, la spiegazione è, alla fine, più semplice di quanto si possa pensare: «In Molise — conclude Lucchetti — se non si è radicati, se non si hanno famiglia, affetti, interessi, chi ha la possibilità di lavorare da altre parti sceglie questa strada».

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