Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Religioni

Mulieres in ecclesiis taceant, non enim permittitur eis loqui.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-26.

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Le parole del titolo sono di San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinti, 14: 34.

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Organo ufficiale della Santa Sede sono dal 1909 gli Acta Apostolicae Sedis, che hanno sostituito gli Acta Sanctae Sedis, iniziati ad essere stampati nel 1866.

Gli AAS sono l’unica documentazione ufficiale alla quale fare riferimento.

Poi vi sono numerosi media che affermano di far capo alla Santa Sede, ma non sono da essa riconosciuti come tali. Usualmente basta dar loro una scorsa per rendersi conto che, tranne alcune lodevoli eccezioni,  di cristiano hanno spesso ben poco e di cattolico quasi nulla.

L’Osservatore Romano è da questo punto di vista un ibrido.

Ecco come si definisce:

«Pubblicato per la prima volta con la data del 1° luglio 1861, «L’Osservatore Romano» ha raccontato attraverso le sue pagine oltre 150 anni di storia. Giornale quotidiano politico religioso, come recita il sottotitolo della testata, ha affrontato nel corso del tempo profonde trasformazioni per meglio rispondere alle attese dei Pontefici che si sono avvicendati al soglio di Pietro. La dimensione universale, l’incontro tra fede e ragione, l’amicizia con le donne e gli uomini di oggi sono le linee direttrici che il foglio vaticano esprime presentando tutti i testi pontifici e i documenti della Santa Sede, in italiano e nella lingua in cui sono stati pronunciati o scritti, seguendo con un’informazione completa e accurata, la vita internazionale, i dibattiti culturali, le vicende della Chiesa in ogni continente, con particolare attenzione all’ecumenismo e al dialogo con le religioni.»

Indicativi sono i cartigli del sottotitolo.

«Unicuique suum» e «Non praevalebunt.»

È un giornale che deve “rispondere alle attese dei Pontefici che si sono avvicendati al soglio di Pietro“.

Quindi organo di informazione sicuramente, ma espresse secondo le attese di Sommi Pontefici.

In altri termini, non è forum di dibattiti. Riporta gli accadimenti politici, ma non fa politica. Il Direttore è alle dirette dipendenze del Papa e solo a Lui risponde della testata.

*

Da qualche tempo l’Osservatore Romano aveva iniziato a pubblicare un inserto mensile “Donne Chiesa Mondo”.

Ne aveva assunto la direzione la prof. Lucetta Scaraffia, associato di Storia Contemporanea presso La Sapienza, coniugata in seconde nozze con Ernesto Galli della Loggia.

Lei, ed il comitato di redazione, hanno recentemente pubblicato alcuni articoli dal contenuto dottrinale molto dubbio.

Donne e politica

Il tatto

Riforme non rivoluzione.

Nessuno nega alla prof. Scaraffia il diritto a manifestare il proprio pensiero, ma non si trova alcun motivo per cui essa possa farlo dalle colonne dell’Osservatore Romano.

Una cosa è la così detta libertà di stampa ed una totalmente diversa quella sorta di diritto preteso a pubblicare proprio sull’Osservatore Romano.

Articoli di questi contenuti e tesi inducono una grande confusione nei lettori, che potrebbero scambiarli per pensiero papale, cosa che non è.

Il motivo dell’allontanamento è quindi dottrinale ed anche di prudenza pastorale.

Si resta infine urtati quando la prof. Scaraffia afferma che vi sia

«una campagna vaticana per screditarli e metterli “sotto il controllo diretto degli uomini”».

Nessuno si sogna di bandire gli scritti di Santa Faustina Kowalska oppure di Santa Caterina da Genova. Nessun maschio oserebbe variarne una virgola.

Non possumus Non debemus Non volumus. Così si espresse SS Pio VII. E così si espressero i Pontefici San Pio IX e Pio XII.


Ansa. 2019-03-26. Vaticano, lascia la redazione del femminile dell’Osservatore Romano’: ‘Delegittimate’

La fondatrice e il comitato editoriale esclusivamente femminile della rivista femminile vaticana, l’inserto mensile dell’Osservatore Romano “Donne Chiesa Mondo”, si sono dimessi dopo quella che dicono essere una campagna vaticana per screditarli e metterli “sotto il controllo diretto degli uomini”, che è solo aumentato dopo aver denunciato l’abuso sessuale delle suore da parte del clero.

Il comitato editoriale del supplemento mensile del quotidiano vaticano ha dato l’annuncio nell’editoriale del primo aprile e in una lettera aperta a Papa Francesco. “Stiamo gettando la spugna perché ci sentiamo circondati da un clima di sfiducia e progressiva delegittimazione“, ha scritto la storica Lucetta Scaraffia nell’editoriale, che è stato inviato agli stampatori la scorsa settimana ma non è stato pubblicato.

Scaraffia ha detto che la decisione è stata presa dopo che il nuovo direttore dell’Osservatore, Andrea Monda, le aveva detto all’inizio di quest’anno che avrebbe assunto il ruolo di direttore. Ha detto che Monda ha riconsiderato questo dopo che il comitato editoriale ha minacciato di dimettersi e che i settimanali cattolici che distribuiscono traduzioni di “Donne Chiesa Mondo” in Francia, Spagna e America Latina, le hanno spiegato che avrebbero smesso di distribuire.

“Prendo atto della libera e autonoma decisione della professoressa Scaraffia di interrompere la collaborazione con ‘L’Osservatore Romano’, e di considerare chiusa la sua direzione di Donna Chiesa Mondo”., dice il direttore del quotidiano della Santa Sede, Andrea Monda, succeduto lo scorso 18 dicembre a Gian Maria Vian. “A lei insieme all’augurio di ogni bene va il nostro sincero ringraziamento per il prezioso lavoro svolto in questi anni con grande impegno e in piena libertà – afferma -. In questi pochi mesi da quando sono stato nominato Direttore ho garantito alla professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l’inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall’interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento”. “Il mio impegno – spiega ancora Monda in una nota – non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile Donne Chiesa Mondo, al quale è stato semmai confermato integralmente il budget ed è stata garantita la traduzione e la diffusione in altri Paesi nonostante la necessità generale di contenere i costi della Curia. Il mio impegno è stato e rimane quello di potenziare l’edizione quotidiana de ‘L’Osservatore Romano’ (non certo in termini di concorrenzialità ma di complementarietà con il supplemento) come è naturale e giusto che sia”.

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