Pubblicato in: Cina, Devoluzione socialismo, Materie Prime, Stati Uniti

Cobalto. Congo terreno di scontro di una guerra mondiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-22.

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«Il cobalto è l’elemento chimico di numero atomico 27 e il suo simbolo è Co.

Il nome deriva probabilmente dal greco kobalos, traducibile con folletto (ma vedi anche coboldo), “kobolt” in tedesco, probabilmente dato ai minatori tedeschi che incolpavano i folletti di fargli trovare un metallo inutile anziché il desiderato oro.

È un elemento bianco-argenteo, ferromagnetico e molto duro. Il cobalto metallico è solitamente una miscela di due diverse strutture cristallografiche: hcp e fcc, con una temperatura di transizione da hcp a fcc di 722 K. La configurazione termodinamicamente stabile è pertanto quella esagonale, anche se tecnologicamente risulta facile ottenere l’allotropo cubico (ad esempio realizzando film sottili di cobalto). È associato spesso con il nichel, ed entrambi sono componenti caratteristici del ferro meteorico. La sua temperatura di Curie è 1 388 K con 1,6~1,7 magnetoni di Bohr per atomo. Il cobalto ha una permeabilità magnetica relativa pari a due terzi di quella del ferro. ….

I mammiferi hanno bisogno di piccole quantità di sali di cobalto nella dieta. » [Fonte]

Svariati ed essenziali molti dei suoi usi, tra i quali:

– Leghe metalliche, quali per esempio l’acciaio Widia;

– Legante per le sinterizzazioni;

– Magneti;

– Catalizzatori;

– Elettrodi;

60Co, quale sorgente di raggi gamma.

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Il cobalto non si trova allo stato puro metallico, ma solo come minerale, e non viene estratto da solo ma come sottoprodotto della estrazione di rame o nichel. I più importanti minerali di cobalto sono la Heterogenite, la cobaltite, l’eritrite, il glaucodoto e la skutterudite. I maggiori produttori al mondo di cobalto sono la Repubblica Democratica del Congo, la Cina, lo Zambia, la Russia e l’Australia.

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Nel 2017 la produzione mondiale di cobalto si aggirava sulle 110,000 tonnellate, 64,000 delle quali estratte dalle miniere congolesi, le riserve delle quali ammonterebbero a circa 3.5 milioni di tonnellate. Seguono per produzione Russia (5,600 ton), Australia (5,000 ton), Canada (4,300 ton), ma solo l’Australia detiene circa 1.2 milioni di tonnellate di riserva.

È semplicemente evidente come il controllo della Repubblica Democratica del Congo sia interesse strategico di tutte le potenze industriali mondiali.

We’ll All Be Relying on Congo to Power Our Electric Cars [Bloomberg]

«The cars of the future will depend increasingly upon supplies of an obscure metal from a country in the African tropics where there has never been a peaceful transition of power and child labor is still used in parts of the mining industry.

Most major automakers are pledging to build millions of electric vehicles as the world’s governments crack down on climate-damaging emissions from traditional-fuel engines. As a result, demand is surging for lithium-ion batteries and the materials needed to make them — including cobalt, a relatively rare substance found mostly in the Democratic Republic of Congo ….»

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Il prezzo del cobalto è rimasto ragionevolmente stabile tra il 2009 e la prima metà del 2017. Quindi, da un valore di 10 Usd/lb è salito rapidamente ad un picco di 43 Usd/lb, per poi crollare al 5 marzo c.a. ad un prezzo di 14.97 Usd/lb.

Queste variazioni, del tutto fuori dal comune buon senso, diventano chiaramente spiegabili comprendendo come nel Congo sia in corso una vera e propria guerra per il controllo delle miniere.

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Se è vero che il programma Belt and Road cinese mira a controllare strategicamente nel futuro quella zona, e con buone possibilità di successo, nell’immediato le società cinesi impegnate nell’estrazione si trovano in grandi difficoltà. Anche la potente Zijin Mining Group Co. Ltd deve fare i conti con il calo delle quotazioni.

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Nessuno dovrebbe stupirsi quindi di quanto stia accadendo.

Il calo del prezzo spiazza severamente le imprese estrattive australiane e canadesi, che hanno elevati costi del lavoro, Nel contempo, la situazione dei minatori congolesi non ha proprio nulla da invidiare alla schiavitù.

Questo potrebbe essere un elemento di riflessioni per i tanti occidentali che a parole piangono sulla triste sorte dei congolesi, ma nei fatti vogliono continuare a mantenerli schiavi per ridurre i costi dei loro device elettronici: piangono lacrime ipocrite.

Nota.

Tutte le grandi battaglie decisive della storia sono state combattute ben lontane dalle capitali. Poltava distava 1,514 kilometri in linea d’aria da Stoccolma, Kursk distava 1,546 kilometri in linea d’aria da Berlino, Midway era a 4,173 kilometri da Tokio. Il Congo non è poi così lontano da Washington, Pechino e Berlino.


The Sunday Times. 2019-03-10. Congo’s miners dying in hell tunnels to power your mobile

Exploited by Chinese firms, workers as young as nine risk their lives to feed the world’s growing hunger for cobalt

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Solange Kanena sits on her broken orange sofa, heavily pregnant, resting. Looking around her three-room shack, she wonders how she will feed her eight children. Her husband died in a mining accident 10 days ago.

She has never held an iPhone and has no idea what an electric car is. But when the deep, muddy tunnel collapsed on her husband, he was digging for a commodity that is critical to the batteries of both: cobalt.

Last year about 70% of the world’s supply came from the Democratic Republic of Congo, one of the poorest, most violent and corrupt places on Earth. Much of its cobalt comes from around this town. ….

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