Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Kurz. Il piano per l’Europa di Macron è ‘utopian’ e ‘dangerous’.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-14.

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«No matter how charming the French are — in France, it’s always and above all about French interests» AKK


Mr Macron inizia a fare pena. Equiparato dalle Nazioni Unite a Mr Maduro, bastonato ogni sabato da mesi da parte dei Gilets Jaunes, abbandonato da Mr Benalla che nelle patrie galere sta raccontando cose mirabolanti ai magistrati, messo in un canto senza tanti complimenti da Frau Annegret Kramp-Karrenbauer, adesso si è preso un potente calcio nei denti da parte di Herr Kurz.

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Sta semplicemente raccogliendo ciò che aveva accuratamente seminato.

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Molto, troppo modestamente anche per la sua ben nota umiltà, aveva intitolato il suo proclama ai Cittadini Europei

Per un Rinascimento europeo

A seguito, in calce, si riporta il testo nella versione ufficiale, Macron lo ha fatto tradurre in ventotto lingue.

«Cittadini d’Europa,

Se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente»

Una Grande Europa che confluisca nella Grande Francia, guidata con monarchia illuminata dalla dinastia dell’Imperatore Macron I.

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Sebastian Kurz: Macron’s ideas for Europe ‘utopian’

«Austrian Chancellor Sebastian Kurz said his government does not support some of French President Emmanuel Macron’s ideas for a European Renaissance because they are “utopian.”

Speaking on German radio Tuesday, Kurz said: “There is a lot [of what Macron said] that we reject. And we are therefore grateful for Annegret Kramp-Karrenbauer’s response, because we share her views on many things.”»

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Head of French conservatives hits out at Macron’s letter to Europe

«Laurent Wauquiez, who leads the conservative Les Républicains party in France, rebuked calls by the country’s president, Emmanuel Macron, for greater European integration, saying it was time to end the enlargement of the European Union.

“We must exclude new enlargement,” Wauquiez, a long-time Macron critic, wrote in an oped published in French daily Le Monde on Saturday. “Europe has lost its coherence and capacity for action.”»

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‘Utopian suggestions’: Kurz backs Berlin against Macron’s Europe vision

«Austrian Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday sided with Berlin in criticising French President Emmanuel Macron’s European reform ideas, dismissing some of his proposals as “utopian” and others as “dangerous”.

Macron outlined his ideas for Europe’s future last week, ranging from stronger security cooperation to more controversial plans for harmonising a European minimum wage and social services across the bloc. But they got a lukewarm reply from German Chancellor Angela Merkel’s CDU party.

“There are some (proposals) that we reject,” Kurz told German radio Deutschlandfunk, adding that he was “pleased” with the CDU’s stance because “it overlaps in large parts” with Austria’s point of view.

“I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage,” said the conservative chancellor.»

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«Austria’s Chancellor Sebastian Kurz has criticized French President Emmanuel Macron’s proposals for Europe. Macron has called for a reform of the EU, with controversial ideas including an EU-wide minimum wage»

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«Austria’s conservative Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday responded to French President Emmanuel Macron’s ambitious vision on the future of Europe, saying some of the proposals could even be “dangerous.”»

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«he stopped short of joining Macron’s calls for a European “social shield,” which would include an EU-wide minimum wage»

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«I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage»

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«Do you think that German car makers would open production sites in Hungary or Poland if the salaries were exactly the same as in Germany?»

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«Responding to Macron’s calls for the pooling of EU debt, Kurz said such a move would be “dangerous.”»

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Mr Macron è una persona che non sa imparare dai propri errori.


Deutsche Welle. 2019-03-13. Austria’s Kurz criticizes Macron’s ‘utopian’ vision of Europe

Austria’s Chancellor Sebastian Kurz has criticized French President Emmanuel Macron’s proposals for Europe. Macron has called for a reform of the EU, with controversial ideas including an EU-wide minimum wage.

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Austria’s conservative Chancellor Sebastian Kurz on Tuesday responded to French President Emmanuel Macron’s ambitious vision on the future of Europe, saying some of the proposals could even be “dangerous.” 

Macron’s statement, which was published last Tuesday in major newspapers in every EU country, criticized populism while outlining a vision for EU social and regulatory reforms.

Kurz, in an interview with German broadcaster ARD, agreed with some of Macron’s proposals like border protection and regulating internet companies. But he stopped short of joining Macron’s calls for a European “social shield,” which would include an EU-wide minimum wage.

“I believe that many of the suggestions are utopian, when I think of the proposal for a social union, or a European minimum wage,” said the chancellor, who heads Austria’s governing Austrian People’s Party (ÖVP).

Kurz said a minimum wage plan may sound good, but added it was “completely impossible” because of disparity in living standards across the EU. 

“Do you think that German car makers would open production sites in Hungary or Poland if the salaries were exactly the same as in Germany?” he said. 

Macron’s ‘dangerous’ ideas 

Responding to Macron’s calls for the pooling of EU debt, Kurz said such a move would be “dangerous.”

“It is already attractive enough for countries to accrue debt,” he said, adding it could lead to taxpayer cash flowing out of more fiscally sound countries to countries with debt issues.

Some of Kurz’s statements were similar to those published in a statement Sunday by Germany’s Annegret Kramp-Karrenbauer, the head of the CDU party and prospective successor to Chancellor Angela Merkel.  Kramp-Kannenbauer disagreed with the “communitization of sovereign debt” and the “europeanization” of social systems. 

Elysee. 2019-03-04. Per un Rinascimento europeo

Cittadini d’Europa,

Se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente.

Mai dalla Seconda Guerra mondiale, l’Europa è stata così necessaria. Eppure, mai l’Europa è stata tanto in pericolo.

La Brexit ne è l’emblema. Emblema della crisi dell’Europa, che non ha saputo rispondere alle esigenze di protezione dei popoli di fronte alle grandi crisi del mondo contemporaneo. Emblema, anche, dell’insidia europea. L’insidia non è l’appartenenza all’Unione europea ma sono la menzogna e l’irresponsabilità che possono distruggerla. Chi ha detto ai Britannici la verità sul loro futuro dopo la Brexit? Chi ha parlato loro di perdere l’accesso al mercato europeo? Chi ha evocato i rischi per la pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato? Il ripiego nazionalista non propone nulla; è un rifiuto senza progetto. E questa insidia minaccia tutta l’Europa: coloro che sfruttano la collera, sostenuti dalle false informazioni, promettono tutto e il contrario di tutto.

Di fronte a queste manipolazioni, dobbiamo resistere. Fieri e lucidi. Dire innanzitutto cos’è l’Europa. È un successo storico: la riconciliazione di un continente devastato, in un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà. Non dimentichiamolo mai. E questo progetto continua a proteggerci oggi: quale paese può agire da solo di fronte alle aggressive strategie delle grandi potenze? Chi può pretendere di essere sovrano, da solo, di fronte ai giganti del digitale? Come resisteremmo alle crisi del capitalismo finanziario senza l’euro, che è una forza per tutta l’Unione? L’Europa, sono anche quelle migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori, quel liceo ristrutturato, quella strada costruita, l’accesso rapido a Internet che arriva, finalmente. Questa lotta è un impegno di ogni giorno perché l’Europa come la pace non sono mai acquisite. In nome della Francia, la porto avanti instancabilmente per far progredire l’Europa e difendere il suo modello. Abbiamo dimostrato che quanto ci dicevano inaccessibile, la creazione di una difesa europea o la tutela dei diritti sociali, era possibile.

Ma occorre fare di più, più rapidamente. Perché c’è l’altra insidia, quella dello status quo e della rassegnazione. Di fronte alle grandi crisi del mondo, i cittadini molto spesso ci dicono: “Dov’è l’Europa? Che fa l’Europa?”. È diventata ai loro occhi un mercato senz’anima. L’Europa invece non è solo un mercato, è un progetto. Un mercato è utile, ma non deve far dimenticare la necessità di frontiere che proteggono e di valori che uniscono. I nazionalisti sbagliano quando pretendono di difendere la nostra identità con il ritiro dall’Europa, perché è la civiltà europea che ci riunisce, ci libera e ci protegge. Ma anche coloro che non vorrebbero cambiare nulla sbagliano, perché negano le paure che attanagliano i nostri popoli, i dubbi che minano le nostre democrazie. Siamo in un momento decisivo per il nostro continente; un momento in cui, collettivamente, dobbiamo reinventare politicamente, culturalmente, le forme della nostra civiltà in un mondo che si trasforma. È il momento del Rinascimento europeo. Pertanto, resistendo alle tentazioni del ripiego e delle divisioni, vi propongo di costruire insieme questo Rinascimento su tre ambizioni: la libertà, la protezione e il progresso.
 

Difendere la nostra libertà

Il modello europeo si fonda sulla libertà dell’uomo, sulla diversità delle opinioni, della creazione. La nostra prima libertà è la libertà democratica, quella di scegliere i nostri governanti laddove, ad ogni scrutinio, alcune potenze straniere cercano di influenzare i nostri voti. Propongo che venga creata un’Agenzia europea di protezione delle democrazie che fornirà esperti europei ad ogni Stato membro per proteggere il proprio iter elettorale contro i cyberattacchi e le manipolazioni. In questo spirito di indipendenza, dobbiamo anche vietare il finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere. Dovremo bandire da Internet, con regole europee, tutti i discorsi di odio e di violenza, in quanto il rispetto dell’individuo è il fondamento della nostra civiltà di dignità.
 

Proteggere il nostro continente

Fondata sulla riconciliazione interna, l’Unione europea ha dimenticato di guardare le realtà del mondo, ma nessuna comunità crea un senso di appartenenza se non ha limiti che protegge. La frontiera, significa la libertà in sicurezza. Dobbiamo pertanto rivedere lo spazio Schengen: tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità (rigoroso controllo delle frontiere) e di solidarietà (una stessa politica di asilo, con le stesse regole di accoglienza e di rifiuto). Una polizia comune delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo, obblighi stringenti di controllo, una solidarietà europea a cui ogni paese contribuisce, sotto l’autorità di un Consiglio europeo di sicurezza interna: credo, di fronte alle migrazioni, in un’Europa che protegge al contempo i suoi valori e le sue frontiere.  

Le stesse esigenze devono applicarsi alla difesa. Da due anni sono stati realizzati importanti progressi, ma dobbiamo indicare una rotta chiara: un trattato di difesa e di sicurezza dovrà definire i nostri obblighi indispensabili, in collegamento con la NATO ed i nostri alleati europei: aumento delle spese militari, clausola di difesa reciproca resa operativa, Consiglio di sicurezza europeo che associa il Regno Unito per preparare le nostre decisioni collettive.

Le nostre frontiere devono anche garantire una giusta concorrenza. Quale potenza al mondo accetta di proseguire i propri scambi con coloro che non rispettano nessuna regola? Non possiamo subire senza proferir parola. Dobbiamo riformare la nostra politica della concorrenza, rifondare la nostra politica commerciale: punire o proibire in Europa le aziende che ledono i nostri interessi strategici ed i nostri valori essenziali, come le norme ambientali, la protezione dei dati ed il giusto pagamento delle tasse; e assumere, nelle industrie strategiche e nei nostri appalti pubblici, una preferenza europea come fanno i nostri concorrenti americani o cinesi.
 

Ritrovare lo spirito di progresso

L’Europa non è una potenza di secondo rango. L’Europa intera è un’avanguardia: ha sempre saputo definire le norme del progresso. Per questo, deve portare avanti un progetto di convergenza più che di concorrenza: l’Europa, in cui è stata creata la previdenza sociale, deve instaurare per ogni lavoratore, da Est a Ovest e dal Nord al Sud, uno scudo sociale che gli garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro, e un salario minimo europeo, adatto ad ogni paese e discusso ogni anno collettivamente.

Riannodare il filo del progresso significa anche prendere la guida della lotta ecologica. Guarderemo in faccia i nostri figli se non riassorbiamo anche il nostro debito climatico? L’Unione europea deve fissare la sua ambizione – 0 carbonio nel 2050, dimezzamento dei pesticidi nel 2025 – e adattare le sue politiche a questa esigenza: Banca europea per il clima per finanziare la transizione ecologica; forza sanitaria europea per rafforzare i controlli dei nostri alimenti; contro la minaccia delle lobby, valutazione scientifica indipendente delle sostanze pericolose per l’ambiente e la salute… Questo imperativo deve guidare tutta la nostra azione: dalla Banca centrale alla Commissione europea, dal budget europeo al piano di investimento per l’Europa, tutte le nostre istituzioni devono avere il clima per mandato.

Il progresso e la libertà significano poter vivere del proprio lavoro: per creare posti di lavoro, l’Europa deve anticipare.  È per questo che non solo deve regolamentare i giganti del digitale, creando una supervisione europea delle grandi piattaforme (sanzioni accelerate per le violazioni della concorrenza, trasparenza dei loro algoritmi…), ma deve anche finanziare l’innovazione dotando il nuovo Consiglio europeo dell’innovazione di un budget comparabile a quello degli Stati Uniti, per prendere la guida dei nuovi grandi cambiamenti tecnologici, come l’intelligenza artificiale.

Un’Europa che si proietta nel mondo deve essere volta verso l’Africa, con cui dobbiamo stringere un patto per il futuro. Assumendo un destino comune, sostenendo il suo sviluppo in modo ambizioso e non difensivo: investimenti, partenariati universitari, istruzione delle ragazze…
 

Libertà, protezione, progresso. Dobbiamo costruire su questi pilastri un Rinascimento europeo. Non possiamo lasciare i nazionalisti, senza soluzioni, sfruttare l’ira dei popoli. Non possiamo essere i sonnambuli di un’Europa rammollita. Non possiamo rimanere nella routine e nell’incantesimo. L’umanesimo europeo è un’esigenza di azione. Ed ovunque i cittadini chiedono di partecipare al cambiamento. Allora entro la fine dell’anno, con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, instauriamo una Conferenza per l’Europa al fine di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati. Questa conferenza dovrà associare gruppi di cittadini, dare audizione a universitari, parti sociali, rappresentanti religiosi e spirituali. Definirà una roadmap per l’Unione europea trasformando in azioni concrete queste grandi priorità. Avremo dei disaccordi, ma è meglio un’Europa fossilizzata o un’Europa che progredisce, talvolta a ritmi diversi, rimanendo aperta a tutti?

In questa Europa, i popoli avranno veramente ripreso il controllo del loro destino; in questa Europa, il Regno Unito, ne sono certo, troverà pienamente il suo posto.

Cittadini d’Europa, l’impasse della Brexit è una lezione per tutti. Usciamo da questa insidia; diamo un senso alle prossime elezioni e al nostro progetto. Sta a voi decidere se l’Europa, i valori di progresso che porta avanti, debbano essere più di una parentesi nella storia. È la scelta che vi propongo, per tracciare insieme il cammino di un Rinascimento europeo.

Emmanuel Macron

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