Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Weber è in visita da Orban. Prove di convivenza.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-12.

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Herr Weber, candidato in pectore per la Presidenza della Commissione Europea, è andato in visita da Mr Orban per cercare un chiarimento ed un accordo.

Il motivo è semplice.

Nel nuovo europarlamento il partito popolare europeo dovrebbe perdere circa una cinquantina di deputati, mentre il partito socialista europeo dovrebbe perderne una sessantina. Hanno perso la maggioranza.

Non solo, con le prossime elezioni statali, sette stati dell’Unione rinnoveranno i propri capi di stato e/o di governo nell’ambito del Consiglio Europeo. Anche qui le vecchie maggioranze sembrerebbero destinate a scomparire.

Infine, l’asse frangermanico è incrinato: Mr Macron è diventato il problema dei francesi e Frau Merkel quello dei tedeschi.

*

Herr Weber può sicuramente essere proposto come candidato dall’attuale dirigenza europea, ma l’approvazione dipenderà dalla composizione dei nuovi organi direttivi: l’attuale élite egemone sarà pensionata.

«Weber’s apparent reluctance to move against Orban has also cast a shadow over his campaign to become the next European commission president.»

Il nodo è il solito.

Quelli che sono riferiti essere i “common values” dell’Unione Europea non sono quelli spacciati per tali dall’ideologia liberal socialista di Mr Juncker, Mr Tusk e compari, anche se per cinque lunghi anni questi signori hanno cercato di imporli.

Con maggio gli identitari sovranisti saranno ben numerosi nell’europarlamento, verosimilmente centocinquanta circa: non potranno più a lungo essere ghettizzati, isolati, conculcati, derisi, calunniati.

«Orban appeared defiant, saying there will be no compromise from Hungary against migration and on “the protection of Christian culture”».

Piaccia o meno, Mr Orban esiste.

Si faccian pure venire le coliche colecistiche: la religione e la cultura cristiana continuano ad esistere. E sono in molto coloro che le difendono a spada tratta. Essere identitari sovranisti, attaccati alle proprie radici, non significa essere ‘lebbrosi’: tra poco ‘lebbrosi’ saranno i liberal socialisti.

Non solo.

Gli identitari sovranisti hanno anche la caratteristica di essere tipicamente forti elettoralmente nei propri rispettivi paesi: in Polonia, Ungheria ed Italia hanno solide maggioranze, basi elettorali delle quali non godono i partiti liberal socialisti, che sono i grandi perdenti di questa stagione.

*

Vedremo come andranno le cose, ma alla fine una qualche forma di convivenza dovrà ben essere trovata. Ancora per qualche mese l’attuale élite può esercitare la forza, ma le elezioni la spazzeranno via.


EU Observer. 2019-03-12. Orban hosts Weber in Budapest for EPP showdown

Hungary’s prime minister Viktor Orban is set to host the leader of the European Parliament’s centre-right political group in Budapest on Tuesday (12 March).

The meeting with group chair Manfred Weber follows weeks of speculation on the future of Orban’s Fidesz nationalist party within the centre-right EPP.

Some dozen Fidesz MEPs belong to the EPP, the European Parliament’s largest political group.

But Orban’s anti-migration campaign and nation-wide poster ad attacks against philanthropist George Soros and European Commission president Jean-Claude Juncker have upped the pressure on Weber to boot out Fidesz from the political group ahead of the European elections in May.

The political rift appears to have only widened after Weber’s demand last week for an apology from Orban over the anti-EU rhetoric remains unanswered.

Hungary’s problems run deep amid a backsliding of political rights, the lowest since 1989, and a European Parliament that last September demanded Budapest be censured over the “clear risk” of breaching EU values.

The commission last month launched a counter-attack against Orban’s anti-migration campaign, which the chief commission spokesman described as “ludicrous conspiracy theory”.

Weber’s apparent reluctance to move against Orban has also cast a shadow over his campaign to become the next European commission president.

Earlier this month, Weber said Orban must reverse his decision to expel the Central European University (CEU) from Budapest in order to remain in the EPP.

He also told German newspaper Welt am Sonntag over the weekend that Orban wants to remain in the EPP.

“He knows that in order to do so, he has to show that he accepts our common values and show solidarity with us in the campaign,” he said.

Tuesday’s encounter is billed as a last-ditch effort for reconciliation between the two sides ahead of 20 March meeting where a final decision is set to be made on the future relationship.

But in a radio interview last week, Orban appeared defiant, saying there will be no compromise from Hungary against migration and on “the protection of Christian culture”.

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