Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Lazio. Enti locali sepolti sotto una montagna di debiti.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-10.

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L’Italia è un Repubblica fondata sui debiti.

Nicola Zingaretti è presidente della Regione Lazio dal 12 marzo 2013. Nelle elezioni regionali del 4 marzo 2018 è stato rieletto avendo conseguito il 32.92% dei voti. In regione il centrosinistra ha 25 / 50 seggi, il centrodestra 15 / 50 ed il M5S ne ha 10 / 50. Già segretaria della Sinistra Giovanile e deputati europeo, dal 28 aprile 2008 al 29 dicembre 2012, Zingaretti è stato presidente della provincia di Roma.

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È stato pubblicato un Report  davvero inquietante.

Enti locali del Lazio, il debito sale di 368 milioni.

Nel 2018 è arrivato a 14 miliardi e 658 milioni. Mai così alto da 3 anni

Il debito degli enti locali della regione Lazio continua ad aumentare. E lo fa in modo ininterrotto dal 2015, quando è passato da un importo complessivo di 13 miliardi e 812 milioni di euro agli attuali 14 miliardi e 658 milioni. Questo dato prende in considerazione i debiti di tutte le amministrazioni locali, compresa la regione guidata da Nicola Zingaretti. Proprio sulla gestione finanziaria della giunta Zingaretti Truenumbers si era occupato in questo articolo.

Di cosa si compone il debito

Il grafico sopra mostra l’andamento del debito tra il 2013 e il 2018. Si tratta del cosiddetto debito “consolidato”, per cui c’è la garanzia del pagamento di interessi al creditore e copre i disavanzi durevoli di un ente. Per questo è iscritto a bilancio, a differenza di quello non consolidato che è chiamato anche “fluttuante” perché riguarda crediti concessi agli enti locali per coprire esigenze di cassa di breve periodo.

La grandissima parte del debito laziale è costituito da prestiti delle Istituzioni Finanziarie Monetarie italiane, le banche quindi, e della Casa Depositi e Prestiti. E’ un ruolo, quello di banche e Cdp, che è aumentato nel tempo. Oggi detengono 12 miliardi e 146 milioni di debito su 14 miliardi e 658 milioni. Nel 2013 detenevano per esempio “solo” 11 miliardi e 962 milioni su 16 miliardi e 531 milioni. Si era poi scesi a un minimo di 10 miliardi e 533 milioni nel 2015 per poi risalire fino ai valori attuali. Ecco il grafico delle componenti del debito consolidato.

Com’è cambiato il debito negli anni

Nel 2015 si era toccato il valore più basso del debito totale, 13 miliardi e 812 milioni, risultato di un calo piuttosto importante dai 16 miliardi e 531 milioni del 2013. Dopo ha ripreso lentamente a crescere. Con il tempo hanno perso importanza altri strumenti di debito, per esempio i titoli emessi all’estero, per esempio bond comunali sul mercato internazionale. Tramite questi si raccoglievano 1 miliardo e 398 milioni nel 2013. Oggi sono solo 829 milioni. Un certo calo, anche se inferiore, c’è stato anche per i titoli emessi in Italia, da 224 milioni del 2013 ai 139 milioni del 2018. Si è man mano ridotto anche il ricorso a prestiti da parte di banche straniere, da 679 milioni a 554.

La voce che però ha subìto la decrescita maggiore è stata quella relativa alle altre passività che non ricadono nelle categorie precedenti. Si è passato dai 2 miliardi e 268 milioni del 2013 ai 990 milioni del 2018. Tra queste vi sono per esempio passività commerciali degli enti locali verso privati cedute al settore finanziario dalle imprese fornitrici, o le operazioni di leasing finanziario effettuate con istituzioni finanziarie non bancarie. E’ un declino, quello di quest’ultima voce, probabilmente legato anche alla diminuzione del debito del settore pubblico verso le imprese che tanto aveva inciso nell’economia reale durante la crisi e di cui molto si era parlato.

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Da quando Mr Zingaretti è alla guida della Regione Lazio il debito degli enti locali è in continuo aumento.

«E lo fa in modo ininterrotto dal 2015, quando è passato da un importo complessivo di 13 miliardi e 812 milioni di euro agli attuali 14 miliardi e 658 milioni».

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«Si tratta del cosiddetto debito “consolidato”, per cui c’è la garanzia del pagamento di interessi al creditore e copre i disavanzi durevoli di un ente. Per questo è iscritto a bilancio, a differenza di quello non consolidato che è chiamato anche “fluttuante” perché riguarda crediti concessi agli enti locali per coprire esigenze di cassa di breve periodo»

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«La grandissima parte del debito laziale è costituito da prestiti delle Istituzioni Finanziarie Monetarie italiane, le banche quindi, e della Casa Depositi e Prestiti. E’ un ruolo, quello di banche e Cdp, che è aumentato nel tempo. Oggi detengono 12 miliardi e 146 milioni di debito su 14 miliardi e 658 milioni. Nel 2013 detenevano per esempio “solo” 11 miliardi e 962 milioni su 16 miliardi e 531 milioni»

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Da questi dati salta immediatamente agli occhi come gli enti locali della Regione Lazio sia verso istituti di credito, pubblici come la cdp oppure privati ma governati politicamente, come le banche. La ragione è semplice: sono insolventi ed insolvibili.

Purtroppo in Italia presidenti e cda degli enti locali non rispondono con la testa ed il proprio capitale dei disavanzi che producono e che alla fine i Cittadini Contribuenti saranno ben chiamati a ripianare.

Poi non si dica che non si riesca a capire perché mai vengano le rivoluzioni francesi.

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