Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Finlandia. Governo Sipila dimissionario. Elezioni il 14 aprile.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-03-09.

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«The changes were crucial to the three-party governing coalition’s plan to balance public finances.

Financial constraints are colliding with the healthcare costs imposed by Finland’s fast-ageing population. But cutting those costs is a major political obstacle in a Nordic country that historically has provided an extensive — and expensive — healthcare system.»

Il welfare costa, e costa anche molto: ma se lo possono permettere solo coloro che hanno denaro a sufficienza, ma la situazione economica finlandese non è certo brillante. Un giorno o l’altro, con le buone oppure con le cattive, dovranno ridurlo, ed anche in modo consistente.

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Finlandia, dimissioni per il governo Sipila. Elezioni politiche il 14 aprile

«Finlandia: si dimette il governo di centrodestra per la mancata approvazione delle riforme sanitarie

 Momento politico complesso anche nel Nord Europa. Il premier finlandese, Juha Sipila, ha presentato le dimissioni del suo governo di centrodestra dopo la mancata approvazione di un pacchetto di riforme sociali e sanitarie. Lo ha reso noto la presidenza del Paese scandinavo.

Elezioni FInlandia il 14 aprile

“Il primo ministro ha presentato le dimissioni del governo alle 10 (orario francese) di oggi”, ha chiarito la presidenza. Le dimissioni arrivano a sole cinque settimane dalle elezioni legislative, in programma il prossimo 14 aprile.»

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Reuters. 2019-03-08. Finland’s government resigns after healthcare reform fails

Finland’s government resigned on Friday after ditching plans to reform the healthcare system, a key policy, the Finnish president’s office said, throwing the country into political limbo.

The president approved Prime Minister Juha Sipila’s resignation and asked his government to continue as a care-taker government until a new cabinet has been appointed.

The collapse of the government comes just one month before parliamentary elections are due, after Sipila failed to push through the reforms. The changes were crucial to the three-party governing coalition’s plan to balance public finances.

Financial constraints are colliding with the healthcare costs imposed by Finland’s fast-ageing population. But cutting those costs is a major political obstacle in a Nordic country that historically has provided an extensive — and expensive — healthcare system.

Sipila resigned “because the healthcare reform cannot be accomplished during this government term,” Antti Kaikkonen, the head of Sipila’s Centre Party’s parliamentary group, wrote on Twitter. Several governments have tried to push through reforms in different forms over the past 12 years.

“Since elections were already set for 14 April, the resignation of the government is not a big deal at all at this point. Still, it does create some ugly headlines,” Nordea’s chief analyst wrote on Twitter.

According to the government, the reform could have curbed the annual growth of Finland’s public social and healthcare expenses to 0.9 percent from the current estimate of 2.4 percent between 2019 and 2029.

Sipila had previously said he would dissolve his centre-right coalition government if it failed to push through its healthcare and local government reform.

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La situazione politica finlandese ricalca quella di quasi tutte le nazioni europee: si assiste ad una proliferazione di piccoli partiti, nove quelli con percentuali di voto superiori al 2%. Elemento caratteristico di queste formazioni è un elevato tasso di litigiosità virtualmente su tutto. La mancata approvazione della riforma del welfare è un severo empasse, sopratutto perché la sua stesura era stata concordata tra i partiti della coalizione dimissionaria.

Sempre che non accadano fatti nuovi e rilevanti, le nuove elezioni sembrerebbero non essere foriere di un qualche cambiamento.

Nelle passate elezioni presidenziali del 28 gennaio 2018 era stato eletto Mr Sauli Ninisto, un indipendente di centro destra, con il 62.7% dei voti validi.

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Da tempo si vocifera di un blocco politico nordico. Nulla da eccepire, l’idea avrebbe uno logico substrato.

Ma sia Svezia sia Finlandia versano in paludi politiche, nelle quali sembrerebbero essersi impantanate.

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