Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Ideologia liberal, Unione Europea

Spagna. Parlamento boccia la finanziaria. Verosimili nuove elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-02-13.

Goya Francisco. Los fusilamientos del tres de mayo. Museo del Prado, Madrid. 1814

Da anni la Spagna langue in una palude politica apparentemente irrisolvibile.

Dopo il governo di minoranza di Mr Rajoy, anche quello altrettanto di minoranza di Mr Pedro Sanchez è vicino alla caduta, aprendo così la strada a nuove elezioni anticipate, che allo stato delle cose risolveranno poco o nulla.

Spagna. Decine di migliaia di dimostranti in piazza contro Sanchez.

Spagna. Podemos in crisi. Situazione ancor più confusa di prima.

Il problema è semplicissimo.

Quando si governa una coalizione sarebbe fondamentale che tutte le componenti si alzassero dal tavolo delle trattative soddisfatte. Nessuna coalizione riesce a sopravvivere se un partito, fosse anche quello di maggioranza relativa, cercasse di imporre qualcosa.

Ma i liberal socialisti, impelagati nelle loro diatribe ideologiche, sono congenitamente negati alle trattative. La loro ideologia è profondamente rivoluzionaria: o siedono alla opposizione oppure al governo vogliono imporre la loro visione, senza se e senza ma.

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La finanziaria presentata da Mr Pedro Sanchez era semplicemente inaccettabile.


Ansa. 2019-02-13. Spagna, Parlamento boccia la finanziaria

Il Parlamento spagnolo ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez. Si apre così la strada alle elezioni anticipate. A votare contro la legge di bilancio dell’esecutivo socialista di Pedro Sanchez, dopo il rifiuto del governo di negoziare l’autodeterminazione di Catalogna, i partiti indipendentisti, che hanno così sostanzialmente decretato la fine della legislatura, e quelli di centrodestra. In particolare, hanno votato contro i partiti indipendentisti catalani Erc, del PdeCat e quelli dei partiti di centro-destra Partido Popular e Ciudadanos e del Foro Asturias e Coaliccion Canaria, per 191 no complessivi a fronte di 156 si – dei deputati del Psoe e di Podemos – e 1 astensione. Starà ora al premier Pedro Sanchez decidere se sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate, come reclamano Pp e Ciudadanos. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020. Il leader socialista, lasciando l’emiciclo, non si è pronunciato al riguardo.

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