Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Moscovici. La gran voglia di dittatura. È un giacobino sanculotto.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-21.

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La proposta avanzata da Mr Moscovici in Commissione non solo sarebbe illegale, ma darebbe la stura ad una involuzione dittatoriale.

Si segua con la massima attenzione.

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Se l’attuale Unione Europea vede la luce il 1° novembre 1993 con il Trattato di Maastricht, essa affonda le sue radici nel Trattato di Roma del 1957, che tenne a battesimo la Comunità Economica Europea. Dal nostro punto di vista ciò che importa è notare come l’Unione Europea si sia sviluppata tramite la stipula di una serie successiva di trattati, ciascuno con un suo testo, allegati, appendici, revisioni e circolari attuative. E tutti poi tradotti nelle lingue dei paesi afferenti.

Attualmente il corpo dei trattati supera le 170,000 pagine ed evidenzia spesso articoli contrastanti.

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Consiglio Europeo. Votazioni. Maggioranza qualificata e beghe varie.

Usiamo come testo di riferimento il

Francesco Martinelli. Manuale di Diritto dell’Unione Europea. Napoli. 2017. Isbn 9788891413963.

Il Consiglio Europeo, Consilium, così si auto definisce:

«Il Consiglio europeo definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’UE. Non fa parte dei legislatori dell’UE e pertanto non negozia né adotta atti legislativi. Stabilisce invece l’agenda politica dell’Unione, generalmente adottando nelle sue riunioni “conclusioni” che individuano le questioni problematiche e le misure da intraprendere.

Di recente, il Consiglio europeo ha adottato una ”agenda strategica” delle priorità chiave sulle quali dovranno concentrarsi l’attenzione e l’azione dell’UE nel lungo periodo.

I membri del Consiglio europeo sono i capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell’UE, il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea.

Il Consiglio europeo definisce le priorità e gli orientamenti politici generali dell’UE

Anche l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa alle riunioni del Consiglio europeo quando si discutono temi di politica estera.

Processo decisionale

Nella maggior parte dei casi, il Consiglio europeo decide per consenso. Tuttavia, in alcuni casi specifici previsti dai trattati UE, adotta decisioni all’unanimità o a maggioranza qualificata.

Alla votazione non partecipano né il presidente del Consiglio europeo né il presidente della Commissione.»

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Sempre il Consiglio Europeo definisce cosa debba essere inteso per votazione. [Si noti come le regole siano state variate il 30 novembre 2017]

«Il metodo di voto standard del Consiglio.

La maggioranza qualificata è il metodo di voto più diffuso all’interno del Consiglio.

Il Consiglio lo utilizza quando adotta decisioni nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, nota anche come codecisione. L’80% circa di tutta la legislazione UE è adottato secondo tale procedura.

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Unanimità

Il Consiglio deve votare all’unanimità su una serie di questioni considerate sensibili dagli Stati membri. Ad esempio:

– politica estera e di sicurezza comune (esclusi alcuni casi ben definiti che richiedono la maggioranza qualificata, quali ad es. la nomina di un rappresentante speciale);

– cittadinanza (concessione di nuovi diritti ai cittadini UE);

– adesione all’UE;

– armonizzazione della legislazione nazionale in materia di imposte indirette;

– finanze UE (risorse proprie, quadro finanziario pluriennale);

– alcune disposizioni in materia di giustizia e affari interni (Procura europea, diritto di famiglia, cooperazione di polizia a livello operativo, ecc.);

– armonizzazione della legislazione nazionale in materia di sicurezza sociale e protezione sociale.

Inoltre, il Consiglio è tenuto a votare all’unanimità per discostarsi dalla proposta della Commissione quando quest’ultima non è in grado di accettare le modifiche apportate alla sua proposta. Tale norma non si applica agli atti che il Consiglio deve adottare su raccomandazione della Commissione, ad esempio nel settore del coordinamento delle politiche economiche.

In caso di voto all’unanimità, un’astensione non impedisce l’adozione di una decisione.

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Maggioranza qualificata

Quando il Consiglio vota una proposta della Commissione o dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, si raggiunge la maggioranza qualificata soltanto se sono soddisfatte due condizioni:

– il 55% degli Stati membri vota a favore – in pratica ciò equivale a 16 paesi su 28

– gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale dell’UE

Questa procedura è nota anche come regola della “doppia maggioranza”.

Minoranza di blocco

La minoranza di blocco deve includere almeno quattro membri del Consiglio, che rappresentino oltre il 35% della popolazione dell’UE.

Casi particolari

Se non tutti i membri del Consiglio partecipano al voto, ad esempio in caso di “opt-out” per taluni settori politici, una decisione è adottata se vota a favore il 55% dei membri del Consiglio partecipanti, che rappresentino almeno il 65% della popolazione degli Stati membri partecipanti.

Quando il Consiglio vota una proposta che non è stata presentata dalla Commissione o dall’alto rappresentante, la decisione è adottata se:

– vota a favore almeno il 72% dei membri del Consiglio

– i membri che votano a favore rappresentano almeno il 65% della popolazione dell’UE

Astensioni

Nel voto a maggioranza qualificata, un’astensione è considerata un voto contrario. L’astensione non equivale alla non partecipazione al voto. Ogni membro può astenersi in qualsiasi momento.»

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Questa la proposta di Mr Moscovici.

«La Commissione europea pubblicherà domani una proposta per abolire l’unanimità nelle decisioni in materia di fisco»

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«La proposta prevede di abolire in modo graduale la possibilità di veto che oggi hanno in Paesi membri»

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I Trattati prevedono, parlando in modo molto approssimato ma che possa rendere l’idea,

– un europarlamento eletto a suffragio universale con metodo proporzionale,

– Un Consiglio Europeo, composto dai capi di stato o di governo.

Nella prima istituzione hanno indubbio peso le nazioni più popolose: un accordo tra Germania, Francia ed Italia avrebbe teoricamente la maggioranza dei voti.

Nella seconda istituzione, il voto di un paese poco numeroso dovrebbe avere lo stesso peso di quello di un grande paese. Usiamo il modo condizionale perché il meccanismo è più complesso. I Trattati hanno espressamente previsto il Consiglio Europeo proprio a tutela di tutti gli interessi e per obbligare alla ricerca di soluzioni di comune aggradamento.

I Trattati possono essere variati solo da altri Trattati, espressi nelle forme giuridiche proprie: ma codeste variazioni possono essere attuate solo ed esclusivamente se decise alla unanimità: in altri termini, sarebbe sufficiente il voto contrario di un solo stato e la variazione sarebbe respinta.

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Il sistema ha funzionato fino a tanto che tutti i capi di stato o di governo dell’Unione Europea erano di ideologia liberal oppure socialista: facevano ciò che volevano ed il problema della unanimità non si poneva neppure.

Negli ultimi anni invece sono entrati dell’agone politico europeo partiti e movimenti identitari, sovranisti, in opposizione totale alla Weltanschauung dell’attuale dirigenza europea. Per il momento solo Polonia, Ungheria, Romania, ed Italia sono chiaramente schierate, con l’Austria abbastanza concorde. La posizione bulgara è al momento in via di definizione. Ma non è per nulla detto che le elezioni di maggio possano cambiare notevolmente le forze degli schieramenti, così come le elezioni politiche che si terranno in sette stati dell’Unione.

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Se al momento attuale su alcune materie vige ancora la possibilità di veto, in futuro sembrerebbe possibile prospettare che gli ‘eurocritici’ possano avere anche la maggioranza qualificata.

Ma se la possibilità che gli identitari possano raggiungere la maggioranza è al momento virtualmente nulla, essi potrebbero d’altro canto bloccare i processi decisionali, impedendo il raggiungimento dei quorum di volta in volta previsti.

Il tentativo di Mr Moscovici, che ricordiamo essere un socialista, mira a portare tutte le decisioni alla maggioranza semplice, nella presunzione che i movimenti e partiti identitari, sovranisti, non riescano mai a raggiunge un peso tale da assurgere a maggioranza.


Ansa Europa. 2019-01-14. Fisco: Bruxelles vuole abolire veto Paesi Ue su leggi comuni

La Commissione europea pubblicherà domani una proposta per abolire l’unanimità nelle decisioni in materia di fisco, un ostacolo che ha da sempre impedito di fare progressi su dossier come la tassa sulle transazioni finanziarie, la web tax, e che ha tenuto per anni ferma anche l’abolizione del segreto bancario. La proposta di Bruxelles punta ad introdurre la maggioranza qualificata per far approvare in Consiglio le nuove leggi che riguardano il fisco.

La proposta prevede di abolire in modo graduale la possibilità di veto che oggi hanno in Paesi membri: si comincerebbe subito con le decisioni sulle misure antifrode, per poi arrivare nei prossimi anni a quelle più sensibili, cioè con un impatto diretto sui diritti fiscali nazionali.

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