Pubblicato in: Agricoltura, Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Latte fresco? Unione Europea e latte del petrolchimico.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-18.

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Ci furono disperati tempi nei quali c’erano le vacche dalle quali si mungeva il latte: aveva un suo gusto del tutto particolare, che variava da alpeggio ad alpeggio. Si ricavava anche il burro ed una panna da favola.

Poi venne la civilizzazione coatta, di cui l’Unione Europea fu scherano teutonico.

Igiene, si diceva, uniformità del prodotto: cosa mai sarebbe la storia che il grana padano lo si faccia con latte di mucche padane? Latte liofilizzato e polverizzato: ecco come dar modo a tutto il mondo di rifarsi in casa il grana, ed anche gli altri formaggi.

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«Il latte in polvere è un derivato del latte vaccino e si ricava attraverso la disidratazione a mezzo del calore.

Il metodo è stato applicato, se pur con metodologie rudimentali, sin dal XIII secolo. Il metodo di produzione moderno è stato brevettato nel 1847.

Il latte in polvere viene prodotto tramite essiccazione, che può avvenire tramite due metodologie differenti: il roller-dry e lo spray-dry.

–    Tecnica roller-dry: con questo procedimento il latte viene fatto cadere all’interno di due cilindri rotanti in senso inverso e riscaldati a temperature di 130-150 °C sui quali, in pochissimi secondi, evapora l’acqua, mentre la sostanza secca viene distaccata da coltelli raschianti andandosi a depositare sul fondo della camera. Il prodotto finito presenta un’alterazione delle proteine e la polvere di latte assume una colorazione giallognola e un sapore di cotto.

–    Tecnica spray-dry : questo procedimento è basato sull’atomizzazione del latte pastorizzato ed omogeneizzato e spruzzato attraverso sottili ugelli che formano piccolissime goccioline le quali, passando in una camera dove una corrente d’aria calda a 150 °C evapora l’umidità presente, formano la polvere.

Il latte in polvere molte volte presenta dei problemi di solubilità che vengono risolti con il procedimento di istantaneizzazione, che consiste nell’umidificare a vapore la polvere prodotta con metodo spray, facendole assumere una struttura porosa e granulare dalla quale, dopo averla essiccata, raffreddata e ridotta in dimensioni definite, si produrranno le polveri istantanee che aumenteranno di conseguenza la bagnabilità e la solubilità.» [Fonte]

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Ma potrebbe mai un euroburocrate, uno degli gnomi di Bruxelles, resistere alla tentazione?

Sicuramente no; resiste a tutto tranne che alle tentazioni.

Alles in Ordnung: con tanto di aggiornamenti.

Regolamento (CE) n. 882/2004: questo è il testo base. Ma i burocrati sono sempre in agguato.

Regolamento (CE) n. 596/2009      7.8.2009               –     GU L 188 del 18.7.2009, pag. 14-92

Regolamento (CE) n. 1162/2009    4.12.2009             –    GU L 314 dell’1.12.2009, pag. 10-12

Regolamento (UE) n. 87/2011        23.2.2011             –              GU L 29 del 3.2.2011, pag. 1-4

Regolamento (UE) n. 208/2011      23.3.2011             –          GU L 58 del 3.3.2011, pag. 29-35

Regolamento (UE) n. 563/2012      1.7.2012               –      GU L 168 del 28.6.2012, pag. 24-25

Regolamento (UE) n. 702/2013      27.7.2013             –         GU L 199 del 24.7.2013, pag. 3-4

Regolamento (UE) n. 652/2014      30.6.2014             –       GU L 189 del 27.6.2014, pag. 1-32

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È del tutto ovvio, naturale, che gli unici comparti alimentari capaci di manipolare quel poco latte e quei tanti additivi siano l’industria casearia tedesca, olandese e danese. Le uniche a regola e norma. Quella francese così e così.

Ma, se vi foste letti il regolamento UE n. 652/2014, GU L. 189 del 27-06-2014, avreste trovato, sparsi un po’ qua, un po’ là, fondi per 1,891,936,000 euro da destinarsi ai produttori. Francesi, olandesi, tedeschi e danesi.

Un lettore scrupoloso, che magari abbia anche telefonato a Bruxelles, avrebbe scoperto poi la perfetta trasparenza dell’Unione Europea.

Si è cortesemente rimandati al

«Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia»

da cui estraiamo la seguente frase chiave.

«Il pubblico deve avere accesso alle informazioni relative ai controlli effettuati, fatta eccezione per quelle coperte dal segreto professionale»

Ma chi mai se lo sarebbe potuto immaginare che tutto, ma proprio tutto, era stato secretato?

Adesso lasciamo il lettore all’articolo allegato, suggerendo di bersi un buon bicchiere di latte anno 2016, un’annata da ricordarsi.


Ansa. 2019-01-11. 80mila tonnellate di latte in polvere tornano su mercato Ue

Prosegue smaltimento stock crisi 2015, venduto il 95%

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Bruxelles – Oltre 80mila tonnellate di latte scremato in polvere torneranno sul mercato Ue nell’ambito del programma di vendita dei quantitativi stoccati con l’intervento pubblico in seguito alla crisi del settore del 2015-16. Lo ha comunicato la Commissione europea, ricordando che con l’asta di ieri restano nei magazzini pubblici solo 22mila tonnellate di latte scremato in polvere, circa il 5% delle 380mila tonnellate di eccedenze ritirate dal mercato durante la crisi. Quella di ieri è stata la vendita più significativa sia in termini di quantità che di prezzo (155,4 euro per 100 kg) da quando l’Esecutivo Ue ha cominciato il programma..»

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