Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Brexit. Ripercussioni sulle elezioni europee di maggio. Sarà il chaos.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-16.

Westminster Abbey

San Tommaso d’Aquino esortava tutti a pensare a fondo prima di fare o scrivere qualcosa: farlo dopo avrebbe avuto ben poco senso. Ovviamente la gente odierna ben si guarda dal seguire il suggerimento di un frate domenicano, per di più medievale. Quindi, prima si fa, poi si constatano le conseguenze, ed allora ci si pente di ciò che si è fatto.

Da molti punti di vista l’attuale Unione Europea sta vivendo quel simpaticissimo chaos che seguì il sacco di Roma del 410. Con il crollo dell’Impero tutto divenne parcellizzato e quasi incomunicabile. Ciò che era stato il dominio imperiale divenne un coacervo di microscopiche realtà in conflitto vicendevole per la lotta alla sopravvivenza.

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Martedì sera il Parlamento inglese ha votato contro  

«Si riapre la partita della Brexit: l’accordo sul divorzio dall’Ue raggiunto a novembre dalla premier Tory, Theresa May, con Bruxelles è stato bocciato dalla Camera dei Comuni britannica con 432 no contro 202 sì. La ratifica è stata negata con uno scarto di 230 voti, molto pesante per il governo. Sono 118 i deputati conservatori che hanno votato contro l’accordo. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory. Ma, al di là della questione della permanenza della May l’incognita è cosa può accadere ora a partire dall’incognita del ‘no deal’, l’uscita senza accordo. Una possibilità con la quale anche l’Ue si misura questa mattina nella Plenaria a Strasburgo. “A dieci settimane” dal 29 marzo, “non è mai stato così elevato il rischio del no deal” – dice il capo negoziatore Ue Michel Barnier nel dibattito in aula a Strasburgo dopo il voto di ieri nella Camera dei Comuni. “Adesso nessuno scenario può essere escluso, in particolare quello che abbiamo sempre voluto evitare: l’uscita” del Regno Unito “senza accordo”.» [Fonte]

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La bozza dell’accordo è stata bocciata 432 contro 202: ben 118 deputati conservatori hanno votato contro. Più chiari di così sarebbe stato difficile.

«Adesso nessuno scenario può essere escluso»

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Al momento attuale potrebbero essere prolungati i termini del divorzio, ma nel caso il Regno Unito dovrebbe continuare a votare per l’europarlamento.

«Se britannici votano a europee Ppe, S&D e Alde perdono seggi»

Né si sottovaluti l’impatto psicologico dell’evento.

Sia la élite politica inglese sia quella dei burocrati di Bruxelles hanno evidenziato quanto distanti siano le loro posizioni da quelle accettabili dalla gente e dai parlamenti liberamente eletti. Ma hanno anche dimostrato la quasi nulla duttilità politica di saper giungere ad accordi accettabili.

Sembrerebbe ragionevole supporre che i partiti identitari, sovranisti, possano trarne ragionevoli benefici elettorali.

Il problema non riguarda solo il Regno Unito, bensì tutti gli europei.


Ansa. 2019-01-16. Brexit: Votewatch, rinvio può rafforzare sovranisti al Pe

Se britannici votano a europee Ppe, S&D e Alde perdono seggi

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Se la data della Brexit verrà rinviata, le forze sovraniste ed euroscettiche saranno più forti nella prossima Eurocamera. È quanto emerge da una proiezione del centro studi Votewatch, resa nota in vista del voto della Camera dei comuni sull’accordo sulla Brexit. Se i deputati britannici domani dovessero bocciare l’intesa raggiunta dalla premier Theresa May con Bruxelles, si potrebbe aprire lo scenario dell’estensione della permanenza del Regno Unito nell’Ue, con la conseguente partecipazione dei britannici al voto di maggio per le europee. In questo caso sarebbe il Partito popolare europeo (Ppe) a risentirne di più, con “una notevole riduzione del divario con gli altri gruppi”, osserva Votewatch. Le tre forze moderate pro-Ue all’Eurocamera – il Ppe, il gruppo S&D e i liberali dell’Alde – perderebbero insieme circa il 2% dei seggi. Ad avvantaggiarsi di un eventuale voto britannico sarebbero invece le forze sovraniste ed euroscettiche – i Conservatori Ecr, il gruppo Enf, l’Efdd – i cui seggi aumenterebbero del 3%. I tre gruppi del Parlamento Ue in cui gli eurodeputati britannici sono più presenti sono i Conservatori Ecr (i Tory), il gruppo S&D (i laburisti) e il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (l’Ukip). 


VoteWatch. 2019-01-16. Brexit: what consequences for the EU policies after the referendum’s shocking results?

A massive political earthquake shook the world this morning, as the majority of UK’s citizens voted in favour of leaving the EU. There is a lot of uncertainty regarding the future relations between the UK and the European Union, as well as the possibility of a domino effect in other EU countries and future internal cohesion of the country (considering the tension in Northern Ireland and Scotland).

However, the historical divorce is also going to impact the future shape of EU policies. Based on our unique collection of voting records in the European Parliament and the European Council, a previous research by VoteWatch Europe outlined the top 5 effects of Brexit:

1) The Brexit will lead to a weakening of the forces supporting the cut of red tape and the better regulation agenda. It will also bolster the policy makers in favour of higher standards for labour and the environment.

2) There will be less support for the enforcement of intellectual property rights across EU policy makers. Without the British MEPs, the already narrow majority in favour of strengthening protection for right holders will disappear.

3) The loss of a net contributor to the EU budget will first lead to a decrease in the overall size of the budget. However, as the UK’s government has always been very vocal in their opposition to increasing the budget, there will be bigger chances of pushing for higher contributions by the remaining EU Member States.

4) Without the British opposition, tax harmonization across the EU will be more likely, as well as the adoption of higher taxes on financial transactions.

5) Finally, after the Brexit, the supporters of nuclear energy and unconventional energy sources (e.g. shale gas) will lose an important ally in Brussels. In fact, it will be more difficult to assemble a majority in favour of the exploitation of these energy sources in the EP.

Additionally, among the political groups, ECR (European Conservatives and Reformists) and EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy) will be the most affected by the Brexit, the latter ultimately losing almost half of its MEPs.  Instead, the largest political group, the EPP (European People’s Party), will be become proportionally larger, as there are no British members sitting within its ranks.

Overall, the pro-integration voices in the European Parliament will be strengthened by the British departure from the Union, as more than half of UK’s MEPs are members of Eurosceptic (or Eurocritic) political groups.

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