Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Macron. Ricordiamo cosa disse un anno fa a Davos.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-14.

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Tra una settimana si apre il Forum di Davos in sordina. Sembrerebbe quasi che i media ne tacciano pudicamente.

Eppure Davos era stato fino al 2017 la celebrazione del mito ancestrale del ‘clima‘.

Mr Al Gore da quel pulpito aveva proclamato un piano mondiale da 90,000 miliardi per salvare il pianeta da morte certa.

Mr Macron e Frau Merkel vi fecero parte da leone. Ecco cosa dissero un anno or sono.

Cina. Carbone. Davos. Fallito il piano Al Gore da 90,000 mld Usd.

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Davos, Macron ruba lo show e vola via prima dell’arrivo di Donald

«La dura legge di Davos fa sì che nessun dettaglio sia lasciato al caso e su tutto regni una gerarchia non scritta che regola la visibilità di ciascuno. Nessuno è uguale al suo prossimo al World Economic Forum. Ciascuno è sempre un gradino più su o più giù. Se dunque volete farvi un’idea del soft power — il potere di sedurre — di ognuno leader invitati, guardate il loro minutaggio: solo le maggiori personalità possono rivolgere uno «special address», un discorso d’onore nella grande sala del Centro Congressi, ma il tempo di parola allocato a ciascuno dei grandi nomi non è mai lo stesso. Come ai tempi del Politburo sovietico, i minuti offerti davanti al microfono rivelano se un leader sia considerato in ascesa o in declino; se sia merce preziosa da esporre a lungo, merce un po’ meno pregiata, oppure lievemente imbarazzante. ….

Al presidente francese sono stati concessi 45 minuti, esattamente tanti quanti ne avrà Donald Trump domani. Macron se li è presi tutti e poi ha sforato liberamente di altri venti abbondanti, mentre l’ottuagenario padrone di casa Klaus Schwab iniziava a dare minuscoli segni di nervosismo dopo aver accolto l’ospite pomposamente. Alla cancelliera tedesca il programma di Schwab invece aveva curiosamente offerto giusto qualcosa di meno: 40 minuti. ….

Tutti e tre i leader europei sono arrivati e ripartiti in tempi utili per non rischiare di incrociare Donald Trump, dato che il presidente degli Stati Uniti arriverà solo questa sera. Tutti e tre hanno sottolineato che il vuoto lasciato dagli Stati Uniti negli accordi nel commercio e nel clima, e sugli scacchieri dell’Africa e del Mediterraneo deve spingere l’Europa a unirsi ancora di più»

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Macron Tells Davos Elite They Need to Share the Wealth

«France’s 40-year-old president made his debut speech at the annual meeting of the World Economic Forum in Switzerland in front of a star-studded crowded, even by Davos’s standards, with King Felipe of Spain, International Monetary Fund head Christine Lagarde and Total SA Chief Executive Officer Patrick Pouyanne among those in the audience. Macron told them it’s time for a new framework to rein in the excesses of global capitalism. ….

The French leader’s approval rating has stabilized around 50 percent after taking a dive during the fall as he emerged from the honeymoon period that followed his surprise election victory in May. ….

Now I’m a France bull ….

The president also used his speech to repeat the mantra of his first months in office: “France is back.”

“France is back at the core of Europe,” he said. “Because we will never have any French success without success in Europe. ….

In an interview with the Swiss national television RTS, Macron also called on U.S. President Donald Trump “to be onboard with us on multilateralism,” adding that he “highly recommended” to the American leader that he should come to Davos “to explain his strategy, for the U.S. and for the world.” The French president said he told Trump that it would be good for him “to be confronted with other ideas” by joining global executives and leaders at the forum in Switzerland.”»

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I discorsi di Gentiloni, Merkel e Macron al WEF di Davos

«Il duo soprannominato da alcuni media “Merkron”, formato dalla cancelliera tedesca e dal Presidente transalpino, ha cercato di illustrare un modello di crescita alternativo a quello di Donald Trump, che chiuderà il WEF di Davos venerdì. Esso poggia le basi nella ripresa economica nell’Eurozona, dalla filosofia opposta rispetto alle idee protezionistiche America First di Trump. Una visione strategica comune, ambiziosa, perché l’Europa assurga al ruolo di grande potenza sullo scenario globale. ….

è Macron il personaggio del momento ….

Il presidente francese Emmanuel Macron oggi a Davos ha chiesto garanzie e protezione per chi è stato “dimenticato dalla globalizzazione” e, come ha fatto in precedenza la Cancelliera tedesca Angela Merkel, ha criticato i partiti nazionalisti che vedono nell’isolazionismo l’unica soluzione. ….

“Ho combattuto contro i partiti nazionalisti che hanno diffuso molte paure”, ha ricordato il presidente francese, che a suo dire ha capito che molti elettori sono passati all’estrema destra perché i governi precedenti hanno avuto risultati “molto negativi” in campi come l’occupazione. ….

Lo ha detto a Davos la cancelliera tedesca Angela Merkel prendendo di mira il protezionismo e l’isolazionismo, con parole che sembrano riferirsi all’amministrazione guidata da Donald Trump»

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Politica: Davos, gli interventi di Macron, Merkel e Gentiloni. Europa e multilateralismo in attesa di Trump

«Tanti applausi ha strappato alla platea il lungo intervento del presidente francese Emmanuel Macron oggi al Forum economico mondiale a Davos. Dopo aver raccontato i pilastri della sua politica che stanno riportando “la Francia al cuore dell’Europa”, Macron ha enfatizzato che “non ci sarà successo per la Francia senza il successo dell’Europa” che deve diventare forte sul piano sociale, economico, politico per “evitare la frammentazione”. »

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Macron calls for a ‘global contract’ at Davos

«French President Emmanuel Macron’s speech at the World Economic Forum in Davos on Jan. 24 called for nation-states and businesses to join in a “true global contract” to invest in human capital, and meet the challenges of terrorism and climate change.

“Globalization is undergoing a major crisis,” Macron said, “and this enormous challenge requires a collective effort. …..”

witching to French, Macron made a very different argument about the global economy. Economic growth, he stated, can never be an end in itself. A world where all nations compete against one another has led to an unsustainable Darwinian struggle, a race to the bottom. Short-term profits accrue to the few. The distribution of wealth in the world is increasingly unjust. ….

For Macron this is the danger of the present moment: a relapse into a sterile nationalism ….»

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Macron, la Francia guida sul clima

«”La Francia deve essere un modello nella lotta al cambiamento climatico”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel suo intervento al forum di Davos. “Si può creare tanto lavoro, dobbiamo accelerare la strategia verde, soprattutto nella riduzione dell’emissione di C02.

Lanceremo nuove finanziamenti su questo fronte per ‘make your planet green again'”, ha aggiunto.»

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La battaglia di Macron sul clima per essere “great again”

«A due anni della Cop21 di Parigi, la conferenza internazionale sul clima, il presidente francese Emmanuel Macron ha riunito nella Ville Lumière ministri, capi di stato e investitori internazionali per un incontro sul clima, One Planet Summit. Il titolo corretto, come l’indirizzo del sito di riferimento, è Climate finance day e spiega il senso dell’operazione, assolutamente legittima: riunire intorno a un tavolo i protagonisti della finanza per sostenere gli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’economia circolare e nelle produzioni ecosostenibili.

Macron ha sfruttato il palco del centro congressi per rilanciare la battaglia politica per contenere gli effetti del cambiamento climatico. “Per salvare il clima ogni attore della società deve impegnarsi ogni giorno“, ha detto il presidente francese. “Non dobbiamo sbagliarci, ma stiamo perdendo la battaglia“, ha aggiunto. Macron si è innalzato come difensore degli accordi di Parigi in contrasto a Donald Trump, che si è sfilato dall’intesa per lasciare mano libera alle aziende.»

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Questa edizione di Davos si apre all’insegna dell’abbandono. Mr Macron sta contando i morti ammazzati dei Gilets Jaunes, rintanato nei fondi dell’Eliseo, ridotto ad una larva rispetto ciò che prima si credeva di essere. Anche Frau Merkel. la pasionaria del clima e delle energie alternative, è barricata nel suo ufficio al Bundestag e non ne tira fuori il naso. Si vergognano a farsi vedere in giro.

Ma chi si credevano di essere?

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