Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Salvini in Polonia. Sovranisti sul piede di guerra. A maggio si vota.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-09.

scacchi 023

«I nemici dei nostri nemici sono nostri amici»

In un momento di sommovimenti di vasta portata ed in piena devoluzione dell’ideologia liberal socialista, con la quasi totalità dei media indaffarati a spargere fake news nella speranza di poter tirare acqua al proprio mulino, il chaos regna sovrano. Cercare di comprendere cosa stia succedendo è difficile.

Si deve anche dare una ragion d’essere ai dieci Patrioti morti in Francia nel corso della rivolta contro Mr Macron ed al deputato di AfD massacrato a bastonate a Brema.

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Per comprendere le cose nuove occorrerebbe però pensare nel nuovo. Premettiamo quindi un breve preambolo.

Treccani ci aiuta a definire alcuni termini spesso usati in modo un po’ naif.

Postulato, proposizione che, senza essere evidente né dimostrata, si assume – o si richiede all’interlocutore di assumere – come fondamento di una dimostrazione o di una teoria (in generale, di un sistema deduttivo).

Assioma, verità o principio che si ammette senza discussione, evidente di per sé. In filosofia, principio certo per immediata evidenza e costituente la base per l’ulteriore ricerca.

Definizione, determinazione del significato di una parola o comunque di una espressione verbale mediante una frase (il più possibile concisa, e comunque completa) costituita da termini il cui significato si presume sia già noto.

Enunciato, è una proposizione della quale abbia senso dire che sia vera oppure falsa.

Opinione, concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni, quando, mancando un criterio di certezza assoluta per giudicare della loro natura (o delle loro cause, delle loro qualità, ecc.), si propone un’interpretazione personale che si ritiene esatta e a cui si dà perciò il proprio assenso, ammettendo tuttavia la possibilità di ingannarsi nel giudicarla tale.

Indicativo, modo del verbo italiano, e di altri sistemi verbali, il quale serve in genere a esprimere oggettivamente la semplice enunciazione o constatazione di un fatto.

Congiuntivo, modo del verbo italiano, e di altri sistemi verbali, il quale indica normalmente un’azione o uno stato in quanto pensati (desiderati, temuti, ipotizzati, calcolati) da qualcuno.

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Postulati ed assiomi formano la base sulla quale poter esprimere degli enunciati.

Consideriamo questo esempio, da prendersi con buon senso, ma anche con attenzione.

Una bottiglia da litro contiene 500 millilitri ed è posta su di un tavolo attorno al quale sono sedute due persone.

La prima enuncia che la bottiglia è mezza piena e la seconda enuncia invece che è mezza vuota.

Salta immediatamente agli occhi come codesti enunciati siano monchi ma vadano ben oltre la semplice bottiglia. Se li si prendesse per buoni, derubricando gli enunciati ad opinioni, si perderebbe gran parte del messaggio esposto e resterebbe oscuro il modulo ragionativo.

Ambedue hanno in testa un altro concetto. Il primo assume che si stia riempiendo la bottiglia, e che quindi essa sarebbe già mezza piena; la seconda invece assume che si stia svuotando la bottiglia, e quindi essa sarebbe mezza vuota. Ad ambedue le persone non interessa in realtà la determinazione oggettiva del livello del liquido nella bottiglia: interessa invece l’azione che la sottende, anche se non sanno o non vogliono chiarire le proprie posizioni.

In linea generale però possiamo ammettere che dietro ad ogni enunciato vi siano postulati ed assiomi dati per impliciti, per scontati, ma che potrebbe proprio non essere tali per tutti. Rendersi conto di questa realtà è la differenza tra le persone intelligenti e libere e quelle schiave dell’ideologia preconcetta.

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Anche se sarebbe interessante procedere, ci si obblighi a fermarsi a questo punto ed iniziamo a parlare dei sovranisti.

Tentiamo adesso di dare una definizione di cosa debba intendersi per sovranista, o, meglio, identitari.

– apprezzamento e tutela del proprio retaggio religioso, storico, culturale, sociale ed artistico.

– costruire il futuro sulla base delle proprie tradizioni.

– custodire con gelosa cura la sovranità propria e nazionale, da cui discende la centralità della persona umana che si esprime massimamente esercitando la propria libertà.

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I sovranisti sono persone e movimenti propositivi: non si caratterizzano per nulla dall’essere contro qualcuno o qualcosa. Oppugnano la propria Weltanschauung a quella altrui: Weltanschauung vissuta ed elaborata criticamente, sicuramente non in maniera apodittica, ideologica.

I sovranisti, nel caso specifico, non condividono l’ideologia liberal e socialista e considerano ‘minima‘ quella struttura statale che ottimizza i rapporti prestazioni costi in quel particolare popolo, territorio e momento storico.

Per definizione, i sovranisti aggraderanno solo e soltanto sui grandi temi, mentre avranno idee anche opposte su temi contingenti.

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Per quanto concerne l’Unione Europea, i sovranisti non hanno per obiettivo l’annientamento dell’ideologia liberal socialista e della gerarchia che la propugna. Questa è una battaglia necessaria, che deve essere condotta fino alla fine senza esitazione alcuna, ma è il mezzo per poter improntare poi l’Unione Europea su base economica e confederale.

Alla luce di quanto detto, dovrebbe apparire evidente come un eventuale Gruppo nel parlamento europeo potrà essere coagulato soltanto attorno ai principi di base, non sugli obiettivi contingenti.

In un gruppo di persone libere, essere ritengono la propria libertà: è la loro caratteristica, che scandalizza solo chi sia ideologizzato.

Così, è logico che la Polonia guardi con sospetto la Russia e la Germania, e fa più che bene, mentre l’Italia si Salvini veda nella Russia attuale un potenziale partner. Oppure, che Ungheria e Repubblica Ceka si oppongano ad ogni possibile forma di migrazione secondaria, mentre Salvini la veda solo ed unicamente se politica condivisa.

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L’obiettivo di queste prossime elezioni europee non è la vittoria della maggioranza dei seggi, fatto questo al momento irrealizzabile.

L’obiettivo strategico è la destabilizzazione dell’europarlamento.

Si valuti bene la portata di questo scopo.

Si pensi a quanto abbiano ottenuto Pegida prima ed AfD dopo in Germania nell’incapsulare Frau Merkel, oppure al risultato politico ottenuto dai Gilets Jaunes in Francia nel demolire la figura di Mr Macron.

Permettete una ultima considerazione.

I gruppi parlamentari altamente coesi sono spesso espressione più del gregge belante all’unisono che raggruppamento di persone intellettualmente libere.

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Salvini da Kaczyński: al via il «progetto» sovranista in Ue [Sole 24 Ore]

«Saldare l’alleanza con il Pis, il partito di maggioranza in Polonia di Jaroslaw Aleksander Kaczyński, per allargare il fronte sovranista in vista delle europee. Questo l’obiettivo principale della visita che ha portato a Varsavia Matteo Salvini, che stamane vedrà prima il suo omologo polacco, il ministro dell’Interno Joachim Brudziński e poi, dopo un pranzo con gli imprenditori italiani in ambasciata, l’appuntamento clou con Kaczyński. Un incontro preparato da tempo che nell’immediato fotograferà l’idem sentire del vicepremier italiano e del governo polacco sull’immigrazione. Ma che soprattutto servirà ad aprire la strada alla nascita del nuovo gruppo parlamentare al Parlamento di Strasburgo con cui i partiti sovranisti contano di condizionare la politica europea.

La convinzione è che il voto del 26 maggio sancirà la fine dell’alleanza tra il Ppe e i socialisti che verranno sostituiti nel governo dell’Unione, nella Commissione di Bruxelles, dalla destra sovranista. Un’operazione che trova sponde attente anche nel Ppe dove milita un vecchio amico di Salvini, qual è il premier ungherese Viktor Orban. «Stiamo lavorando da alcuni mesi con tutte le forze identitarie per tentare di fare il gruppo più grande possibile per le prossime elezioni europee», ha confermato ieri a Bruxelles il ministro per la Famiglia e vicesegretario federale della Lega, Lorenzo Fontana. «Il nostro obiettivo – ha sottolineato – è quello di avere i numeri per poter incidere e per poter tentare di riformare l’Unione europea, che negli ultimi anni si è dimostrata abbastanza slegata rispetto alle esigenze dei cittadini».»

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Bloomberg. 2019-01-09. Italy Corrals Allies to Fight EU. Just Don’t Mention Putin

Deputy Prime Minister Salvini heads to Poland as part his party’s recruitment drive before European elections. 

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Italy’s nationalist-in-chief is on a recruiting drive for what he calls “the battle of battles.” The first fight will be to unite the troops.

Deputy Prime Minister Matteo Salvini is seeking to forge a Euroskeptic pact ahead of elections to the European Parliament in May and heads to Warsaw on Wednesday for talks with Jaroslaw Kaczynski, leader of Poland’s governing party. It follows months of Salvini’s emissaries gathering allies across Europe.

But away from the love-in, there are key differences that make any alliance look more superficial than the united front being championed by U.S. President Donald Trump’s former adviser Steve Bannon.

Conflict is sure to emerge when true believers – or those who portray themselves as such – confront the compromises politics demands. There are contrasting views on immigrants, the European Union budget and relations with Vladimir Putin’s Russia, something that Polish newspapers flagged prior to Salvini’s arrival.

The head of the anti-EU League party and the real power behind the Italian government regularly praises the Russian leader. Kaczynski, the eminence grise in Poland, and his loyalists have built a conspiracy around the death of his twin brother, the country’s president at the time. He was killed in an air crash in 2010 on the way back from Russia.

“The problem with uniting populist parties is that they have national agendas which conflict with each other,” said Guntram Wolff, director of the Brussels-based Bruegel think-tank. “Poland is very suspicious of Putin, and Kaczynski is almost paranoid about him.”

Salvini is portraying the European elections as a showdown between the forces he represents and the liberal establishment led by Emmanuel Macron. The French president called nationalism a “betrayal” at November’s World War I armistice commemorations in France, the same weekend that Poland’s leadership was marching through Warsaw with far-right groups.

The European Parliament will have a key role in approving the new European Commission, the EU’s executive, meaning that the contest has the potential to determine the future direction of the continent’s integration project.

Macron’s vision, backed by Germany, is for closer allegiance on such things as defense and national finances. Salvini, Kaczynski, Hungarian Prime Minister Viktor Orban Orban and their allies want more, not less, sovereignty over their countries’ affairs. Orban, the standard-bearer for Europe’s populist forces, branded Macron the leader of a “pro-migration” camp.

Salvini, 45, is seeking an alliance with Kaczynski, 69, and a common campaign program, with the aim of forging the second-biggest group in the parliament after the European People’s Party, or EPP, according to a League government member. The person declined to be named when discussing strategy. 

Across the EU, League officials have been in similar talks with leaders of far-right groups including France’s Marine Le Pen, Germany’s Alice Weidel of the AfD party, Sweden Democrats chief Jimmie Akesson and Geert Wilders in the Netherlands, the official said. Orban and his Fidesz Party belong to the EPP group and have clashed with some other members.

In his New Year message on Facebook, Salvini sounded gung-ho last week, proclaiming the European vote “the battle of battles, one of those that happen every hundred years in history.”

In Warsaw, the governing Law & Justice party is ready to listen. “It is too early to talk about coalitions, although we’re not closing any doors,” Zdzislaw Krasnodebski, vice president of the European Parliament for the party, told Polsat News television on Jan. 4. “There is a great need for reforming the EU and changing the balance of power.”

How that might happen, though, is where the differences lie.

Italy wants the EU to enforce quotas for taking in migrants to relieve pressure on the country. East European nations like Poland and Hungary vehemently oppose taking in anyone, with Kaczynski vowing to protect his Catholic country against Muslims and Orban building a metal fence along the border.

Then there’s money. Salvini says Italy should be a net beneficiary of EU funds rather than a net contributor. Poland, the biggest net recipient of European aid, is desperate to keep the status quo and face down threats from France and Germany that money could be tied to upholding the EU’s democratic values.

“Rightist groups in the European Parliament haven’t managed to work well together,” said Charles Grant, director of the Center for European Reform. “They’re against globalization and free trade. But they’re divided on immigration with parties in western Europe favoring resettlement quotas, and eastern Europeans against them.”

QuicktakePoland’s Battles With the EU

That said, there’s much to unite them in their campaign against the European mainstream. Salvini, who as interior minister will also meet his Polish counterpart Joachim Brudzinski, has clashed with the EU in a long standoff over Rome’s spending plans. He’s also made enemies over his refusal to allow ships carrying migrants rescued in the Mediterranean to dock in Italian ports.

Poland is mired in an unprecedented battle over the rule of law in the country following the Warsaw government’s takeover of parts of the independent judiciary. Poor relations with Europe hit Law & Justice’s showing in October local elections, prompting the party to respond with a new slogan: “Poland — the beating heart of Europe.”

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