Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Partito Democratico. Sorella Morte lo sta falciando. È un partito di vegliardi.

Giuseppe Sandro Mela.

2019-01-01.

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In politica, come in tutte le situazioni umane, nulla è sicuro tranne il fatto che un giorno o l’altro si dovrà morire. Questo enunciato vale sia per le persone fisiche sia per i partiti. Sorella Morte è implacabile ed incorruttibile: elimina il vetusto senza tanti complimenti.

I partiti per sopravvivere dovrebbero essere sempre coscienti del reale, ossia di cosa stia realmente accadendo, sia dovrebbero dare risposte propositive all’altezza delle sfide del momento.

Ma per poter percepire correttamente il reale e per trarne le logiche conseguenze sarebbe necessario avere la mente libera da preconcetti di ogni tipo e sorta: è necessario saper imparare dai propri errori, e sapervi porre rimedio.

Ma le persone ed i partiti abbarbicati alle proprie credenze ed ideologie assunte al livello di credo religioso partono dall’assioma che queste siano perfette e, quindi, non perfettibili: per la loro stessa definizione, le ideologie non possono mutare nel tempo. Non sarebbero più ideologie.

Tuttavia l’ideologia liberal e socialista contiene in sé stessa una contraddizione di termini che alla fine la porta alla rovina. Pur aderendo teoricamente alla teoria hegeliana del divenire storico, presume di essere l’apice del divenire stesso: una perfezione assoluta e quindi non più mutabile nel tempo.  Non a caso sostenevano l’evoluzionismo del passato e si consideravano il frutto finale di codesta evoluzione.

Persone e partiti affascinati dall’ideologia liberal e socialista sono strutturalmente rigidi. Sono schiavi del paradosso per cui sarebbero resilienti all’infinito, laddove la resilienza indica anche la capacità di reagire di fronte alle difficoltà dell’alterna sorte.

Nei fatti, abbracciare un’ideologia implica l’abiura della propria intelligenza. Ci si pensi bene. Il soggetto si auto comprime in un sistema ove tutto è spiegabile e risolvibile con l’ideologia: il nuovo né esiste né può esistere.

Ma per definizione, l’intelligenza è la caratteristica per cui il soggetto sa identificare fatti e situazioni nuove, sa comprenderle anche elaborando un linguaggio che possa esprimerle in modo compiuto e non ambiguo, e sa infine agire di conseguenza.

Se per le ideologie è dato sicuro che alla fine muoiono di morte naturale, incerto rimane solo il momento e l’evento scatenante.

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Quando alla fine degli anni ottanta il comunismo implose, la realtà politica mondiale andò incontro ad una grandiosa mutazione. Gli imperi non implodono per capriccio del destino. Ma solo due grandi statisti riuscirono a comprendere la profondità del fenomeno: Boris Nikolaevič El’cin in Russia e Deng Xiaoping in Cina. Come per tutti i fenomeni storici, gli effetti delle loro visioni politiche divennero evidenti dopo trenta anni, ossia dopo una generazione. Tutti i popoli hanno la loro traversata del deserto.

In quella occasione i liberal socialisti si illusero di aver vinto in modo definitivo la partita: sembrava loro che la via al dominio del mondo fosse cosa fatta.

Molto saggiamente von Bismarck ripeteva che i trattati di pace si stilano come se si fosse perso anche, e soprattutto, quando si è vinto. Ma sono ben pochi i governanti che riescono a comprendere questa asserzione.

Ma non esiste, né può esistere, un dominio mondiale senza un’adeguata struttura che consenta di esprimersi al meglio.

Così, morta la Internazionale Comunista ecco fondata la Internazionale Socialista e, siccome non si impara mai dai propri errori, sulle ceneri di questa ultima fu fondata l’Alleanza Progressista.

Il fenomeno denominato globalizzazione in fondo altro non è che il nome nobile dell’internazionale.

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Si guardi adesso con attenzione il grafico degli andamenti nel tempo dei partiti italiani.

Risulta immediatamente evidente come il Partito Democratico sia crollato dal 41% del luglio 2005 agli attuali 17%. Ma eguale andamento caratterizza il divenire storico anche di Forza Italia. Questi così detti partiti tradizionali hanno pagato lo scotto alle proprie rigidità mentali, il nullo ricambio generazionale e la loro strettissima dipendenza dai contesti internazionali di riferimento. Se è vero che Mr Renzi era anagraficamente giovane, sarebbe altrettanto vero constatare quanto la sua mentalità fosse vetusta.

Non a caso ambedue le formazioni sostengono non solo l’Unione Europea, ma anche e soprattutto l’ideologia che impronta questa attuale eurodirigenza.

In particolare, stanno pagando la loro visione statalista: in buona sostanza, tutte le loro proposte operative altro non sono che un allargamento della sfera statale nel privato. Si comportano come se El’cin e Xiaoping non fossero nemmeno esistiti.

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Il sit-in organizzato dal Partito Democratico davanti a Montecitorio è patognomonico di quanto detto.

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Due gli elementi da notare.

«Militanti e simpatizzanti hanno intonato ‘Bella ciao’ al sit-in del Pd davanti a Montecitorio»

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Bella Ciao è una canzone emblematica di settanta anni fa. Sono passate due generazioni ed ora quella canzone non dice più nulla a nessuno: tocca solo il cuore dei vegliardi che rimembrano i bei tempi della loro giovinezza svanita. Ma Sorella Morte è specializzata proprio nel rimuovere i vetusti. L’elettorato del partito Democratico è composto in larga quota da vecchietti nostalgici, proprio come in altri tempi il Movimento Sociale. È in via di estinzione come i dinosauri.

«contro la manovra e il governo»

La politica si fa proponendo analisi concrete e soluzioni possibili: la politica dovrebbe essere la quintessenza di un discorso propositivo. Si constata che il partito Democratico si è ridotto ad essere una qualcosa contro qualcosa di altro: è in poche parole privo di contenuti. E quel poco che propone altro non sarebbe che un ritorno ad un passato finito.

Continuano a parlare di una Unione Europea mitizzata, ma che le prossime elezioni sovvertiranno: Mr Macron ha più da pensare ai Gilets Jaunes che all’arcinemico Mr Salvini, e Frau Merkel ha più da pensare a trovarsi una collocazione post elettorale che a dare una mano al PD. Mr Schulz è semplicemente scomparso. Il partito democratico non ha più interlocutori in Europa.

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Le fotografie della manifestazione dovrebbero essere eloquenti.

Volti vecchi, vetusti, raggrinziti sotto le rughe. Capelli bianchi, e diradati. In molti casi tinti non certo di recente.

Una manifestazione ove i dimostranti sono andati portandosi dietro pannoloni e cateteri.

E poi, ma quanti mai erano? Settantacinque.

Un po’ troppo pochi per contare ancora qualcosa. Alla prossima manifestazione saranno la metà, a commemorare i propri dipartiti.

Senza il supporto del voto dei giovani i partiti illanguidiscono e si estinguono.


Ansa. 2018-12-30. Manovra, ‘Bella ciao’ a sit-in Pd davanti Camera. Delrio: ‘Di Maio-Salvini autisti ubriachi’

Militanti e simpatizzanti hanno intonato ‘Bella ciao’ al sit-in del Pd davanti a Montecitorio contro i contenuti e il modo in cui si avvia ad approvazione la manovra economica. 

“Dovete tornare nelle strade”, quasi grida una donna all’ex premier Paolo Gentiloni al sit- in. “Torniamo a San Giovanni”, la storica piazza della sinistra, dice un militante. “Dovete svegliarvi” e “Unità” sono altre esortazioni e incoraggiamenti dei manifestanti contro la manovra e il governo ai loro eletti, che si mescolano alla piccola folla. Cartelli e slogan contro M5S e Lega, a un tratto alcuni intonano l’inno italiano.

“Ripudiamo lo scontro fisico in Aula, ma siamo nervosi perché alcuni nella maggioranza pensano che il consenso dei cittadini é una dittatura della maggioranza. Qualcuno vuole cambiare la democrazia parlamentare e noi non possiamo permetterlo”. Lo ha detto il deputato Pd Emanuele Fiano al sit-in davanti alla Camera. Presenti una trentina di deputati dem guidati dal capogruppo Graziano Delrio. Tra gli altri il presidente Pd Matteo Orfini e i candidati alla segreteria Maurizio Martina e Francesco Boccia. Tra i militanti in piazza l’altro candidato Dario Corallo. I manifestanti hanno scandito il coro “Onestà, dove sta?”

 “Grazie per essere qui, siamo lì dentro per rappresentare tutti voi. E’ l’inizio di un anno di mobilitazione”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al sit-in contro la manovra davanti a Montecitorio, che ora raggruppa circa duecento persone. “L’Italia apra gli occhi, Di Maio e Salvini sono come autisti ubriachi che ci portano a sbattere – ha aggiunto-. Si vergognano di quello che hanno messo nella manovra, per questo vogliono approvarla senza discuterla. C’è il condono fiscale, ad esempio, ci sono più tasse alle imprese e per i pensionati”. Tra i deputati in piazza l’ex premier Paolo Gentiloni, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato – che ha ricordato il ricorso del Pd alla Corte costituzionale contro l’iter della manovra – e l’ex ministro dello Sport Luca Lotti.

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