Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Dopo lo Spiegel anche Deutsche Welle sparge fake news.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-27.

2018-12-24__Ungheria__001

Le recenti vicende dello Spiegel sono, o dovrebbero essere, note. I liberal socialisti sono impastati nella menzogna: proprio non sopportano la verità.

Spiegel. Centrale operativa liberal di fake news nel mondo. Lo dicono loro. – Spiegel.

«Claas Relotius committed his deception intentionally, methodically and with criminal intent. For example, he included individuals in his stories who he had never met or spoken to, telling their stories or quoting them. Instead, he would reveal, he based the depictions on other media or video recordings»

«Per sua stessa ammissione, lo Spiegel, una testata tedesca a grande tiratura ampiamente citata a livello mondiale, è stata la centrale di elaborazione e spaccio di notizie false, inventate di sana pianta, volte a supportare la propria visione ideologica, ossia quella liberal socialista. Un tale cumulo di falsità da fare dubitare persino che il suo nome sia quello vero.»

*


I liberal socialisti sono i figli minori del dr. Göbbels: un vero maestro nell’arte della disinformazione.

Maieutico il trattato:

Daniel Katz, Public opinion and propaganda; A book of readings, The society for the psychological study of social issues. Dryden Press, 1954. I liberal socialisti seguono il manuale del dr. Göbbels alla lettera.

Ne riportiamo un semplice abstract.

«Principio della semplificazione e del nemico unico.

È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

Principio del metodo del contagio.

Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

Principio della trasposizione.

Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

Principio dell’esagerazione e del travisamento.

Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

Principio della volgarizzazione.

Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

Principio di orchestrazione.

La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: «Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità».

Principio del continuo rinnovamento.

Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

Principio della verosimiglianza.

Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

Principio del silenziamento.

Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.

Principio della trasfusione.

Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

Principio dell’unanimità.

Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.»

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Da diverso tempo il Deutsche Welle, organo del Governo tedesco ma co redattori tutti liberal socialisti di specchiata fama e fedeltà al partito ed alla ideologia, sta conducendo una campagna stampa contro l’Ungheria, in omaggio al principio che

«Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità».

Riportiamo a seguito alcuni titoli ed i relativi incipit.

Hungary’s law on working hours, overtime causes uproar

«Hungary has seen a raft of protests against a new labor law, dubbed the “slave law,” introduced by Viktor Orban’s administration. It will allow employers to ask staff to work up to 400 extra hours of overtime in a year. The law comes after a high level of emigration that has led to a significant labor shortage in Hungary.»

Hungary: Protests increase beyond new labor laws

«Protesters thronged to Hungary’s public broadcaster after opposition lawmakers were prevented from reading demands out on state television. A growing general discontent with nationalist Prime Minister Viktor Orban’s policies is beginning to show.»

Thousands join anti-government march in Budapest

«A range of groups marched in the Hungarian capital Budapest to protest against a new labor law, the fourth such rally in a week. It was one of the biggest displays of public anger at right-wing prime minister Viktor Orban in years.»

Inside Europe: ‘Slave’ labor law in Hungary

«Hungary’s parliament during the week approved changes to the country’s labor laws — changes which trade unions and opponents have criticized as a “slave law” benefiting employers. Keith Walker speaks with DW’s Hungary correspondent Stefan Bos and starts by asking him to explain what’s in the new legislation.»

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Ricapitoliamo.

Il Governo di Mr Orban ha varato una legge che consente ai datori di lavoro di richiedere fino a 400 ore annuali di straordinario. Ma la richiesta non costituisce obbligo.

«It will allow employers to ask staff to work up to 400 extra hours of overtime in a year»

Chiedere non è sinonimo di imporre.

Il Deutsche Welle ha battezzato questa legge “slave law”. Diciamo che si è slargato alla grande.

«Thousands join anti-government march in Budapest»

In un paese di 9.8 milioni di abitanti, 1,300 dimostranti sono davvero pochini, Poi, tutti volti noti. Sono circa due anni che sono sempre le stese facce: nelle feste delle ngo di Mr Soros ai cortei radi, fotografati dal Deutsche Welle nella sola prima riga, perché dietro non c’è nessuno. Non ci sono solo i fotografi del Deutsche Welle. Ci sono anche i fotoamatori che collezionano volti di dimostranti.

«It was one of the biggest displays of public anger at right-wing prime minister Viktor Orban in years»

Fidesz, il partito di Mr Orban, nelle ultime elezioni politiche ha conquistato 117 / 199 seggi in parlamento. Se questo risultato fosse stato ottenuto da Frau Merkel, questa si sarebbe esibita nella danza del ventre, Se fosse stato ottenuto nelle propensioni al voto da Mr Macron questi si sarebbe proclamato re di Francia ed imperatore dell’universo.

Capiamo quanto l’invidia stia rosicchiando il fegato dei redattori del Deutsche Welle, così come capiamo benissimo il loro terrore che un giorno o l’altro la pacchia finisca e si ritrovino alla sbarra a render conto del loro operato. A Norimberga i gerarchi mica che sorridevano. Dopo non sorridevano per nulla.

Ma tanto per far loro venire una colica colecistica da manuale, facciamo presente come nelle propensioni al voto il Fidesz ottenga ad oggi il 54% dei consensi.

Le menzogne devono essere costruite credibili, ma questo è chiedere troppo ai liberal socialisti: non ci arrivano a capirlo. Diciamolo pure. per nostra fortuna.

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