Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Finanza e Sistema Bancario

Borse verso la chiusura. Siamo quasi al crollo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-12-06. h 17:20.

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Tecnicamente, si parla di crollo di fronte ad un calo eguale o superiore al 4%.

Ma si direbbe che ci si sia davvero molto vicini.

Le case costruite sulla sabbia crollano al minimo temporale.

In ogni caso, ricordiamoci che siamo solo agli inizi.

Cosa succederà quando arresteranno Mr Macron oppure Frau Merkel?

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Effetto Huawei sulla Borsa: Milano amplia calo dopo Wall Street. Spread vicino a 290 punti

Amplia ulteriormente il calo Piazza Affari dopo l’avvio degli scambi Usa. A pesare l’arresto shock della figlia del fondatore di Huawei. L’indice Ftse Mib cede il 3% a a18.755 punti. Tra i titoli più colpiti Diasorin (-6,6%), frenata dal taglio della raccomandazione a ‘hold’ da parte di Kepler Cheverux, Fineco (-6,5%) e Saipem (-4,8%), penalizzata insieme a Eni (-2,2%) dalle quotazioni del greggio.

Tra i bancari, con lo spread tra Btp e Bund in rialzo vicino a quota 290 punti, scivolano Unicredit (-4,5%), Banco Bpm (-4,2%) e Intesa (-3,9%). Sotto pressione Stm (-4%).

Ampliano il calo le principali borse europee con i futures Usa in rosso, nel giorno della ripresa degli scambi a Wall Street dopo la pausa della vigilia per i funerali dell’ex-presidente George Bush senior e dopo dati sull’occupazione inferiori alle stime degli analisti. Milano (Ftse Mib -2,7%) è la peggiore, preceduta di poco da Francoforte (-2,6%), Parigi (-2,5%), Londra (-2,4%) e Madrid (-2%). La vicenda Huawei penalizza i produttori di semiconduttori da Ams (-7,35%) a Siltronic (-5,32%), da Stm (-4,63%) ad Asm (-3,54%). Sotto pressione, con il calo del greggio, i petroliferi Tullow (-5,43%), Aker Bp (-5,3%), Lundin (-4,64%), Shell (-3,38%), Repsol (-3%), Total (-2,32%) ed Eni (-2,37%).

Apertura in forte calo per Wall Street: il Dow Jones perde l’1,81%, il Nasdaq l’1,90%, l’indice S&P500 l’1,68%.

A pesare sui listin l’arresto del direttore finanziario della Huawei.

SU ASIA PESA VICENDA HUAWEI L’arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese, ha dato il colpo di grazia alle Borse asiatiche, aggiungendo un nuovo elemento di incertezza allo stop and go nei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina. Tokyo ha chiuso in ribasso dell’1,91%. Analoghe perdite sulle piazze cinesi: Shenzhen è calata del 2,16% e Shanghai dell’1,66%. Hong Kong cede il 2,96%. Pesano le motivazioni dell’arresto, maturato nell’ambito di un’indagine sulla violazione delle sanzioni all’Iran. Senza dimenticare i dubbi che gli americani nutrono sul fatto che gli smartphone cinesi possano essere usati a scopi di spionaggio. Male anche Seul, che ha perso l’1,55%, mentre Sidney è in calo dello 0,22%. I futures indicano aperture in ribasso anche per Wall Street e per i mercati europei. Fra gli appuntamenti di oggi, la riunione dell’Opec. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e i dati sulla bilancia commerciale a ottobre.



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