Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

La Francia brucia. 240,000 in piazza. Tasse aumentate del 20%. La rivolta.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-19.

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Il tasso di esecrabilità di Mr Macron si è mantenuto costante al 69% fino a pochi giorni fa, quando è scattato al 74%.

L’Insee non ha pubblicato buone notizie.

French GDP rose by 0.4% in Q3 2018

«Quarterly national accounts – first estimate – third quarter 2018.

In Q3 2018, GDP in volume terms* accelerated slightly: +0.4% after +0.2%. Household consumption expenditures recovered (+0.5% after −0.1%). Total gross fixed capital formation grew almost as quickly as in the previous quarter (GFCF: +0.8% after +0.9%). Overall, final domestic demand excluding inventory changes accelerated: it contributed 0.5 points to GDP growth, after 0.2 points in the previous quarter.

Imports slowed down in Q3 (+0.3% after +0.7%), whereas exports accelerated (+0.7% after +0.1%). All in all, foreign trade balance contributed positively to GDP growth, +0.1 points, after −0.2 points in Q2. Conversely, changes in inventories contributed negatively to GDP growth (−0.2 points after +0.2 points).»

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L’economia stagna, le tasse stanno aumentando al ritmo del 20%, i ricavi e gli stipendi sono immobili. La Francia è sostanzialmente un paese ove il pubblico prevale sul privato

Mr Macron è il «president of the rich».

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«President Emmanuel Macron, hit by a slump in popularity, faces a nationwide protest this weekend over rising fuel taxes that threatens to gridlock France’s roads and show the depth of discontent with his reforms to reshape the economy»

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«Dubbed the “yellow vest” movement, demonstrators are threatening to block motorways and access roads to some oil depots, including in Calais near the Channel Tunnel, a major passenger and freight link into Britain.»

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«The protest is the latest confrontation between Macron and voters in the countryside and provincial cities which view the former investment banker as the representative of an urban elite out of touch with ordinary people»

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«In 18 months in power, Macron has stared down muscular trade unions and street demonstrations as he liberalized labor laws and overhauled the heavily indebted state rail operator SNCF, unflinching in his resolve to bring economic and social renewal.»

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«He has tried to shrug off accusations he is a “president of the rich”, a tag milked by rivals after he scrapped a wealth tax. This time his administration – which appeared caught off guard by how fast the protest movement grew as word spread on social media – has sought to soothe poorer motorists.»

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«The price of diesel, the most commonly used car fuel in France, at the pump increased by 20 percent in the past year to an average of 1.49 euros ($1.68)/liter, according to website http://www.carbu.com. »

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«Increases in taxes on gasoline and tobacco as well as an increase to a social welfare levy before other tax cuts came into force left many voters feeling Macron’s reforms had eroded their purchasing power.»

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«The diesel tax increases are designed to encourage drivers to switch to more environmentally-friendly automobile models, part of Macron’s “energy transition” plan.»

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«Rural voters are also angered by a speed limit reduction on countryside roads.»

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Nel suo ultimo sondaggio Elabe assegnava al partito del Presidente Macron il 19.5%, contro il 20% di Rassemblement National, il movimento della Mrs Le Pen. Ed a maggio si voterà.

Ciò che lascia stupiti e sconcertati è il fatto che, pur essendo giovane anagraficamente, Mr Macron sta cercando di curare la malcombinata economia francese utilizzando ideologie e mezzi obsoleti. Sta impiegando proprio quelle teorie economiche stataliste che hanno portato la Francia sul lastrico.

I pruriti ecologisti hanno un prezzo, un costo che i francesi non intendono accollarsi.

Come tutto l’Occidente, la Francia avrebbe un gran bisogno di una consistente riduzione della pressione fiscale.


Corriere. 2018-11-17. 240mila gilet gialli fermano la Francia: scontri al Monte Bianco e a Parigi. Morta una manifestante

Le oltre duemila manifestazioni dei «gilet gialli» — oltre 244mila mila persone scese nelle strade per protestare contro i rincari del carburante disposti dal governo per limitare l’uso delle auto inquinanti – stanno paralizzando la Francia. Alcuni manifestanti hanno tentato di raggiungere l’Eliseo, sede del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, ma sono stati respinti dalla polizia in assetto antisommossa che ha lanciato anche alcuni gas lacrimogeni. Chiusi al traffico gli Champs Elysees. Tensioni anche a Strasburgo: un poliziotto è stato investito e ora si trova in ospedale.

Ci sono stati lanci di gas lacrimogeni anche poche centinaia di metri dal traforo del Monte Bianco, tra la Francia e l’Italia, dove si erano concentrate alcune decine di manifestanti che bloccavano completamente l’accesso al tunnel: è stato disposto il blocco ai tir del traforo. Oltre cinquanta persone sono state fermate dalle forze dell’ordine.

In tutto, finora, 106 persone sono rimaste ferite nel corso delle proteste, 5 di loro in modo grave. L’incidente più grave si è però verificato in mattinata, quando una manifestate è stata «investita e uccisa da una automobilista» a Pont-de-Beauvoisin in Savoia, nel sud-est della Francia.

Gli incidenti

L’automobilista è una madre che stava portando la figlia dal medico quando è stata fermata dai manifestanti che l’hanno circondata battendo sulla macchina. La donna, in preda al panico, ha accelerato e ha investito una manifestante. Ora si trova in stato di fermo, ancora sotto choc per l’accaduto. È l’incidente più grave ma non l’unico che si è verificato stamattina, in un clima di tensioni crescenti: sono almeno 47 i feriti nelle proteste, secondo il ministero dell’Interno, mentre 17 persone sono state arrestate e altre 24denunciate. A Sélestat (nel Basso Reno), un automobilista ha schiacciato il piede di un manifestante, scrive DNA. Mentre a Besançon, vicino al confine con la Svizzera, un automobilista ha fatto una svolta a U in tangenziale per evitare un blocco, provocando un incidente in cui sono rimaste ferite due persone. A Hazebrouck (nel Nord) due dimostranti sono stati investiti da un furgone che ha perso la pazienza e per evitare un altro posto di blocco è salito sul marciapiede. L’autista è stato arrestato. «Il nostro livello di preoccupazione — ha detto il ministro dell’Interno Castaner —è massimo. Abbiamo chiesto ai manifestanti di prendere tutte le misure di prevenzione e sicurezza. Il diritto a manifestare è essenziale in questo paese, bisogna proteggerlo, ma bisogna anche fare in modo che un’organizzazione minima delle manifestazioni eviti questi drammi». Anche a Grasse, nel sud, un automobilista ha tentato di forzare uno sbarramento a una rotatoria ed ha investito un poliziotto, rimasto «leggermente ferito». L’automobilista è stato fermato.

Il movimento

Quello dei giubbetti gialli, così chiamato perché gli automobilisti arrabbiati indossano i giubbetti catarifrangenti d’emergenza, è un movimento spontaneo nato per protestare contro il caro-petrolio e che subito è diventato il simbolo della Francia rurale che si oppone alle élite parigine. I manifestanti hanno del sostegno della leader di estrema destra Marine Le Pen, del capofila della sinistra radicale Jean-Luc Melenchon, di Laurent Wauquiez («Les Republicains») e del sovranista Nicolas Dupont-Aignan. Per smorzare il malcontento, il governo francese sta pensando per la conversione dei veicoli più vecchi a modelli a basso consumo di carburante, per controbilanciare l’aumento del prezzo di vendita dei carburanti

I posti di blocco

I «gilets jaunes» avevano promesso di «bloccare» la Francia, in una «mobilitazione nazionale». I 127 mila partecipanti hanno invaso strade e incroci in circa mille posti di blocco sulle vie d’accesso alle grandi città, le principali arterie stradali che portano ad aeroporti, depositi di carburante e raffinerie. Finora, i blocchi dei manifestanti si registrano soprattutto nelle regioni del Nord e del Sud, oltre che lungo la valle del Rodano. Sulle tangenziali delle città più grandi ci sono rallentamenti e ostruzioni al traffico. Attorno a Parigi, fra le 50 e le 80 auto di manifestanti si stanno dirigendo ad un casello della A4, l’autostrada che conduce ad Est, per un’operazione «pedaggi gratis», secondo la prefettura.Secondo il ministro dell’Interno sono cinquantamila i manifestanti coinvolti. Già nei giorni scorsi delle proteste hanno rallentato il traffico in vari luoghi, tra cui a Nizza e nel dipartimento della Nièvre. Nell’ultimo anno in Francia il costo del diesel è salito del 23%. A partire dal primo gennaio prossimo, le tasse sul gasolio dovrebbero aumentare di 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina di 2,9 centesimi.

I gilet gialli bloccano depositi di carburante in Francia.

Svolta sul terreno e nell’organizzazione dei gilet gialli, i manifestanti contro il caro-carburante in Francia: questa mattina, mentre proseguono i blocchi stradali su diverse autostrade, sono stati bloccati anche una decina di depositi di carburante. Diversi organizzatori, intervistati dai media, chiedono “un gesto” da parte del governo, in particolare la possibilità di “essere ricevuti all’Eliseo da Emmanuel Macron”.

Nella Loira, a Roanne, un organizzatore che presiede il blocco locale ha detto alla tv BFM: “serve un gesto del governo, un incontro con noi. Lo chiediamo ufficialmente. Chiediamo al presidente Macron di considerarci, perché siamo tanti, di tutti gli strati della popolazione. Vogliamo essere ricevuti all’Eliseo, bisogna discutere, non blocchiamo stupidamente tutto il paese senza motivo. Il dialogo deve cominciare”. Sul territorio sono in corso “operazioni lumaca” con rallentamenti sulle autostrade e blocchi, alcuni dei quali sono durati tutta la notte su autostrade e caselli di pedaggio. Il gruppo Total ha confermato che due suoi depositi nel nord sono bloccati. Diversi gli incidenti: a Calais, sulla Manica, un automobilista inglese e un camionista australiano sono stati fermati dopo aver forzato dei blocchi ferendo dei manifestanti. Nella Marna vicino a Parigi un camionista è stato fermato per aver ferito un manifestante. Fra gli organizzatori si fa insistente la voce di un possibile raduno a Parigi sabato prossimo.


Reuters. 2018-11-17. Macron braces for motorist revolt on France’s highways

President Emmanuel Macron, hit by a slump in popularity, faces a nationwide protest this weekend over rising fuel taxes that threatens to gridlock France’s roads and show the depth of discontent with his reforms to reshape the economy.

Dubbed the “yellow vest” movement, demonstrators are threatening to block motorways and access roads to some oil depots, including in Calais near the Channel Tunnel, a major passenger and freight link into Britain.

The protest is the latest confrontation between Macron and voters in the countryside and provincial cities which view the former investment banker as the representative of an urban elite out of touch with ordinary people.

In 18 months in power, Macron has stared down muscular trade unions and street demonstrations as he liberalized labor laws and overhauled the heavily indebted state rail operator SNCF, unflinching in his resolve to bring economic and social renewal.

He has tried to shrug off accusations he is a “president of the rich”, a tag milked by rivals after he scrapped a wealth tax. This time his administration – which appeared caught off guard by how fast the protest movement grew as word spread on social media – has sought to soothe poorer motorists.

“I hear the anger, and it’s a fundamental right in our society to be allowed to express it,” Macron said in a television interview late on Wednesday.

But he added the protest movement, embraced by Marine Le Pen of the far-right National Rally party and receiving tentative support from other parties on the left and right, had been hijacked by opponents and their supporters bent on obstructing reforms without a clear vision of their own.

The price of diesel, the most commonly used car fuel in France, at the pump increased by 20 percent in the past year to an average of 1.49 euros ($1.68)/liter, according to website www.carbu.com.

The higher taxes, approved in late 2017, started biting as oil prices surged in October though they have eased off somewhat since.

“WHAT DO YOU DO WITH THE DOUGH?”

Increases in taxes on gasoline and tobacco as well as an increase to a social welfare levy before other tax cuts came into force left many voters feeling Macron’s reforms had eroded their purchasing power.

Their anger is reflected in opinion polls showing support for Macron falling to new lows of 21 percent.

The government is standing firm on the fuel tax hikes but on Wednesday announced a 500 million euro plan to help motorists with the lowest incomes, seeking to take the sting out of the protest movement.

The diesel tax increases are designed to encourage drivers to switch to more environmentally-friendly automobile models, part of Macron’s “energy transition” plan.

But critics say that while the government hits people’s wallets, it lacks a clear vision on switching to greener energy sources, citing foot-dragging by Macron’s administration on reducing France’s reliance on nuclear power. Rural voters are also angered by a speed limit reduction on countryside roads.

“What do you do with the dough, aside from changing the crockery at the Elysee palace or building yourselves swimming pools?” exclaimed Brittany resident Jacline Mouraud in a Facebook post viewed more than six million times.

“If that’s what the money is used for, we might as well change, there’s no point in you staying on.”

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