Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Estonia. Il Governo non aderisce al documento UN sulla immigrazione. – Bloomberg.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-11-17.

Estonia 002

Come tutti i paesi baltici, anche la Estonia è in subbuglio. Alcuni sono problemi benvenuti essendo dovuti alla crescita economica, altri sono invece molto meno gradevoli, legati ad un forte instabilità politica.

Estonia. Un piccolo paese in continua crescita.

Paesi Baltici che stanno scomparendo velocemente. – Bloomberg.

Europe’s Depopulation Time Bomb Is Ticking in the Baltics

Repubbliche Baltiche. Sondaggi Elettorali.

Unione Europea in caotica disgregazione.

«Il prossimo anno tornerà al voto anche l’Estonia, dopo le elezioni del marzo 2015 che hanno visto la conferma del Partito Riformatore Estone come formazione di maggioranza relativa. Nonostante il voto di sfiducia al governo Roivas e il passaggio all’opposizione, il partito resta in testa ai sondaggi con circa il 30% dei consensi, in crescita di un paio di punti rispetto al 2015. A seguire il Partito di Centro del premier uscente Juri Ratas, stabile al 25%. In affanno sia i Socialdemocratici (SDE) che i conservatori di Pro Patria (IRL), entrambi al governo prima con Roivas e poi con Ratas. Un “ribaltone” che evidentemente potrebbe non essere premiato dagli elettori, con un calo di consensi stimato rispettivamente del 5 e 7%. In netta crescita invece i nazionalisti euroscettici EKRE, che ad oggi passerebbero dall’8 al 17%.»

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Stando agli ultimi sondaggi della Kantar Emor di questo novembre, il Ref sarebbe al 29%, ed i socialisti dell’Sde all’11%. L’Ekre, partito conservatore nazionalista ed euroscettico, si attesterebbe poco sopra il 17%.

«Government decided not to join UN global compact on migration»

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«Estonia’s ruling coalition is on the brink of collapse as two junior partners fell out over a United Nations agreement on migration»

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«With government talks collapsing in neighboring Latvia this week, Estonia is becoming the second Baltic nation to succumb to political instability, just months before its next elections are due to take place»

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«The dispute also highlights the way immigration is becoming a decisive issue across the European Union and beyond.»

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«The premier’s Center Party, which relies on the support of ethnic Russians that make up about a quarter of the country’s 1.3 million people, shares the top spot in polls with the opposition Reform Party.»

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«The rejection also made Estonia “join the foreign policy club of Hungary and Poland,”»

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«Reinsalu declined to resign earlier on Friday, saying the UN migration compact may have legal consequences for Estonia, which he said has conducted “a conservative” policy on migration “as a key to preserving the Estonian nation state.”»

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Al punto in cui si è, il numero di migranti clandestini illegali che cercano di entrare nei confini dell’Unione Europea è sceso ad una quota quasi trascurabile.

Con l’uscita di scena di Frau Merkel, che non si ripresenta per la presidenza della Cdu al congresso di partito dei primi di dicembre, il problema dei migranti virtualmente non esisterebbe più.

Continua invece ad essere di attualità per il semplice motivo che i liberal socialisti lo sbandierano come elemento fondamentale, la cui mancata accettazione porrebbe automaticamente fuori dai canoni europei. Con tale dizione essi intendono dire che non si condivide la loro Weltanschauung, che essi ritengono debba essere quella dell’intera Unione Europea.

Come sempre, è necessario avere pazienza e dare tempo al tempo. L’anno prossimo la Finlandia andrà alle elezioni e verosimilmente i ‘lebbrosi’ potrebbero andare al governo. Nel caso, un altro capo di stato lebbroso siederà nel Consiglio Europeo, con tutte le conseguenze del caso.

Nel 2019 ci terranno in Europa elezioni in molti stati nazionali ed il 23 – 24 maggio si arriverà finalmente alle elezioni europee.

Se le previsioni elettorali fossero corrette, gli attuali gerarchi liberal socialisti dovrebbero perdere ogni supporto elettorale, con un cambio della guardia.


Bloomberg. 2018-11-17. Dispute Over Migration Sends Estonian Government Into Crisis

– Junior Social Democrats urge justice minister’s resignation

– Government decided not to join UN global compact on migration

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Estonia’s ruling coalition is on the brink of collapse as two junior partners fell out over a United Nations agreement on migration.

With government talks collapsing in neighboring Latvia this week, Estonia is becoming the second Baltic nation to succumb to political instability, just months before its next elections are due to take place. The dispute also highlights the way immigration is becoming a decisive issue across the European Union and beyond.

The Estonian coalition is in a “very difficult situation” after demands by the Social Democrats for the resignation of Justice Minister Urmas Reinsalu, of the conservative Isamaa party, Prime Minister Juri Ratas told public radio Friday.

President Kersti Kaljulaid on Thursday criticized the two-year old coalition government for succumbing to “hysteria” in the campaign before the March parliamentary election. The premier’s Center Party, which relies on the support of ethnic Russians that make up about a quarter of the country’s 1.3 million people, shares the top spot in polls with the opposition Reform Party.

Reinsalu’s blocking of the government’ approval of the treaty on Thursday amounted to “incapacitating the government,” Social Democrat Chairman Jevgeni Ossinovski said in a statement. The rejection also made Estonia “join the foreign policy club of Hungary and Poland,” he said, referring to the fellow EU members which have sparked disputes in the bloc with their policies on migration and the rule of law.

Reinsalu declined to resign earlier on Friday, saying the UN migration compact may have legal consequences for Estonia, which he said has conducted “a conservative” policy on migration “as a key to preserving the Estonian nation state.” He cited the example of the U.S. and six EU governments which have declined to join the treaty.

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