Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Religioni

Trentino. Un punto di vista autorevole sul successo della Lega.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-28.

Caravaggio. Conversione di San Matteo. Particolare

Il tracollo delle sinistre ed il trionfo della Lega nelle elezioni regionali del Trentino Alto Adige affonda le sue ragion d’essere in molteplici concause, molte delle quali importanti. Tuttavia è la risultante quella che conta.

La rivista Tempi, sempre molto acuta nelle sue analisi, ha rilasciato un editoriale degno di essere letto e meditato.

Tratta la sconfitta subita dai cattocomunisti, che denomina ‘cattoprogressisti‘.

*

Tema di non facile trattazione a causa di una consistente confusine terminologica, con usi ambigui e spesso fuorvianti di parole che avrebbero dovuto avere ben precisi significati.

Utile sarebbe il rileggersi il sintetico Catechismo di San Pio X.

Il termine ‘cristiano‘ inerisce la persona che ha fede in Cristo e ne professa gli insegnamenti. Il termine ‘cattolico‘ significa universale, ed inerisce quanti professino la religione cattolica, apostolica e romana.

L’essere cattolico non è questione di tessera o di adesione formale, consiste nell’accettare il dono divino della fede traducendolo in opere buone: come conseguenza il cattolico vive in Grazia di Dio partecipando alla Santissima Eucaristia, ottenendone la possibilità di formare il Corpo Mistico in Cristo. Il peccato grave annulla questa condizione.

Il Vangelo di San Giovanni è estremamente chiaro:

«Quotquot autem acceperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri, his, qui credunt in nomine eius». [Io, 1, 12].

A tutti gli esseri umani è offerta la possibilità di credere, ma solo a quanti credono nel nome di Cristo è concessa la possibilità di diventare figli di Dio. Si noti la particolare struttura della frase.

Nella lessicologia cattolica il termine ‘credere‘ significa sia adesione spirituale sia adeguamento operazionale: la fede senza opere a nulla serve, così come le opere senza la fede a nulla servono. Fede ed opere sono due aspetti di un’unica realtà.

Su questo San Paolo è tranchant.

«Si linguis hominum loquar et angelorum, caritatem autem non habeam, factus sum velut aes sonans aut cymbalum tinniens.

Et si habuero prophetiam et noverim mysteria omnia et omnem scientiam, et si habuero omnem fidem, ita ut montes transferam, caritatem autem non habuero, nihil sum.

Et si distribuero in cibos omnes facultates meas et si tradidero corpus meum, ut glorier, caritatem autem non habuero, nihil mihi prodest.»

Qualsiasi opera sia compiuta, financo la profezia, i miracoli, le elemosine di tutte le proprie sostanze, e persino il martirio, ‘nihil prodest‘, servono a nulla se non siano fatte nella carità, ossia nell’amore di Dio e per Dio: nel suo nome. Si noti l’artistico gioco dei tempi verbali.

*

Il movimento denominato ‘cattocomunismo‘ oppure ‘cattoprogressismo‘ è caratterizzato dal rigetto della Tradizione cattolica cui avrebbe voluto sostituire la propria, ma soprattutto dal rigetto della figura centrale del Cristo nella fede e nelle opere.

Ma la retta comprensione del messaggio evangelico richiede che si tengano in considerazione tutti gli aspetti della dottrina: una fede correttamente vissuta non ammette contraddizioni. Questa sono la negazione della Verità.

In fondo, a voler ben vedere, tutte le eresia sono scaturite dall’aver assunto un punto particolare come se fosse generale.

La conseguenza più evidente alla gente comune è la riduzione della Chiesa ad una immensa onlus, ove le opere caritative sono state trasformate in opere filantropiche. Una cesura tra fede ed opere del tutto aliena al cattolicesimo e ripetutamente condannata dai Padri  della Chiesa.

*

Il cattoprogressismo ha affascinato un buon numero di credenti, anche nelle gerarchie ecclesiali, ed il Trentino è stato una delle loro più robuste enclavi. La commistione di politica e religione attraeva tutte le persone che volevano una religione mondanizzata ed una politica sacralizzata. Talora anche con gran guadagno personale.

I risultati sono quelli che si constatano in situazioni del genere da duemila anni a questa parte: il clero progressista si sta estinguendo di morte naturale senza lasciare progenie spirituale. I seminari del Trentino sono vuoti, le parrocchie abbandonate, i cattocomunisti sono allo sbando.

Ciò non significa peraltro che il cattolicesimo sia scomparso. Proprio per nulla.

Non potendo far capo ad una gerarchia sbandata, vive una realtà quasi catacombale, formando comunità di credenti disposti a tutto tranne che a rinunciare alla propria fede nel Cristo, così come Tradizione tramanda.

Negli ultimi tempi codeste persone si sono collegate, silenziosamente e discretamente, ed hanno fatto sentire la propria presenza nel segreto dell’urna.

Quanto accaduto in Trentino è fenomeno oramai diffuso in tutta l’Europa, e gli effetti sono a tutti visibili.

*

I liberal socialisti, poiché credono che Dio non esista, credono anche che non esistano i cattolici o, al massimo, li identificano con i cattocomunisti.

Se dal punto di vista dei liberal socialisti questo è stato un errore destruente, per i cattolici è stato invece una vera e propria Grazia Divina. I liberal socialisti ignorano la loro stessa esistenza e, quindi, non possono far loro male più di tanto.

In Trentino è venuto giù il muro cattoprogressista

La culla dell’alleanza tra la sinistra e la Chiesa è andata in frantumi. La Lega, stando ferma, ha dovuto solo lucrare sugli attacchi boomerang dei suoi avversari.

*

“Dopo vent’anni si volta pagina” titola oggi il quotidiano trentino l’Adige nel dare conto del voto appena svoltosi nella provincia autonoma.

Per capire il cambiamento netto avvenuto con il voto di domenica basta guardare i nomi degli eletti per la Lega e per l’ex centrosinistra autonomista. Dei quattordici nuovi consiglieri leghisti, sei sono donne, i più sono giovani o giovanissimi, uno solo era già in consiglio prima. Tra i dodici eletti della maggioranza uscente (frantumata e divisa) tre sole sono donne (una per il rotto della cuffia), nessun giovane, dieci consiglieri uscenti o veterani della politica. Il resto era già tutto noto, come da copione.

Effettivamente, è stato un terremoto, per il verificarsi di due diversi fenomeni sui quali vale la pena di soffermarsi in una breve analisi: la caduta del muro cattoprogressista e l’exploit della Lega di Salvini.

LA CULLA DEL CATTOPROGRESSISMO

Trento è sempre stato il laboratorio del cattolicesimo di sinistra. A Trento è nata la prima facoltà di Sociologia dove si formò il brigatista Renato Curcio, facoltà voluta e sponsorizzata dal democristiano Bruno Kessler, per quattordici anni presidente della provincia, grande fautore dell’alleanza tra sinistra e cattolici. A Trento sono venuti a insegnare i fratelli Prodi, Romano e Paolo. Nel seminario della città si è formata tanta della classe dirigente della sinistra, uomini che – una volta abbandonata la vocazione religiosa – si sono buttati nell’agone pubblico, ma sempre e solo da una parte, quella sinistra (Mauro Paissan, per dirne uno). Della provincia di Trento è originario padre Alex Zanotelli, campione del cattolicesimo no global e portato in palmo di mano dalla stampa di sinistra come esempio di Chiesa aperta, conciliante, pauperista. Trento, infine, è stato negli ultimi anni il regno di Lorenzo Dellai, uomo della Margherita finito negli ultimi anni nell’orbita di Mario Monti.

CATTOLICI CON ANTICLERICALI

Insomma, il Trentino è sempre stata la provincia dove l’alleanza tra la Chiesa e la sinistra funzionava, dava risultati. Un’alleanza che all’ultimo giro ha provato a giocarsi la carta Giorgio Tonini, cattolico ex presidente Fuci, che negli ultimi anni si è distinto per le sue battaglie contro la Legge 40 (Pma) e come estensore della legge Cirinnà sulle unioni civili. Ma se Tonini era il portabandiera, le sue truppe erano composte da un mondo variegato che delle istanze cattoliche poco si curava, quando non era apertamente ostile (simbolico il caso di Paolo Zanella, ex presidente dell’Arcigay locale).

CANNIBALIZZATI E PERDENTI

Ecco, questo mondo si è dissolto. Il Pd è passato in Trentino dal 22,7 al 13,9 per cento. È passato dai 52 mila voti del 2013 ai 35.000 di oggi. Perché? Perché sono venute meno entrambe le chiese, quella di sinistra e quella cattolica. La seconda, in particolare, rinnegando la propria specificità ha finito per non contare più nulla, cannibalizzata dal partito, cui si è svenduta. Non è un caso che, se si vanno a spulciare i curriculum degli eletti, di persone provenienti dal mondo delle parrocchie o dei movimenti, non ve ne sia più nemmeno uno.

FENOMENO LEGA

Sul fronte opposto, la Lega ha fatto il pieno, passando dal 6,22 al 27 per cento. Ormai è chiaro, il partito unico del centrodestra lo ha fatto Matteo Salvini, in fondo senza nemmeno troppa fatica. Gli è bastato insistere sul tema della sicurezza, sottovalutato dai suoi avversari, troppo impegnati ad accusare i leghisti di essere razzisti e omofobi. Anzi, la Lega ha potuto lucrare consensi proprio grazie agli attacchi dei suoi rivali, rivelatisi, nei fatti, dei boomerang. Anche perché il candidato del centrodestra, Maurizio Fugatti (in foto con Salvini), è tutto fuorché un estremista: ragionevole, moderato nei toni, pacato. E la gente se ne è accorta.
Nel caso del Trentino è proprio il caso di dire che i migliori alleati della Lega sono stati i suoi avversari. Più la attaccano, più cresce. Salvini lo ha capito da un pezzo, dalle parti del Pd non ancora.

Annunci