Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Stati Uniti, Trump

Trump. Marea Blu e Marea Rosa valutate da parte liberal.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-27.

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Negli Stati Uniti i Presidenti sono eletti in modo indiretto. Le elezioni presidenziali servono a nominare i delegati, che sono quindi i grandi elettori del Presidente. A ciò consegue come la percentuale assoluta dei votanti per i candidati non corrisponda al numero dei delegati. Se è vero che alle elezioni del 2016 Mrs Hillary Clinton aveva conseguito il 48.2% dei voti contro il 46.1% di Mr Trump, sarebbe altrettanto vero che alla fine Mr Trump ottenne 304 delegati contro i 227 di Mrs Clinton.

Ciò che conta sono quindi i grandi elettori, non le percentuali di dichiarazione di voto.

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Deputati e senatori sono eletti uno per ciascun collegio: anche in questo caso la percentuale totale dei voti conquistata da un partito non corrisponde per nulla al numero di deputati e di senatori eletti.

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Una grande conseguenza consiste nel fatto che le proiezioni elettorali basate sulle percentuali di dichiarazione di voto abbiano sicuramente un loro intrinseco interesse, ma risultino essere inconcludenti ed anche fuorvianti sul risultato finale. Ciò è particolarmente vero per le elezioni senatoriali: uno stato a bassa popolazione come l’Alaska elegge due senatori proprio come la California, che è lo stato più popoloso.

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Il day after la débâcle del 2016 i liberal democratici  giurarono che si sarebbero rifatti a midterm, elezioni ove per tradizione secolare gli Elettori privilegiano eletti di partito contrario a quello del Presidente in carica.

Promisero, proclamarono, la Marea Blu, ponendosi per obbiettivo la conquista del’84% dei deputati, tutti i senatori tranne due, così come per i governatori: un cappotto totale.

Per i media è certo che la Marea Blu travolgerà Trump a midterm.

Questo risultato sarebbe stato ottenuto usando l’arma segreta dei liberal: le femmine ed il sesso.

Midterm. I lib dem candidano 15 femmine al Senato, 187 al Congresso, 12 a Governatrici.

L’esame fatto dai democratici in senato a Sua Giustizia Kavanaugh fu l’apice della loro mentalità sessista.

Kavanaugh. È finita l’epoca del brocardo di Ulpiano.

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La campagna elettorale democratica per midterm è riassumibile in due argomenti: femmine e sesso.

Ma ancora una volta gli Elettori sembrerebbero disilluderli.

Trump. La Marea Blu potrebbe non vedersi. – The New York Times.

Trump. Senato. Potrebbe anche vincere, e vincere bene, 57 – 43.  2018-10-24

Usa. Pil T3 +4.2%, disoccupazione totale al 3.7%.

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Gli Elettori guardano più al lavoro ed al guadagno che al resto: e per loto guardare dentro una scollatura è cosa normale, non un orripilante reato.

The pro-Trump young black Americans

Young black conservatives wore Make America Great Again caps and chanted the president’s name at the White House.

Mr Trump won just 8% of the African American vote in the 2016 presidential election and critics accuse him of stoking racial tensions.

But he told the activists that the black community was more interested in the economy than race.

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L’articolo allegato constata sconsolato un fatto:

«al Senato le chance di vittoria per i dem sono quasi vicine allo zero».

Da tutti tranne due a zero ci passa una gran bella differenza.Anche i liberal democratici stanno iniziando a prender atto della realtà.


Ansa. 2018-10-27. L’America al voto per il Congresso, referendum su Trump

L’America dell’era Trump va al voto per rinnovare il Congresso e per decidere se la strada del tycoon verso le presidenziali del 2020 sarà in discesa verso la rielezione, oppure irta di ostacoli come solo un biennio da ‘anatra zoppa’ può esserlo per un presidente americano. Ma proprio per il loro impatto sull’agenda della Casa Bianca, le elezioni di metà mandato di martedì 6 novembre sono attese con grande interesse ovunque nel mondo, per capire se la dottrina dell’America First troverà piena attuazione nei prossimi due anni oppure se il progetto anti-globalista e protezionista subirà un’inevitabile frenata.

Lo scenario resta incerto, con i democratici che hanno buone ragioni per sperare in quella ‘blue wave‘ che farebbe loro riconquistare almeno la Camera dei Rappresentanti, rinnovata in tutti i suoi 435 seggi.

A due settimane dal voto i sondaggi li danno ancora in vantaggio, ma solo per pochi punti. I giochi dunque restano aperti. Mentre al Senato le chance di vittoria per i dem sono quasi vicine allo zero. Due i punti di forza che potrebbero rivelarsi fondamentali per lo sgambetto dei democratici a Trump: l’affluenza record, secondo le previsioni mai così alta per le midterm da almeno 40 anni, e nell’era del #metoo il voto delle donne, con il primato assoluto di candidate al Congresso, ben 257 su entrambe i fronti.

Sul fronte dei repubblicani invece si punta soprattutto sull’effetto Trump, la cui popolarità continua a volare, forte soprattutto di un’economia americana che continua a correre come non mai. Senza parlare di come il tycoon, che sta battendo a tappeto il Paese, si senta a suo agio nel fare della questione immigrazione il punto di forza del rush finale verso il voto. Tra l’altro con una carta ancora da poter giocare: quella di un ulteriore taglio delle tasse per la classe media.

Ma più di uno spettro aleggia sulla Casa Bianca. Il primo è la marcia della carovana dei 7.000 migranti verso gli Usa, che rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi nazionale e umanitaria proprio alla vigilia delle elezioni. C’è poi la preoccupazione più grande per il tycoon: negli Usa la chiamano ‘October surprise’, la temutissima mossa prima di ogni elezione che in questo caso potrebbe arrivare all’improvviso dal Russiagate. E se il Congresso dovesse tornare, almeno in parte, in mano ai democratici, è chiaro che la campagna per un’impeachment o per una destituzione del presidente assumerebbe un vigore finora mai visto.

Nel dettaglio ai dem servirebbero 23 seggi per vincere alla Camera, a partire da quelli oggi occupati da repubblicani ma espressi nei distretti in cui nel 2016 vinse Hillary Clinton.

In tutto sono 75 i match più incerti per un posto alla Camera bassa, e riguardano 30 Stati Usa: dal nordest (vedi New York) al Midwest (vedi l’Iowa), dalla Florida alla traballante roccaforte repubblicana del Texas. Al Senato, dove ai repubblicani basta confermare i 51 seggi di oggi, i confronti più avvincenti sono in Nevada, Arizona, Missouri. Ma soprattutto c’è la supersfida in Texas tra Ted Cruz e il giovane astro nascente dei democratici Beto O’Rourke, che in molti vedono candidato alla Casa Bianca contro Trump nel 2020.

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