Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Giustizia, Ideologia liberal, Unione Europea

Polonia. La Corte di Giustizia EU ordina di sospendere la riforma giudiziaria.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-20.

Orban Kaczynski Babis

Ogni nazione ha le sue proprie leggi e costumanze, che spesso affondano le loro radici molti secoli addietro.

In alcuni stati i giudici sono nominati dal Governo, in altri sono eletti dal popolo, direttamente. In talune situazioni la carica è assunta a vita, in altre pro tempore, dai quindici ai venticinque anni.

Per la Corte Suprema americana le nomine sono di competenza del Presidente, ma necessitano della conferma del Senato.

In Italia i Magistrati vanno in pensione a 70 anni, ma questo è tema ancora oggetto di dibattuto.

In Germania i sedici giudici della Corte Costituzionale compete per otto membri al Bundestag e per gli altri otto al Bundesrat. La nomina è quindi politica. I giudici restano in carica dodici anni, ma in ogni caso vanno in pensione al raggiungimento del sessantottesimo anno di età.

In Francia, per esempio, vi è netta distinzione tra Magistratura Giudicante e Magistratura Inquirente: sono due carriere separate con impossibilità di passare dall’una all’altra.. Per tradizione secolare, poi, sussistono numerosi tribunali specifici, straordinari,

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha per compito il garantire l’osservanza del diritto nell’interpretare ovvero nell’applicare i dettami dei Trattati Fondativi dell’Unione Europea.

I giudici sono nominati uno per ogni stato membro, di comune accordo tra i governi degli stati aderenti l’Unione, con un mandato di sei anni, rinnovabile.

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Cerchiamo di riassumere questa intricata problematica in modo tale da renderla intellegibile.

– I sistemi elettorali dei paesi occidentali sono stati concepiti in modo tale da non prevedere il rinnovo contemporaneo di tutte le cariche elettive e di quelle a nomina. In situazioni calme, senza scossoni politici, nessuno se ne accorge. I problemi diventano invece evidente quando si attuano rapidi mutamenti di potere. Cercheremo di spiegarci con alcuni esempi.

Negli Stati Uniti il rinnovo del Congresso, ossia della camera dei deputati, avviene a metà mandato presidenziale. Ne consegue che il Presidente per i primi due anni ha un parlamento eletto nel clima politico di due anni prima e quindi in quello attuale. Così facendo è abbastanza inusuale che il Congresso sia dello stesso partito del Presidente.

In Francia le elezioni per il parlamento sono disgiunte da quelle presidenziali. Le elezioni per il senato avvengono grosso modo a metà mandato presidenziale e sono elettori tutti gli eletti nei consigli regionali e comunali. Nel caso di un netto cambio di indirizzo politico presidenziale, il senato resterà a lungo in mano alla opposizione.

La risultante di questi ordinamenti è uno stallo politico decisionale ed una sostanziale incoerenza divergente delle visioni politiche degli organi legislativi e decisionali della nazione.

– Taluni stati, quali per esempio gli Stati Uniti,  hanno adottato lo spoils system, per cui al rinnovo della massima carica politica, tutti i burocrati di rango superiore rassegnano le dimissioni. Negli stati privi di tale ordinamento il nuovo governo si ritrova una burocrazia avversa, essendo stata incardinata da quello precedente.

– In Polonia il PiS, il partito ora al Governo, ha vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante: il passato partito al governo non era riuscito a far eleggere nemmeno un deputato. Jarosław Kaczyński ed il suo partito, Diritto e Giustizia, ha ottenuto una maggioranza assoluta in parlamento, ma tutta la burocrazia e, soprattutto, la magistratura erano di nomina comunista ed hanno osteggiato il Governo in ogni modo e maniera, a torto e, raramente, a ragione.

– Il Governo polacco ha proceduto ad una bonifica del corpo burocratico, nei limiti del suo possibile. Per i giudici ha varato una legge secondo la quale l’età pensionabile è stata portata dai 70 ai 65 anni. Apparentemente questo provvedimento è neutro, ed allinea il sistema giudiziario polacco a quello tedesco, ma in pratica elimina 27 dei 72 giudici della Corte Suprema.

– Se Mr Kaczyński avesse pensionato magistrati del suo partito l’Unione Europea avrebbe applaudito a piene mani, ma poichè quei giudici erano tutti comunisti, di ideologia liberal socialista, l’Unione Europea ha subito gridato al colpo di stato, all’attentato contro la imparzialità dei giudici, all’attacco ai principi ispiratori della Unione stessa.

– La Commissione Europea ha deferito la Polonia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i cui giudici sono tutti di specchiata fede liberal socialista. La Corte si è attivata ad una velocità di poco inferiore a quella della luce.

– Il motivo di cotanta fretta è intuibile. Il 23 e 24 maggio 2019, tra poco meno di un anno, si terranno le elezioni europee e le previsioni suggerirebbero che il quadro politico attuale ne risultasse sconvolto. I populisti sovranisti sono prospettati per un ottimo risultato ed il numero di Governi nazionali a guida populista aumenta in continuazione. I membri componenti le attuali Commissioni Europee hanno poche o  nulle possibilità di essere rieletti. Ma la Commissione Europea interferiva negli affari interni polacchi tramite la Magistratura sua correligionaria. La riforma giudiziaria toglie loro questo strumento di ricatto politico.

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Tutto questo sconquasso avviene inoltre in un momento in cui la Presidenza francese è particolarmente debole e la Bundeskanzlerin Frau Merkel è virtualmente imbussolata a seguito dei continui rovesci elettorali che Cdu, Csu ed spd stanno subendo. Uno dei segni evidenti di questa debolezza è il seguente:

La piccola Polonia pone il veto in Commissione Giustizia EU.

Questo è quanto.


Deutsche Welle. 2018-10-19. EU court orders Poland to suspend judges’ retirement

Warsaw must “immediately suspend” the legal changes that force their Supreme Court judges to retire, according to the EU’s top court. Judicial independence in the country is “under threat.”

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The European Court of Justice (ECJ) has demanded that the Polish government halt an initiative forcing dozens of Poland’s Supreme Court judges into early retirement.

“Poland must immediately suspend the application of the provisions of national legislation relating to the lowering of the retirement age for Supreme Court judges,” the EU’s top court said on Thursday.

The Luxembourg-based court also ordered the suspension be applied with “retroactive effect” to Supreme Court judges already in retirement. 

The EU’s executive body, the European Commission, took Poland to court in September over the judicial reform, which changed the retirement age of judges from 70 to 65. The age cap violated the rule of law, the Commission said.

The overhaul would force 27 out of 72 Supreme Court members to retire, including its chief, Malgorzata Gersdorf. The Polish president would be able to grant a five-year term extension to a judge upon the judge’s request.

Warsaw vows response

The ruling PiS party says the changes are necessary to a justice system they say is controlled by an untouchable “caste” of judges steeped in communist-era mentality.

Goverment critics, however, see the reform as a further attempt by the right-wing party to tighten its grip on power. The move prompted rallies accross the country in July. Gersdof has called the move a “purge” and refused to step down.

Commenting on the Thursday decision, Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki said his government would “certainly respond to it.”

“We will see what these (EU) institutions are proposing. When we take them into consideration, several possibilities will be analysed,” he said.

A final verdict on the Polish judicial reform is expected at a later date. The ECJ could impose fines if it rules that Poland did breach EU law.

The PiS faces a key local elections on Sunday, with the ruling conservatives projected to snatch around 34 percent of the vote. This would put them well ahead of their main rivals from the centrist-liberal Civic Platform, who are polling at 24 percent.

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