Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Trentino Alto Adige. Ci vedremo a Filippi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-17.

Caravaggio. Giuditta ed Oloferne. 001

Or son più di due decenni che nel Trentino Alto Adige il centro sinistra ha governato con pugno di ferro in guanto di acciaio, schiacciando chiunque cercasse non solo di opporsi ma anche timidamente avesse cercato di esprimere una idea differente.

Per il centrosinistra i diritti della minoranza sono da sempre un optional non disponibile.

Se è vero che abbia governato in modo economicamente ragionevole, sarebbe altrettanto doveroso ricordare come se non si fosse avuta la giusta tessera del partito non si sarebbe nemmeno potuto entrare negli androni dell’ufficio collocamento.

Anche la Chiesa locale, intendendo per Essa Gerarchia e Clero,  è tutta schierata su ideologia liberal, contrastante con il Vangelo, ma in taluni momenti mammona ha più fascino del Cristo. Il risultato è stato quello certo con rapporto uno ad uno: seminari vuoti e clero senescente che giorno per giorno perde persone causa l’azione di Sorella Morte. Parrocchie vuote, Chiese abbandonate, cattocomunismo in via di estinzione causa decesso dei suoi sostenitori. Ma ci sono ancora molti cristiani che non hanno abiurato passando al cattocomunismo.

Un quadro sconsolante di devastazione religiosa, politica, sociale, etica e morale.

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Ce ne eravamo occupati già nell’agosto di questo anno.

Elezioni Regionali 2018. Trentino Alto Adige.

«Nella provincia autonoma di Trento nel 2013 la lista Centrosinistra autonomista conseguì il 58.12% dei suffragi (23/35 seggi), mentre la coalizione Fare per fermare il Declino prese il 19.28% dei voti (7/35 seggi).

Il partito democratico aveva conseguito il 22.07% (9 seggi), Lega il 6.22% (1 seggio) M5S il 5.84% (1 seggio).

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 il quadro politico risultò essere mutato.

Il partito democratico aveva conseguito il 14.66%, la Svp il 25.09%, Lega il 19.57% e forza Italia il 7.17%.

Sondaggio choc della Svp Bene Lega e M5S, Pd giù 

«Sono i dati del sondaggio riservato commissionato dalla Svp in vista delle elezioni di ottobre ….

Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni, tra cui il 40 per cento previsto per la Svp (nel 2013 aveva il 45,7%) ….

il sondaggio attesterebbe il Pd tra il 4 e il 5 per cento ….

Il Movimento 5 Stelle è accreditato intorno al 7-8% (nel 2013 aveva il 2,5%) ….

Alle provinciali del 2013 la lista unica di Lega, Forza Italia e Team autonomie ottenne il 2,5%»

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In Trentino-Alto Adige potrebbe cambiare tutto

«Domenica 21 ottobre le province autonome di Trento e Bolzano voteranno per rinnovare i loro consigli provinciali e, nel caso di Trento, per scegliere il nuovo presidente della provincia. Secondo quanto mostrano sondaggi pubblici e ufficiosi, potrebbe essere un voto storico per gli equilibri politici che da decenni determinano cosa succede nella regione: a Trento i partiti autonomisti potrebbero per la prima volta finire all’opposizione, mentre a Bolzano rischiano di doversi alleare per la prima volta con il centrodestra, invece che con i tradizionali alleati di centrosinistra.

Ma saranno elezioni importanti non solo per il milione di persone che abitano nelle due province autonome. Il voto sarà infatti la prima vera prova elettorale per le forze politiche che sostengono il nuovo governo, Movimento 5 Stelle e Lega, la forza politica che potrebbe uscire vincitrice da entrambe le competizioni.

Le elezioni a Trento

La provincia autonoma di Trento è considerata una delle poche roccaforti del centrosinistra nel Nord Est. Dalla fine della Democrazia Cristiana, la provincia è governata da una coalizione formata da centrosinistra e partiti autonomisti. Alle precedenti elezioni regionali, nel 2013, Ugo Rossi, candidato dell’alleanza tra PD e autonomisti, raccolse più del 58 per cento dei voti.

Negli ultimi cinque anni però la situazione è peggiorata, soprattutto per il centrosinistra. Nel 2013 il PD aveva ottenuto da solo il 22 per cento dei voti, mentre alle politiche dello scorso 4 marzo si è dovuto accontentare del 14,6. Anche se non circolano molti sondaggi pubblici, sembra che le cose non miglioreranno. La coalizione che aveva stravinto nel 2013 si è divisa. Il PD, l’Unione per il Trentino e Futura 2018 appoggiano Giorgio Tonini (senatore eletto in Trentino con il PD) mentre il presidente uscente Rossi si candiderà da solo con il Partito autonomista trentino tirolese.»

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La campagna della Lega per conquistare il Trentino Alto Adige

«La Lega ha lanciato la sua offensiva elettorale al Trentito Alto Adige, da 20 anni guidato dal centrosinistra autonomista. La piccola regione autonoma è chiamato al voto il 21 ottobre, come sempre separatamente per ciascuna provincia, e la vera novità potrebbe riguardare non l’Alto Adige, ma solo il Trentino. È qui che la Lega sta mettendo i suoi pezzi da novanta a sostenere il candidato governatore, Maurizio Fugatti, sottosegretario leghista alla Salute dell’attuale governo, che attorno a sé ha raccolto altri otto partiti in coalizione, da Forza Italia a Fdi, autonomisti e liste civiche.»

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Anche il Sole 24 Ore prende atto della mutata situazione.

«Dopo decenni di dominio incontrastato del centrosinistra a Trento domenica prossima arriverà molto probabilmente la conferma di quanto gia era avvenuto alle politiche del 4 marzo e viene da settimane ribadito da tutti i sondaggisti tanto in Trentino che a livello mazionale: l’ascesa incontrastata della Lega di Matteo Salvini che si appresta a occupare un altro feudo del centrosinistra qual è il Trentino assumendone la guida, assieme agli alleati del centrodestra, con un leghista doc come Maurizio Fugatti»

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Aspettiamo quindi sereni sapendo che la società civile sceglierà per il meglio.


Sole 24 Ore. 2018-10-15. Trentino Alto Adige al voto domenica, Salvini insidia il «feudo» del centrosinistra

Dopo decenni di dominio incontrastato del centrosinistra a Trento domenica prossima arriverà molto probabilmente la conferma di quanto gia era avvenuto alle politiche del 4 marzo e viene da settimane ribadito da tutti i sondaggisti tanto in Trentino che a livello mazionale: l’ascesa incontrastata della Lega di Matteo Salvini che si appresta a occupare un altro feudo del centrosinistra qual è il Trentino assumendone la guida, assieme agli alleati del centrodestra, con un leghista doc come Maurizio Fugatti. Un exploit che si attende anche a Bolzano, dove per la prima volta gli autonomisti della Svp, da sempre alleati del centrosinistra, potrebbero decidere di cambiare cavallo per poter continuare a governare la provincia.

L’impatto del voto su Roma

Ma la vittoria della Lega a Trento e Bolzano si rifletterà probabilmente anche a Roma. soprattutto se dovesse essere confermato l’arresto o addirittura una flessione del M5s in contemporanea all’avanzata di Salvini. Uno scenario che rischia di aumentare le fibrilllazioni interne alla maggioranza di governo anche in vista del varo della legge di Bilancio e del successivo approdo in Parlamento. Tra i pentastellati c’è infatti un nervosismo crescente nei confronti dell’alleato che ha dato prova di saper sfruttare con maggiore profitto la partecipazione all’esecutivo giallo-verde.

La competizione M5s-Lega

Un successo che viene attribuito molto se non tutto a Matteo Salvini che in pochi mesi di governo è riuscito quasi a raddoppiare il consenso nei confronti del suo partito mentre sul suo omologo pentastellato Luigi Di Maio pesa il calo registrato nell’ultimo mese. Così mentre nella Lega l’avanzata di Salvini mette a tacere anche i mugugni di chi storce il naso sul reddito di cittadinanza o sulle prese di posizione del ministro Toninelli sulle grandi opere, nel M5s le critiche dell’ala riconducibile al presidente della Camera Roberto Fico ha espresso palesemente il suo dissenso e non solo sul fronte migranti. Un dissenso che le elezioni in Trentino Alto Adige potrebbero addirittura irrobustire.

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