Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Svezia. Lo stallo politico logora più degli avversari.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-17.

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L’intera Europa è attraversata da una profonda crisi politica. I partiti tradizionali si sono dimostrati incapaci di evolversi al passo con i tempi, incapaci di comprendere la realtà, di comprendere i reali sentimenti della gente, di quelli che poi formano il corpo elettorale.

Il crollo dei partito tradizionali è dovuto principalmente al crollo delle ideologie che propugnavano.

Tranciando un groviglio di problemi con la dragonessa, sta svanendo il concetto statocentrico e si incontrano severe difficoltà a riconcepire società e sistemi economici nei termini di stati che guidano ma non dirigono, lasciando agli attori una concreta libertà di azione.

Come tutte le epoche di transizione, il chaos regna sovrano: il vecchio è ancora forte, specie poi nel parastato, ed il nuovo non ha ancora la forza sufficiente per soppiantarlo, come nei fatti è accaduto il Polonia, Ungheria e poi in Italia.

Quello che dovrebbe essere un civile confronto di idee e progetti sta degenerando in una lotta che avrebbe fatto arrossire i bizantini del tardo impero di oriente.

A ciò si aggiunga un altro fatto, anche se molti altri dovrebbero essere considerati.

Mentre stati come la Spagna oppure i Paesi Bassi stanno reggendo alla bene meglio il chaos politico e, tutto sommato, riescono a sopravvivere almeno per l’ordinaria amministrazione, i paesi nordici considerano il chaos peggio della peste nera o dell’invasione mongola.

Alla domanda di rito “Come stai“? un tedesco risponde “alles in Ordnung“. Ordnung significa certamente ordine, ma anche e soprattutto regolamento, ordinamento, tutto secondo i piani prestabiliti.

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La Svezia è da tempo nei triboli.

Per decenni è stata il prototipo dello stato socialdemocratico, che si cura del cittadino dalla culla alla tomba, avendo abbracciato in pieno l’ideologia liberal socialista. Come tutti i nordici, hanno cerato in ogni modo e maniera di foggiare la realtà ad immagine della teoria, ma in questo caso stanno facendo la fine che fecero in passato i sostenitori della teoria geocentrica.

Svezia. Il caso di Mr Qaisar Mahmood. Farsa nella tragedia.

Ma la storia è severa: ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria.

Svezia. ‘Panic Grips Swedish Establishment’. – Bloomberg.

Svezia. Ore 20:00. Democratici Svedesi sopra il 19%.

Svezia. Due lezioni che resteranno inascoltate.

«– Se è vero che il blocco di centrosinistra equivale a quello di centrodestra, sarebbe altrettanto vero ammettere come il primo sia improntato alla ideologia socialista ed il secondo a quella liberal.  Il termine “centrodestra” è fortemente inappropriato.

– Svezia Democratica ha ottenuto 62 seggi in parlamento. Se sicuramente non può ambire al governo, altrettanto sicuramente la sua stessa presenza ha alterato in modo netto gli attuali equilibri.»

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Con i suoi soli 62 deputati Svezia Democratica ha semplicemente destabilizzato il sistema politico svedese.

Ogni faccenda umana necessita dei suoi tempi.

Un bel giorno i partiti tradizionali troveranno la forza di iniziare a ragionare, di abbandonare le loro ideologie, di stare a sentire cosa voglia la gente, di togliere l’ostracismo ai veri vincitori delle elezioni. Non lo faranno? È sicuramente possibile, certamente: allora saranno travolti.


Bloomberg. 2018-10-14. Swedish Opposition Leader Gives Up Attempt to Form Government

The leader of Sweden’s four-party opposition Alliance called an early end to his attempts to form a government as the Nordic nation struggles to find political stability more than a month after an inconclusive election.

After meeting with the speaker of parliament on Sunday in Stockholm, Moderate Party leader Ulf Kristersson said he remains ready to be prime minister, but that he sees no possibility of forming a government after talks with opposition colleagues and the Social Democrats.

“I have done everything I can to form a government that stands for the Alliance’s politics,” he said at a press conference.

Sweden’s center-right Alliance is divided on whether to seek support from the nationalist Sweden Democrats to form a minority government. The leaders of the Center and Liberal parties on Saturday said they wouldn’t support a narrower right-wing coalition and have steadfastly refused to rule with the backing of the anti-immigration Sweden Democrats.

Andreas Norlen, the speaker of parliament, said after meeting Kristersson on Sunday that he would again canvass the party leaders on Monday to see how to proceed.

“It’s probably reasonable to think that another person will get the job” to form a government, he said.

Sweden has now entered a second month of talks after an election handed the nationalists 62 seats in the 349-member parliament. The large chunk of seats means none of the two traditional blocs have a clear path to power without reaching out across the aisle or relying on support from the Sweden Democrats.

Both the Center Party and the Liberals have called for an Alliance government based on cooperation with the Social Democrats and/or the Green Party.

Kristersson again on Sunday ruled out a grand coalition with the Social Democrats, saying such a constellation is only a possibility during war or a national crisis.

Parties have a maximum of four attempts to form a government in a parliament vote or face a new election within three months. The government is currently being run by a care-taker government headed by the Social Democrats.

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