Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Senza titolo se no ti bannano.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-15.

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Una cosa è essere politicamente schierati contro Mr Salvini: cosa lecita e benvenuta. Una democrazia senza opposizione somiglierebbe fin troppo ad una dittatura.

Di lì a fare certe affermazioni sembrerebbe esulare e di molto dai diritti dell’opposizione.

«Abbiamo sempre contestato l’operato del ministro Salvini»

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«che chiude i porti»

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«e fa morire la gente a mare»

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«che plaude all’arresto del sindaco di Riace»

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«e vuole deportare gli immigrati»

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«visto che la società sposa un progetto politico diverso dal mio – ha detto la calciatrice a Canale 21 – ha deciso di mettermi fuori squadra qualora io non ritirassi la mia candidatura»

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Risultato.

Bannata la caposquadra che si è presentata in una lista di supporto alla Lega: i liberal socialisti sono notoriamente tolleranti.

Ma cosa sarebbe successo se una società avesse bannato un atleta perché in lista per il partito democratico?

Poi ci si domanda per quale strano motivo il partito democratico sia crollato al 17%.


Corriere. 2018-10-15. Napoli, calciatrice esclusa dalla squadra perché candidata con Salvini

Il caos è scoppiato domenica pomeriggio su un campo di calcio, lo stadio Scarfoglio di Agnano, nonostante l’oggetto del contendere fosse di natura politica. Per il turno di Coppa Campania femminile era in programma la sfida tra AfroNapoli e Dream Team. Negli spogliatoi entrambe le formazioni, ma una delle due squadre aveva già deciso di non indossare scarpini e divisa sociale. Perché il capitano dell’AfroNapoli, Titty Astarita, è stata messa fuori rosa dalla società. Per aver accettato la candidatura al consiglio comunale di Marano, nello schieramento che fa riferimento alla Lega di Matteo Salvini. «L’AfroNapoli è nata per dare un messaggio antirazzista. Abbiamo sempre manifestato pubblicamente la nostra contrarietà alle politiche di Matteo Salvini. Quindi il problema ce l’ha la ragazza, non noi», prova a spiegare il presidente del club, Antonio Gargiulo. Ma, intanto, la notizia ha già fatto il giro d’Italia.

Le compagne non scendono in campo

Allo stadio, invece, le ragazze leggono un comunicato negli spogliatoi, annunciando di non voler giocare la gara: «La decisione assunta all’unanimità – è scritto nel documento firmato dalle calciatrici- è dovuta al grave episodio di discriminazione nei confronti del capitano Concetta Astarita esclusa dalla squadra per motivi politici. Ricordando che lo sport dovrebbe essere apartitico e apolitico, la squadra esprime solidarietà al proprio capitano».

La calciatrice: «Via il calcio dalla politica»

La Astarita è candidata al consiglio comunale con il Movimento Civico Maranese, una delle liste – l’altra è quella della Lega – che sostiene l’aspirante sindaco Rosario Pezzella. Ma la decisione di aderire allo schieramento di centrodestra non è stata accolta positivamente dall’AfroNapoli. «E visto che la società sposa un progetto politico diverso dal mio – ha detto la calciatrice a Canale 21 – ha deciso di mettermi fuori squadra qualora io non ritirassi la mia candidatura. Ho ricevuto la solidarietà di tutta la mia squadra, che ha deciso di non scendere in campo. Faccio un appello alla società e agli organi competenti affinché questa situazione si possa risolvere. Il calcio deve restare fuori dalla politica, deve essere solo divertimento».

Il club: «Vada a giocare altrove»

Ma l’AfroNapoli, conosciuta soprattutto per aver creato una squadra con calciatori migranti, non sembra intenzionata a cambiare idea. «Abbiamo sempre contestato l’operato del ministro Salvini – insiste il presidente Gargiulo – che chiude i porti e fa morire la gente a mare, che plaude all’arresto del sindaco di Riace e vuole deportare gli immigrati. Quindi non abbiamo avuto alcun dubbio sulla nostra scelta. Deve far chiarezza la ragazza, non noi. Lei può fare ciò che vuole, ma non giocare nella nostra squadra. Accuse di razzismo al contrario per l’esclusione? Se noi siamo anti-Salvini come possiamo pensare che un nostro tesserato giochi con l’AfroNapoli? Inoltre mica stiamo stroncando una carriera a una calciatrice. Lei è libera di andare a giocare ovunque».

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