Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Oggi la Baviera, a fine mese l’Hessen.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-14.

Memento Mori

Memento mori.


La battaglia per la conquista della Germania si articola in due fasi: quella odierna in Baviera e quella fine mese in Hessen.

Alla fine, dopo un lungo anno di schermaglie e di sondaggi impazziti. alla fine avremo finalmente i numeri reali, quelli usciti dalle urne.

La società civile è quella che si esprime nel segreto dell’urna: le piazze sono un residuo di inciviltà.

Due sole raccomandazioni.

La prima raccomandazione consisterebbe nel non prestar troppa fede ai proclami di vittoria.  

I Grüne saranno giustamente fieri del proprio risultato davvero fuori la norma, ma ci si ricordi che più che crescere loro stanno ospitando gli scontenti dei partiti tradizionali. Un elettorato molto mobile: al primo passo falso potrebbero anche perderlo.

AfD sarà anch’essa giustamente fiera di un risultato sopra il cinque per cento: la Baviera è forse il Land più ostico ad AfD, che deve lottare da sola contro tutti.

Spd trillerà di gioia per il non essere scomparsa. Anche se la prospettiva di un risultato percentuale ad una cifra è tutt’altro che remoto.

Csu tuonerà come sia riuscita a contenere la lunga marcia dei sovranisti: si attribuirà tutto il merito di aver fermato la crescita di AfD. Cambiati i termini, risentiremo i bollettini di guerra della Wehrmacht dopo la battaglia di Kursk.

*

La seconda raccomandazione consisterebbe nel ricordarsi che questa in Baviera è solo la prima fase, ma la seconda a fine ottobre in Hessen costituirà l’elemento decisivo.

In ballo non ci sono solo i governi dei due Länder, né la sopravvivenza di questo asfittico governo tedesco di Frau Merkel: in ballo c’è l’Unione Europea.


La Baviera al voto: un voto che può essere un terremoto politico

Volker Bouffier, governatore cristianodemocratico dell’Assia e fedelissimo di Angela Merkel, lo ha detto a chiare lettere in un’intervista apparsa stamane sulla Welt: “La Csu non ha aiutato molto la reputazione dell’alleanza Cdu/Csu”. Oggi si vota in Baviera e per molte ragioni potrebbe essere un’elezione cruciale. Per i destini della regione più ricca della Germania, ma anche per quella del governo di Angela Merkel. La Csu è scivolata nei sondaggi sotto al 35%, la Spd è crollata al 12%, mentre continua il boom dei Verdi, che raggiungono il 19%. L’Afd si assesta intorno al 10%, come i Freien Waehler, ma siccome anche Linke e Fdp oscillano intorno al 5%, per la prima volta nella storia nel parlamentino della Baviera potrebbero entrare sette partiti.

Soprattutto, per la seconda volta nella storia, la Csu potrebbe perdere la maggioranza assoluta dei voti. Proprio a causa di quel Horst Seehofer che era riuscito a riconquistarla nella scorsa legislatura. Molti imputano al ministro dell’Interno ed ex governatore del Land il pessimo risultato dei cristianosociali, a causa di una politica aggressiva sui profughi che avrebbe regalato una valanga di voti all’Afd e spaventato molti elettori che potrebbero preferirgli oggi un partito conservatore come i Freien Waehler che non ha mai trasformato la questione migratoria in un’ossessione.

Secondo qualcuno anche il successo dei Verdi sarebbe imputabile, in parte, ad elettori inorriditi dalle parole d’ordine di Seehofer e del governatore della Baviera Markus Soeder contro i profughi. Anche se una parte consistente del voto ambientalista potrebbe arrivare dalla Spd, che oggi rischia un’altra, storica sconfitta. 

Tra le possibili coalizioni, a Monaco si parla soprattutto di Csu/Freie Waehler/Fdp, un’alleanza tra le due forze conservatrici e la Fdp. Le differenze tra i due partiti sono minime, e le possibilità di accordarsi su temi centrali sarebbero maggiori. Ma l’ipotesi di cui sono maggiormente innamorati i politologi di mezza Germania è quella tra Csu e Verdi. 

n altre regioni e città è caduto da tempo il tabù dell’alleanza tra il partito di Adenauer e gli ambientalisti – si pensi all'”Autoland”, Baden-Wuerttenberg, sede di Daimler e Porsche e cuore dell’industria automobilistica tedesca, dove un governatore verde, Kretschmer, governa da un paio di anni con la Cdu. 

Anche se in Baviera ci sono ancora molte resistenze (il capogruppo Thomas Kreutzer continua ad escludere un’alleanza del genere), la Csu si è già seduta al tavolo con gli ambientalisti, per provare un’intesa. A Berlino, durante i negoziati per il Merkel IV con la coalizione Giamaica, lo scorso inverno (fallita per il no dei Liberali e non per screzi tra Csu e Verdi). In ogni caso, se in Baviera dovesse emergere un’alleanza tra cristianosociali e il partito della giovane e carismatica Katharina Schulze, sarebbe il segnale definitivo che i Verdi hanno raggiunto il centro dello spettro politico. 

Quanto ai riflessi su Berlino del voto in Baviera: stamane non è un caso che sia venuto allo scoperto anche Volker Bouffier: a Berlino quasi nessuno pensa ormai che un disastro della Csu in Baviera possa compromettere seriamente la cancelliera. Forse Seehofer sarà sacrificato per consentire alla Csu di scaricare le colpe su qualcuno (così come non è affatto scontata la rielezione di Soeder). 

Ma se invece dovesse cadere il governatore dell’Assia, alle elezioni che si svolgeranno tra due settimane nel Land di Wiesbaden e Francoforte, Merkel potrebbe finire nella bufera, al congresso della Cdu di dicembre. E la cancelliera, che ha detto di non voler separare il ruolo di capa del governo da quella di presidente della Cdu, potrebbe essere invece costretta a rinunciare alla poltrona di numero uno del partito. Come minimo.

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