Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Lega 48% nel nord-est, 43% nord-ovest, 25.4% centro-sud.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-10.

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Il Governo giallo-verde di Mr Conte, Mr Di Maio e Mr Salvini ha ridato all’Italia la dignità umana che le compete opponendosi alle smanie dittatoriali di Mr Juncker e dell’Eurodirigenza.

Che la cosa fosse possibile lo dimostrano i fatti: era il partito democratico che voleva fare da stuoino agli euro burocrati di Bruxelles, contro il volere del Popolo Sovrano.

Poi, Mr Salvini ha dimostrato sempre nei fatti come fosse possibile opporsi all’immigrazione illegale e clandestina, al racket della tratta: sarebbe bastato volerlo, ossia proprio il contrario quello che il partito democratico aveva sempre fatto.

Nulla quindi di cui doversi stupire del continuo crescente consenso che raccoglie la Lega e Mr Salvini.

Intanto il mondo è cambiato.

Il 6 ottobre Sua Giustizia Mr Kavanaugh ha ricevuto il placet del senato americano e si è insediato alla Suprema Corte degli Stati Uniti.

In Bosnia Erzegovina i sovranisti hanno stravinto le elezioni, ed adesso staremo a vedere i risultati delle consultazioni elettorali in Baviera ed in Hessen. Dopo ci saranno le elezioni regionali in Trentino Alto Adige ed in Abruzzo e, infine, le elezioni di midterm.

Il 23 ed il 24 maggio 2019 alla fine si rinnoverà il parlamento europeo.

Con questi numeri elettorali i lebbrosi sembrerebbero essere messi bene.


Corriere. 2018-10-09. Il boom della Lega: è al 48% nel Nord-Est e supera il 22% al Sud

M5S cala ovunque, resiste sopra il 40% nel Mezzogiorno. È al Nord, insomma, che il Carroccio consolida il suo vantaggio sui 5 Stelle (a livello nazionale si tratta del 33,8% contro il 28,5), come emerge dalle rilevazioni sulle intenzioni di voto per aree territoriali realizzate da Ipsos.

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Le proteste e i malumori che si sono levati da Nord contro il governo gialloverde — prima contro il decreto dignità, poi contro la manovra — sembrano aver colpito soprattutto il Movimento 5 Stelle, sorvolando quasi senza danni l’alleato. Almeno alla prova dei sondaggi sulle intenzioni di voto: la Lega nel Nord-Est sfiora la metà dei consensi (48,4%); rispetto al 4 marzo, data delle elezioni politiche, il partito di Matteo Salvini qui ha guadagnato 19 punti percentuali. Nella stessa area il Movimento 5 Stelle di punti ne ha persi 6,8, per toccare il suo minino, il 17%: neanche la metà dei consensi che la formazione di Luigi Di Maio raccoglie al Sud. Orizzonte simile a Nord-Ovest: la Lega al 43,2% (+17,5 rispetto al 4 marzo) stacca il Movimento al 17,6% (giù di 6 punti dalle Politiche).

È al Nord, insomma, che il Carroccio consolida il suo vantaggio sui 5 Stelle (a livello nazionale si tratta del 33,8% contro il 28,5), come emerge dalle rilevazioni sulle intenzioni di voto per aree territoriali realizzate da Ipsos. «La Lega in qualche modo manifesta un atteggiamento più moderato — spiega Luca Comodo, che dirige la divisione politico-sociale di Ipsos —, non soltanto con alcuni esponenti di governo, si pensi al sottosegretario Giorgetti, ma anche con esponenti del territorio che su temi come la manovra, i mercati, i rapporti con l’Europa, si discostano dai toni più radicali di Salvini e Di Maio». E questo spiega il sentimento — già evidenziato dal «crediamo nella Lega» del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia — dei ceti imprenditoriali e produttivi del Nord, «critici sulla manovra, perplessi di fronte ad atteggiamenti antieuropei — prosegue Comodo — ma che continuano a vedere nella Lega un punto di riferimento, oltre a una rete di relazioni, a livello territoriale, che il Movimento non ha».

Ci sono poi altre ragioni, al netto del tema migranti, del vantaggio leghista. Il Movimento — commenta Luca Comodo — «paga la gestione della vicenda Genova e i giudizi negativi, al Nord, sul reddito di cittadinanza». La Lega riesce invece a incassare, in termini di consenso, gli utili della quota 100, la norma sulle pensioni: «Un tema molto sentito al Nord, dove sono presenti in maniera rilevante carriere continuative di lungo periodo, ma non solo al Nord». Infatti anche nel Mezzogiorno il Carroccio cresce e si attesta tra il 22 e il 25%, un vero e proprio balzo rispetto alle ultime elezioni di 16 punti percentuali. «Di fatto la Lega — sottolinea Comodo — al Sud sta cannibalizzando Forza Italia, il cui elettorato si sta spostando in misura rilevante verso il partito di Salvini». Gli azzurri perdono circa 6-8 punti dal 4 marzo. Fratelli d’Italia da 1,5 a 2,4 punti.

Staccati a livello nazionale, i 5 Stelle tengono saldo il primato nel Mezzogiorno. Nonostante il lieve calo del Centro-Sud (-2,9) e delle Isole (-0,7), in queste due aree il M5S si attesta comunque oltre il 40%. È al 22,6% nel Centro-Nord, unica area del Paese — la zona tradizionalmente definita «rossa», anche se i dem stanno perdendo negli anni sempre più consensi — dove il Pd è sorpassato dal Pd (qui al 24%, il suo record). Il partito guidato da Maurizio Martina ha avuto una breve risalita, a livello nazionale, dopo la manifestazione del 30 settembre, ma nei sondaggi raccoglie consensi ancora lievemente inferiori rispetto a quelli, già deludenti, del 4 marzo scorso.

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