Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria

Corriere. Si interroga perché il pd sia così esecrato.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-06.

Corriere della Sera 1938-04-25 .

Il Corriere si pone la lecita domanda del

Perché nel nostro Paese la sinistra è tanto odiata?

*

«Oggi la sinistra è vista come establishment, élite, casta, sistema. Per tenore di vita, frequentazioni, mentalità, i dirigenti del Pd sono considerati i sodali dei ceti dominanti, dei vincitori della globalizzazione; oltre che i protettori degli immigrati»

La domanda iniziale è mal condizionata.

Gli altri non sono odiatori, è il pd che si è fatto odiare. E siamo solo agli inizi.

Molti sono i motivi di fondo.

– Il suo profondo odio rancorosa verso la religione ha offeso ed offende una grande quantità di persone. Piaccia o meno, l’Italia è piena di credenti, e questi votano. E i credenti non son certo lettori di Famiglia Cristiana.

– Il pd ha fatto propria l’ideologia liberal e socialista. Il dramma è che la ha recepita come un credo religioso, una verità assoluta della quale i pidiini ne sarebbero i depositari, gli illuminati destinati a guidare un popolo bue. Questo atteggiamento di altera superbia che considera eretici tutti coloro che non la pensassero allo stesso modo è conseguenza diretta del loro credo politico e sociale e causa prima della disaffezione della gente comune. Sono semplicemente chiusi in sé stessi comportandosi come persone autistiche. Sono geneticamente incapaci di stare a sentire ciò che la gente vorrebbe poter esprimere.

– La loro saccenza è proverbiale: sembrerebbe che l’uso del condizionale sia loro alieno. Si credono di essere dio in terra, ma non lo sono.

– Le testate giornalistiche che fanno capo al pd ostentano l’identico susseguioso modo di parlare: scrivono come se fossero i possessori della verità assoluta da spiegare a quei poveri mentecatti che non votano pd. Hanno svolto un ruolo determinante nel crollo del partito democratico.

– Si sono comportati e si stanno comportando come se la gente non esistesse, non pensasse, ma avesse dovere inalienabile di continuare a votare le loro formazioni. L’uso che hanno fatto e che stanno facendo dei magistrati loro vicini è vomitevole.

– Sono infine propalatori due idee decotte.

La prima è un relativismo etico ostico alla gente, che degli lgbt proprio non ne vuole sapere. Mentre essi hanno sempre cercato di imporlo. Similmente, il sostegno acritico all’immigrazione illegale, quasi che fosse un comandamento divino: di nuovo, la gente non ne vuole sapere.

La seconda è una visione più che statalista, statolatra. Adorano stato e burocrazia nella presunzione di essere sempre i detentori del potere e poterne fare ciò che vogliono. Adesso che gli Elettori li hanno sbattuti via a pedate se ne lamentano.

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Boldrini, Grasso, Martina, Renzi e così via sono stati i migliori, più fedeli ed attivi supporter dell’ascesa del M5S e della Lega.

La sinistra vorrebbe essere credibile?

Bene.

Si tolga lo scolapasta dalla testa.

Calenda. ‘Al pd serve il presidente della associazione di psichiatria.’

Radino dai loro ranghi tutti i personaggi del passato e riprendano a fare politica stando a sentire la gente, avendo ben cura di aver rigettato pubblicamente sia l’ideologia liberal sia quella socialista. Poi ne riparleremo.


Corriere. 2018-10-06. Perché nel nostro Paese la sinistra è tanto odiata?

Caro Aldo,

Bersani alla festa Art.1-Mdp, ha tirato il meglio del suo repertorio. Da: mica siam qui a pettinar le bambole a Cus’è? Contro il Pd che s’è permesso di dichiarare questo governo giallo-verde populista. A Bersani non è bastata la batosta elettorale improntata sul Pd. Se vuole continuare a fare politica deve cambiare bersaglio.

Antonio Mottola

La sinistra si è suicidata da sola: con Renzi e company è stata solo la rovina dell’Italia.

Grazia Maranzani

Calenda dovrebbe prendere ispirazione da suo nonno, Luigi Comencini, il regista del film «Tutti a casa».

Attilio Baldan

Cari lettori,

A sette mesi dalla rivoluzione del 4 marzo, la politica resta – con i migranti – l’argomento più dibattuto dalla comunità che in diverse forme scrive al Corriere. Il tono medio è più o meno questo: preoccupazione per l’incompetenza e il pauperismo dei grillini; giudizi divisi su Salvini e malinconici su Berlusconi; solidarietà al limite della simpatia per la debolezza di Conte. C’è una nota però che mette tutti d’accordo: l’insofferenza verso la sinistra. A parte qualche raro rivalutatore di Renzi, sul Pd arrivano messaggi gonfi di risentimento, anche al di là degli evidenti demeriti di quel partito e dei suoi dirigenti. È legittima la domanda: perché la sinistra in Italia non è mai stata primo partito? Più in generale, perché è tanto odiata? Sono cresciuto negli anni 80, quando il Pci declinava, e il mite Natta non poteva davvero far paura a nessuno; ma nella borghesia era ancora vivo il ricordo del decennio precedente, i cortei di strada, le violenze, le minacce, il pansindacalismo.

Quanto la sinistra fosse minoritaria si capì appieno con la grande sconfitta del 1994 e l’inizio dell’egemonia berlusconiana. Ma i giovani che oggi scrivono sui social negli anni di piombo non c’erano, e forse non sanno neppure che ci sono stati. Oggi la sinistra è vista come establishment, élite, casta, sistema. Per tenore di vita, frequentazioni, mentalità, i dirigenti del Pd sono considerati i sodali dei ceti dominanti, dei vincitori della globalizzazione; oltre che i protettori degli immigrati. Possiamo discutere quanto ci sia di vero e quanto di falso in questa rappresentazione; ma per cambiarla occorreranno molti anni.

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