Pubblicato in: Demografia, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Mancano i medici. Secondo il Sole saranno sostituiti dalla intelligenza artificiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-10-03.

Heisenberg 001

Più passa il tempo e più si apprezzano le parole dell’on Calenda

Calenda. ‘Al pd serve il presidente della associazione di psichiatria.’.

A nostro sommesso avviso però l’internamento in un manicomio competerebbe non solo alla dirigenza, ma anche ai loro iscritti.

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Come ogni stato del socialismo reale che si rispetti, anche in Italia esiste un Gosplan, abbreviazione di Gosudarstvennoe Planovij Komitet, commissione statale per la pianificazione, che determina il numero di persone che possono iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia. Il pd ha accuratamente colonizzato ogni sia pur remoto posticino di burocrate: analfabeti di ritorno ma fedelissimi dell’on Renzi.

Nulla deve sfuggire al controllo dello stato. Ci mancherebbe altro!

Vi lavorano tutte le migliori menti della nazione.

Mica roba da Premi Nobel: chiunque in fondo può conseguire questo premio. Basta soltanto che scopra la teoria della relatività oppure il neutrino. Quello riportato in fotografia ha scoperto il principio di indeterminazione., conquistandosi fama immortale

Per fare il funzionario nel Gosplan ‘de noiatri‘ devi avere almeno una ambitissima tessera del partito interno ed essere il fedele interprete del volere dei potenti. Se poi si fosse figli di …. oppure amanti di …. allora molte difficoltà si appianerebbero.

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«Aumentano le chance per i maturandi che aspirano al camice bianco. E anche quelle per gli aspiranti veterinari e architetti. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato i decreti sui corsi universitari ad accesso programmato nazionale (Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni sanitarie, Architettura e Scienze della formazione primaria) con la specifica dei posti per ogni ateneo. E rispetto al 2017, aumentano i posti in tutte le facoltà.

Medicina e Odontoiatria, quelle più gettonate, avranno rispettivamente quasi 800 (da 9.100 passano a 9.779) posti e quasi 200 (si passa dai 908 del 2017 ai 1.096 del 2018) posti in più rispetto all’anno scorso. Una buona notizia per le migliaia di ragazzi e ragazze che si preparano ad affrontare il quizzone ministeriale. L’anno scorso si presentarono in 60mila e quest’anno potrebbero anche aumentare.» [Fonte]

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Immigrati. Rimpiazzeranno gli 11,800 medici che mancano.

Italia. 169 vecchi ogni 100 giovani. Si prospettano tempi crudeli.

Fuga dei medici. Saranno sostituiti dai becchini negli ospedali della mala morte.

Il Sole 24 Ore pubblica un simpaticissimo articolo:

La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale.

«Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).»

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«Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.»

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«Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare.»

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«FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.»

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Fino a qui nulla di anormale. Si nota anche come inizi a comparire citata la soffocante burocrazia e la incosciente facilità di rimando a giudizio dei medici, laddove alla fine, dopo una decina di anni, arriva quasi invariabilmente l’assoluzione oppure il non luogo a procedere. Ma intanto una vita ed una carriera sono state rovinate e, guarda caso, quasi sempre con denuncie sporte qualche giorno prima dell’espletamento di un concorso.

Ma il Sole 24 Ore mica che si ferma qui: ci mancherebbe!

Se sicuramente il progresso tecnologico, ivi compreso l’uso di programmi di intelligenza artificiale possano concorrere a migliorare l’efficienza del servizio sanitario, pensare che l’intelligenza artificiale possa vicariare il sanitario è idea tipicamente liberal. Roba da pazzi.

Mancano, e mancheranno sempre più medici pediatri (6,001 pensionamenti contro 2,900 assunzioni), internisti ( 4,119 pensionamenti contro 2,280 assunzioni), e così via.

Quando il neonato starà male che faremo? Gli daremo un modulo da compilare?

Quando il vecchietto avrà la bronchite in casa, chi andrà a visitarlo? Un ingegnere elettronico?

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Siamo chiari.

Utilizzeremo più che volentieri l’intelligenza artificiale quando questa avrà dimostrato di vicariare l’essere umano.

Un buon test potrebbe essere la verifica di come sappia prevedere i listini di borsa.


Sole 24 Ore. 2018-09-30. La scarsità di medici, il nodo stipendi e l’intelligenza artificiale

Che quello della scarsità dei medici in Italia sia un problema è cosa nota. Come raccontavamo qualche mese fa su Infodata , fra cinque anni il gap si dovrebbe sentire in tutte le specializzazioni mediche, con particolare veemenza fra i pediatri (6000 pensionamenti contro 2900 nuovi contratti), gli internisti (4119 pensionamenti e 2280 nuovi contratti), chirurghi (3621 pensionamenti contro 2710 assunzioni) e cardiologi (rispettivamente 2904 contro 2480 unità).

Ci sono aree d’Italia dove per questo motivo si è costretti a pensare di chiudere gli ospedali più periferici, che magari sono importanti in zone meno collegate con i grandi centri urbani, e non parliamo solo del sud Italia. A Belluno per esempio si stima manchino addirittura 100 medici, e due ospedali su quattro della provincia rischiano di essere chiusi.

Le ragioni di questo fenomeno sono diverse, non da ultimo il fatto che gli stipendi dei medici variano da regione a regione, senza alcun gradiente nord-sud. In sostanza in alcune regioni conviene meno andare a lavorare. I dati più recenti in materia purtroppo risalgono al 2013 e sono inclusi in uno studio condotto da STEM su dati Agenas. Le differenze regionali saltano subito all’occhio: un dirigente medico costa mediamente 226 mila euro a Bolzano, 143 mila a Trento, 123 mila in Valle d’Aosta e 102 mila euro in Sardegna, 105 mila euro in Toscana e 107 mila euro in Umbria. Lasciando da parte Bolzano, un dirigente medico in Umbria costa alla sua regione oltre 30 mila euro in meno rispetto a un collega di Trento.

Tutto questo significa che chi lavora ha un carico enorme sulle spalle. Si chiama “sindrome da burnout” e mette a rischio buona parte della qualità delle cure mediche. In Italia, un’interrogazione  parlamentare presentata da FNOMCEO(Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) stima che un buon 30 per cento degli operatori sanitari con più di 50 anni, demoralizzati dalla mole di lavoro, da una burocrazia sempre più ingombrante e da preoccupazioni legali stia pensando di cambiare settore.

Viene da chiedersi se forse anche la tecnologia possa venire in aiuto ed è senza dubbio interessante osservare che cosa sta accadendo in Cina, che negli ultimi anni ha investito pesantemente nella riforma sanitaria negli ultimi anni, per far fronte all’invecchiamento della popolazione e anch’essa alla carenza di personale. La Cina conta 1,8 medici praticanti su 1.000 cittadini, rispetto ai 2,6 degli Stati Uniti e ai 4,3 della Svezia.

Come riportano gli esperti del World Economic Forum , nel 2017, la città di Guangzhou ha aperto la prima clinica in Cina per diagnosticare la cataratta – con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Si prevede che lo strumento possa risparmiare tempo indirizzando i pazienti verso il miglior specialista per le loro esigenze, consentendo di trattare più pazienti. Yu Weihong, un oftalmologo presso Peking Union Medical College Hospital, in un’intervista di pochi mesi fa al New York Times dichiarava che a fronte dei due giorni che impiega lui stesso ad analizzare le immagine degli occhi dei pazienti da discutere poi con i colleghi, ci sono software di AI in grado di farlo in tempi enormemente inferiori. E non stiamo parlando di una tecnologia sconosciuta. Il software – spiega Weihong – è stato sviluppato da una start-up che ha raccolto 28,5 milioni di dollari da compagnie importanti della Silicon Valley, fra cui Sequoia Capital.

Secondo Yiou Intelligence, una società di consulenza con sede a Pechino, circa 131 aziende cinesi stanno attualmente lavorando per applicare l’IA nell’assistenza sanitaria, ma attenzione: non per sostituire i medici, ma per supportarli, come una sorta di assistente personale “intelligente”, ad esempio aiutandoli a ottenere una rapida panoramica di tutte le informazioni clinicamente rilevanti di un paziente. “Combinando i metodi di intelligenza artificiale come l’elaborazione del linguaggio naturale e l’apprendimento automatico con la conoscenza clinica – si legge – è possibile raccogliere tutte le informazioni clinicamente rilevanti del paziente in un unico posto. I medici possono così dedicare meno tempo alla raccolta di queste informazioni spesso sparse contenute in report non strutturati e quindi meno tempo seduti davanti a uno schermo per ottenere un’immagine completa del paziente.”

Sicuramente non basterà questo tipo di supporto per agevolare il lavoro della classe medica e tappare gli attuali buchi a livello di organico, ma in alcuni casi la tecnologia potrebbe diventare un valido alleato per velocizzare e rendere più agevoli alcuni aspetti del lavoro quotidiano dei medici.

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