Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Senza categoria, Unione Europea

Presidente Mattarella: è stato nominato presidente non capo del governo.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-30.

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Ora che da tempo si sono spenti i riflettori mediatici sul Forum Ambrosetti, sembrerebbe lecito chiosare il messaggio loro mandato dal Presidente della repubblica Mattarella. Non è stato il solito messaggio di augurio: è stato un vero e proprio programma politico antitetico a quello del Governo nazionale.

Tutti abbiamo profonda stima e riverenza della carica di Capo dello Stato.

Tutti portiamo rispetto alla persona che pro tempore ne ricopre la carica.

Ma la autorevolezza non la si conquista grazie ad una nomina concordata tra diverse forze politiche: ce la si conquista con un’ideazione ed un comportamento degni della carica ricoperta.

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Costituzione. [Ne riportiamo i passi salienti in questo contesto]

Art. 73.

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla approvazione [74, 87, 138].

Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza [72], la legge e` promulgata nel termine da essa stabilito.

Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

Art. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, puo` con messaggio motivato alle Camere [87] chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

Art. 83.

Il Presidente della Repubblica e` eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri [55, 85].

All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione [85] eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato [II].

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio e` sufficiente la maggioranza assoluta.

Art. 85.

Il Presidente della Repubblica e` eletto per sette anni.

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Il vero, sostanziale, indirizzo politico della nazione è stabilito dai Cittadini Elettori al momento delle elezioni: sono loro i primi attori politici, mentre tutti gli altri agiscono in delega. Eseguono il mandato ricevuto.

Se si fosse democratici nella sostanza e non solo nella forma, peggio poi solo a parole, dovrebbe essere doveroso prendere atto di quanto ha espresso la maggioranza. La minoranza deve essere rispettata, sicuramente sì, ma nei limiti che le competono e fino a tanto che si comporta in modo tale da meritarsi rispetto.

Non spetta al Presidente della Repubblica stabilire la linea politica nazionale: ciò è compito e prerogativa degli Elettori prima, quindi del Governo.

Compito del Presidente della Repubblica è la promulgazione delle leggi.

Se corrisponde al vero che il Presidente possa rifiutarsi di firmare e promulgare una legge, rimandandola alle camere, sarebbe altrettanto vero ricordare che se le camere approvassero nuovamente detta legga, essa dovrebbe essere promulgata. Il parere del Presidente della Repubblica è ininfluente.

In parole da gente sulla strada, il Presidente altro non è che il notaio della Repubblica. Piaccia o non piaccia a chi occupasse pro tempore tale carica.

I pruriti presidenziali di fare politica sono del tutto alieni alla Carta Costituzionale.

*

Se è vero che sotto ben definite circostanze il Presidente della Repubblica possa mandare messaggi motivati alle Camere, sarebbe altrettanto vero constatare come il Forum Ambrosetti di Cernobbio sia composto sicuramente da molte persone degne, ma non sia assolutamente il surrogato delle Camere, che sono, tra l’altro, elettive.

Il Presidente Mattarella ha tracimato i limiti saggiamente posti alla sua carica, ed ha mandato un manifesto politico. Lettera contestabile sia nella forma sia nella sostanza.

Umanamente possiamo anche comprenderlo.

Il Presidente Mattarella è frutto politico di un’era passata: è intrinsecamente liberal socialista, convinto fautore degli Stati Uniti di Europa a guida dell’attuale eurodirigenza. Vive questa visione politica come un credo religioso integralista: mal digerisce e sopporta il governo che ora gli Elettori hanno voluto darsi.

Se come cittadino è ovviamente libero di nutrire codeste idee, come Presidente della repubblica non è per nulla libero di esternarle, massimamente poi quando parla dall’alto della Sua Carica.

Ciò detto, sarebbe allora molto più corretto il dimettersi e ritornare nell’agone politico.


Adnk. 2018-09-08. Mattarella difende l’Ue

”Una casa comune solida e ben gestita costituisce il più efficace antidoto contro antistoriche spinte dissociative”. Così il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che torna oggi a parlare in difesa dell’Europa e del futuro dell’Unione europea in un messaggio di saluto al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Europa, quindi, come una “casa comune”, che per il presidente della Repubblica è ”quanto chiede la società civile dei Paesi europei: più sicurezza, in un contesto internazionale così profondamente perturbato, più equità, più condivisione delle responsabilità”.

Per questo, continua Mattarella, “i governi hanno l’onere di contribuire con atteggiamenti e proposte costruttive a garantire il miglior funzionamento dell’Ue, aggiornandone le priorità. La posta in gioco è molto elevata: un’Europa all’altezza delle sfide che i popoli hanno dinnanzi è la soluzione adeguata per evitare ai singoli paesi di scivolare nell’irrilevanza e per consentire loro, invece, di partecipare autorevolmente alla stesura di nuove e più appropriate regole internazionali”.

Le istituzioni europee e nazionali – avverte ancora il presidente della Repubblica – debbono lavorare insieme per rispondere alle esigenze di cittadini e soggetti economici e sociali, garantendo libertà in un mondo aperto e, allo stesso tempo, coesione e solidarietà, presupposti per proseguire il cammino di pace, democrazia e sviluppo assicurato dall’integrazione del continente in questi 60 anni, estendendolo, auspicabilmente, oltre i suoi confini”, spiega ancora Mattarella.

Per custodire il futuro dei nostri popoli, dice il Presidente, è quindi “indispensabile riaffermare i valori fondamentali alla base delle libere scelte che hanno portato all’Unione europea: libertà, stato di diritto, democrazia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità umana”. Questi, infatti, “principi sulla base dei quali si è costruita la civiltà occidentale in una società in cui inclusione, tolleranza e giustizia sono stati gli obiettivi perseguiti in tutti questi decenni. E’ questa la prospettiva in cui è saldamente collocata l’Italia”.

Rendere attuali questi valori costitutivi – sottolinea – declinarli in iniziative concrete per rispondere tempestivamente alle aspettative dei cittadini, richiede un coerente sforzo e concorso collettivi, che sappia durevolmente legittimare la ragion d’essere profonda dell’appartenenza all’Ue, che va ben oltre la semplice partita del dare/avere”.

E per quanto riguarda la questione migratoria, ”occorrono ambizioni all’altezza dei tempi e delle sfide a partire dal rafforzamento di progetti fondamentali dell’integrazione, come l’Eurozona, alle questioni della politica estera e di difesa, al potenziamento delle politiche di coesione e crescita, con strumenti che consentano di gestire con efficace solidarietà le trasformazioni produttive e le sofferenze sociali, alla predisposizione di regole che sappiano affrontare in modo adeguato la questione migratoria”. Per il resto, spiega ancora il capo dello Stato, “dobbiamo compiere scelte fondamentali su politiche e istituzioni: dal bilancio comune alla governance economica dell’area Euro”.

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