Pubblicato in: Psichiatria

Italia. Il Consumo dei farmaci antidepressivi +38% in dieci anni.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-22.

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Il Ministero della Salute ha rilasciato il rapporto sulla salute mentale degli italiani.

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«la depressione è il più grande buco nero che inghiotte oggi la salute mentale degli italiani. Fra adulti e bambini negli ultimi dieci anni si è passati da un consumo di 30 DDD/1000 die (ovvero dosi giornaliere per 1000 abitanti) di antidepressivi del 2006 alle 39 DDD/1000 die del 2016»

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«nel 2016 su scala nazionale ci sono stati 122 adulti trattati con antidepressivi su 1000 abitanti in regime convenzionato …. e 4,5 su 1000 in distribuzione diretta»

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«A questi si aggiungono i consumi di antipsicotici, anche se in misura minore rispetto agli antidepressivi: si stima che siano trattati con antipsicotici in regime convenzionato 16,1 adulti su 1000, a cui si aggiungono altri 14 su 1000 trattati in distribuzione diretta»

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«Complessivamente sono oltre 7 milioni gli italiani che utilizzano antidepressivi o antipsicotici in regime convenzionato con il Sistema Sanitario a cui se ne aggiungono altri 900 mila che li acquistano in distribuzione diretta»

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Il 14% dei 49 milioni di italiani in fascia di età adulta consuma cronicamente farmaci antidepressivi ed antipsicotici.

Si tenga conto che questi due quadri patologici non estinguono la totalità delle patologie psichiatriche, e che un buon numero di pazienti non è sotto trattamento.

Rispetto a dieci anni or sono i casi in trattamento antidepressivo sono aumentati del 38%.

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Se sicuramente sussiste un problema economico, sia come costo di strutture e professionisti, sia come spesa farmaceutica, altrettanto sicuramente esistono problemi sociali ed umani di non poco conto.

Intanto, vivere in un ambiente di depressi non invoglia certo a comportamenti lieti e spensierati.

Di sicuro, l’atmosfera odierna che privilegia la visione immanente depriva di quella del futuro, e senza poter avere speranza nel futuro, supposto inesistente, non si può far altro che essere depressi.

Per non parlare poi del clima di incertezza sociale ed economica e della situazione di sfacelo delle famiglie, la tutela delle quali è rimasta in non cale per decenni consecutivi.

Ma il meccanismo più potente per indurre una sindrome depressiva è l’aver alimentato attese irrealistiche e spropositate, utopiche, in qualsiasi settore di interesse: quando ci si rende conto che si era vissuto un sogno, un’illusione, si apre immediatamente la porta alla depressione.

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Un ultimo aspetto, tra i tanti.

In un sistema sociale complesso come l’attuale, sono davvero tanti i punti critici ove sarebbe necessario prendere decisioni rapide e sicure. Ma quanti abbiano concrete difficoltà a percepire il reale non sono il prototipo della persona capace di decidere. Bene: un italiano adulto su sette è in questa situazione.

Nessuno gradirebbe farsi operare da un chirurgo convinto che l’intervento andrà male.

Ci si pensi sopra.


Consumo di antidepressivi: più 32,5% in 10 anni

La Toscana è la Regione più “depressa” d’Italia, la Campania quella dove se ne comprano meno

Stiamo diventando un popolo di depressi? Bisognerebbe indagare a fondo per avere una risposta esauriente, ma intanto, quel che è certo, è che un primo indizio c’è: aumenta il consumo di antidepressivi.

Il consumo di antidepressivi

Il grafico sopra mostra la dose giornaliera assunta dagli italiani ogni mille abitanti Regione per Regione. Significa, per esempio, che la media italiana di persone che assumono una dose giornaliera di antidepressivi è pari a 39,87. Il dato è decisamente in crescita rispetto a quello del 2006 quando era 30,08 con un aumento, quindi, del 32,5%.

La spiegazione di questo fenomeno che viene generalmente fornita è che l’aumento del consumo di antidepressivi è legato all’andamento economico, ovvero, quando l’economia non cresce le persone sono più in difficoltà e più soggette a stress e depressione. Beh: stando ai dati questa spiegazione non regge. In effetti nel 2016 il consumo di psicofarmaci è, in tutte le Regioni italiane, superiore a quella degli anni peggiori della crisi economica, 2009 compreso, che è stato l’hannus orribilis per l’Italia. E’ superiore anche ai dati del 2012-2013, altri anni molto difficili per l’economia italiana.

La regione più depressa

La Regione dove c’è il maggiore consumo di antidepressivi è la Toscana: 60,96 ogni mille persone assume la dose giornaliera, in crescita mostruosa rispetto a 46,89 di 10 anni prima e in aumento anche rispetto al dato del 2015: 59,60. La Regione che, invece, sembra la meno propensa alla depressione è la Campania: 30,59.


7,9 milioni gli italiani trattati con antidepressivi e antipsicotici. I dati regione per regione

A farla da padrone sono gli antidepressivi, il cui uso è cresciuto enormemente negli ultimi 10 anni. Per un costo di 340 milioni di euro.

Stando ai dati più recenti pubblicati in materia di salute mentale, contenuti nell’ultimo rapporto di Osservasalute, possiamo dire che è la depressione il più grande buco nero che inghiotte oggi la salute mentale degli italiani. Fra adulti e bambini negli ultimi dieci anni si è passati da un consumo di 30 DDD/1000 die (ovvero dosi giornaliere per 1000 abitanti) di antidepressivi del 2006 alle 39 DDD/1000 die del 2016.

Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto del Ministero della Salute in materia di salute mentale, nel 2016 su scala nazionale ci sono stati 122 adulti trattati con antidepressivi su 1000 abitanti in regime convenzionato (i farmaci vengono acquistati dalla ASL/Regione ma distribuiti al paziente, per loro conto, dalle farmacie territoriali aperte al pubblico) e 4,5 su 1000 in distribuzione diretta (le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere acquistano i farmaci, e li distribuiscono, mediante le proprie strutture, direttamente ai pazienti per il consumo al proprio domicilio), per un totale di 44,2 DDD/1000 die in regime convenzionato e 0,7 in distribuzione diretta.

A questi si aggiungono i consumi di antipsicotici, anche se in misura minore rispetto agli antidepressivi: si stima che siano trattati con antipsicotici in regime convenzionato 16,1 adulti su 1000, a cui si aggiungono altri 14 su 1000 trattati in distribuzione diretta.

Complessivamente sono oltre 7 milioni gli italiani che utilizzano antidepressivi o antipsicotici in regime convenzionato con il Sistema Sanitario a cui se ne aggiungono altri 900 mila che li acquistano in distribuzione diretta. Stiamo parlando di oltre un italiano su 8, considerando anche i bambini.

La regione dove il consumo di antidepressivi è più elevato è la Toscana, con 207 trattati su 1000 abitanti e 68 DDD/1000 die in regime convenzionato e 10,6 trattati su 100 e 3,6DDD/1000 die in distribuzione diretta.

Seguono la Liguria con 190 trattati per 1000 abitanti e 61,1 DDD/1000 die in regime convenzionato e 8,6 trattati per 1000 e 1,8 DDD/1000 die in distribuzione diretta. Una situazione particolare si riscontra in Piemonte, dove i tassi di persone trattate in distribuzione diretta è decisamente più alta rispetto al resto d’Italia.

La ragione è semplice: la distribuzione diretta è competenza delle regioni e delle province autonome, e a quanto pare farebbe risparmiare di più rispetto a quella per conto. Due recenti studi promossi dalla Società dei farmacisti ospedalieri e servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e con l’Università di Ferrara hanno comparato la Distribuzione Diretta con la Distribuzione per Conto rispettivamente in 10 Aziende Sanitarie piemontesi e tra due Aziende Sanitarie di Ferrara con la ASL H di Roma. In entrambi gli studi, sotto il profilo dei costi a carico del SSR (Servizio Sanitario Regionale), risulta più vantaggiosa la Distribuzione Diretta.

La questione dei costi è sicuramente centrale. Sempre il rapporto del Ministero della Salute riporta che nel 2016 in regime di assistenza convenzionata, per la categoria degli antidepressivi la spesa lorda complessiva è di oltre 338 milioni di euro per 34 milioni di confezioni. In distribuzione diretta la spesa lorda per gli antidepressivi è stata pari a 1,5 milioni di euro con un numero di confezioni pari a circa 661 mila.

Per la categoria degli antipsicotici invece la spesa lorda complessiva in regime convenzionato è stata di 68 milioni di euro con un numero di confezioni che ha sfiorato i 5 milioni. In distribuzione diretta si sono spesi invece circa 114 milioni di euro con un numero di confezioni pari a 6,2 milioni.

Gli antipsicotici sono venduti dunque di più tramite distribuzione diretta rispetto agli antidepressivi. In Italia sono trattati con antipsicotici in regime convenzionato 16,1 adulti su 1000, a cui si aggiungono altri 14 su 1000 trattati in distribuzione diretta.

L’aspetto interessante è che le regioni con il più alto consumo di antipsicotici non sono le stesse che consumano molti antidepressivi: la Toscana e la Liguria infatti, prime regioni per consumo di antidepressivi, mostrano un consumo di antipsicotici in linea con la media nazionale. Le regioni che invece fanno uso maggiormente di antipsicotici sono il Piemonte e l’Abruzzo, e in Piemonte quasi la totalità dei trattamenti avviene in distribuzione diretta: ben 48 trattati su 1000.

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