Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Baobab Experience. Negrieri che praticano la tratta.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-11.

2018-09-11__Boabab Experience. Bilancio 2017

Boabab Experience. Bilancio 2017.


La società civile si è espressa alle urne il 4 marzo: i parlamentari eletti hanno legalmente formato il Governo, e tutti i Cittadini sono tenuti a seguirne le direttive. Chi lo ha votato lo farà con piacere, chi non lo ha votato dovrà darsene una ragione e conquistarsi dei deputati e dei senatori alle prossime elezioni. Nel frattempo, obbedisca.

Questo è ciò che sotto ogni luna si intende per democrazia.

Ovviamente, la criminalità organizzata tiene leggi, direttive ed orientamento del Governo in non cale: tutta la criminalità è illegale per sua stessa natura.

Il caso della Boabab Experience è da manuale.

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Chi siamo.

«Nel 2015, dal mese di maggio, noi, un gruppo di volontari, privati cittadini, ci siamo trovati a fronteggiare un’emergenza migratoria gestendo più di 35.000 migranti transitanti, all’interno del centro Baobab di via Cupa a Roma. Dopo il primo sgombero della struttura di via Cupa, avvenuta il 6 dicembre 2015, in assenza di una sede (di cui il Comune aveva promesso di occuparsene), continuiamo a dare una prima accoglienza in strada, supportati da associazioni mediche e legali e dalla rete costituita con attivisti dei diritti umanitari nazionali ed europei. 

All’inizio del 2016, abbiamo deciso di costituirci in associazione, alla quale è stato dato il nome di “BAOBAB EXPERIENCE”.

A oggi, più di 70.000 persone sono passate dai nostri campi, allestiti con mezzi donati dalla cittadinanza, ricevendo cure mediche, cibo, una sistemazione per la notte, assistenza legale. Sono donne, uomini e bambini in transito verso altri paesi europei o richiedenti asilo in Italia, che a Roma, dopo viaggi estenuanti in cui rischiano dalle torture alla morte, sono costretti ad aspettare circa un mese e mezzo in strada prima di poter accedere alle pratiche legali. L’esperienza del Baobab ha dimostrato che a Roma e nei suoi dintorni c’è una società civile cosciente e umana che alla necessità agisce per gli altri lì dove le istituzioni sembrano indifferenti.»

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Supporta con una donazione, tesserandoti, sostenendo le nostre raccolte fondi.

«Noi volontari e attivisti di Baobab Experience accogliamo quotidianamente persone private di tutto. Non solo cibo, un riparo, vestiti e coperte, ma anche l’assistenza medica e legale, le attività ludiche e culturali, i percorsi di denuncia e di lotta per i diritti, possono essere offerti grazie alla partecipazione e alle donazioni dei cittadini e delle associazioni. Ma il nostro impegno non può fermarsi qui: il percorso di integrazione è lungo, minato da luoghi comuni e soluzioni istituzionali inadeguate. Il fine delle nostre attività è di renderlo invece un’opportunità di crescita e di confronto, per chi arriva e per chi accoglie, che si tratti di cittadini italiani, europei o del resto del mondo.

TESSERAMENTO

Con il tesseramento potrai aiutarci a svolgere le attività di prima accoglienza e darci nuova forza per portare avanti questo progetto, farci sentire che non siamo i soli a credere nella prospettiva di una società futura in cui nessun essere umano sia ridotto ai margini a causa di guerre, politiche economiche disumanizzanti e ingiustizia sociale.

Modalità e quote d’iscrizione

– Con una quota di 20,00 euro sarai sostenitore di Baobab Experience,

– Con una quota di 30,00 euro diventi socio e sarai coperto da assicurazione durante le attività al Presidio umanitario di Piazzale Maslax.

Puoi ritirare la tessera personalmente durante gli eventi organizzati al Presidio Maslax o a quelli cui siamo invitati a partecipare…cerca il nostro banchetto!

Puoi fare la tua richiesta di iscrizione anche online inviandoci una mail con i tuoi dati ed effettuando il versamento della quota, causale Tesseramento 2017/2018, con bonifico a: BAOBAB EXPERIENCE – IBAN: IT72Y0359901899050188533521  – BIC/SWIFT: CCRTIT2TXXX

DONAZIONE SPONTANEA

Puoi donare quanto e quando lo desideri. Il ricavato delle donazioni è utilizzato principalmente per l’acquisto di beni per i migranti, per la logistica del presidio e per l’organizzazione di attività legali, formative e ludiche.

Dona con Bonifico a BAOBAB EXPERIENCE – Causale: donazione

IBAN: IT72Y0359901899050188533521  – BIC/SWIFT: CCRTIT2TXXX»

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Boabab Experience. Bilancio 2017.

Nell’anno 2017 la Boabab Experience denuncia entrate per 100,957.23 € ed uscite per 89,548.81 €.

Con questa cifra avrebbe gestito, a dir suo, 35,000 migranti transitanti. Poco più di due euro per persona: cifra che sembrerebbe essere invero molto scarna. In altro punto dicono che avrebbero aiutato 70mila migranti.

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Migranti della Diciotti a Ventimiglia su un bus noleggiato del centro Baobab

Una quarantina di eritrei trovati sul mezzo nel corso di un controllo: volevano raggiungere il campo della Croce Rossa e da lì tentare il passaggio clandestino in Francia. Sul bus anche quattro operatori di Baobab (che conferma la notizia)

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Un gruppo di migranti, compresi alcuni sbarcati dalla nave Diciotti (a cui fu consentito di sbarcare dopo essere state tenta per giorni davanti alle coste siciliane), è stato intercettato dalla polizia nei pressi di Ventimiglia. Gli stranieri – 48 per la precisione, tutti di nazionalità eritrea – viaggiavano su un autobus che era stato noleggiato dal centro «Baobab Experience» di Roma, la struttura alla quale si rivolgono spesso i migranti che sbarcano in Italia. La notizia è stata confermata da esponenti di Boabab: sull’autobus fermato dalla polizia nel corso di un controllo, c’erano anche quattro operatori del centro.

Ventimiglia ancora crocevia di migranti per l’Europa

Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, gli eritrei erano sull’autobus assieme ad altri richiedenti asilo ed erano diretti al campo di accoglienza allestito dalla Croce Rossa nella cittadina ligure al confine con la Francia. L’intenzione di tutti sarebbe stata quella di varcare di nascosto il confine e proseguire il viaggio verso il Nord Europa; è questo infatti ciò che vuol fare la maggior parte di chi sbarca sulle coste italiane. Ventimiglia continua dunque ad essere il crocevia principali degli stranieri che dall’Italia tentano di raggiungere altri paesi europei. La polizia ha identificato tutti i passeggeri del mezzo e starebbe valutando eventuali profili di responsabilità penale.

I francesi mantengono controlli serrati al confine

Già alcuni giorni fa un gruppo di 17 persone sbarcate dalla Diciotti aveva fatto perdere le sue tracce dal centro di Rocca di Papa a cui erano stati inizialmente destinati. La polizia, con un blitz all’esterno della stazione Tiburtina che aveva suscitato polemiche, li aveva poche ore dopo rintracciati (non tutti) proprio al centro Baobab di Roma. Successivamente tutti i migranti, che erano stati portati in Questura, erano stati rilasciati. È stato specificato che erano tutti liberi di muoversi sul territorio italiano e che grazie all’intervento dei mediatori culturali avrebbero tutti presentato richiesta per ottenere asilo politico. Difficilmente, tuttavia, chi di loro tenterà di varcare la frontiera con la Francia riuscirà poi a raggiungere facilmente la destinazione finale. Le autorità transalpine mantengono controlli ferrei al confine con l’Italia e in base agli accordi di Dublino i richiedenti asilo devono rimanere nel paese di primo sbarco finché non viene ultimata la procedura burocratica nei loro confronti.

Costa (Baobab): «Non vogliono rimanere in Italia»

«Tengo a sottolineare che non siamo stati intercettati dalla polizia – replica Andrea Costa, responsabile coordinatore di Baobab Experience e uno degli accompagnatori del gruppo – ma più semplicemente noi ci siamo fermati perché eravamo arrivati al presidio della Croce Rossa a Ventimiglia che ha un blocco della polizia all’ingresso. Perché li abbiamo portati fin qui? Prima di tutto – prosegue Costa – per sottrarli al clima di xenofobia che si respira nella Capitale, poi proprio per evitare che i migranti vengano continuamente sottoposti a procedure di identificazione, peraltro ingiustificate anche secondo alcuni sindacati di polizia. Infine perché come spesso capita ce l’hanno chiesto loro». «Sono transitanti, dalla primavera 2015, da quando sono cominciati gli sbarchi – rivela Costa – ne abbiamo assistiti circa 70 mila, perché nella stragrande maggioranza dei casi, almeno nell’80%, queste persone non vogliono restare in Italia, perché la diaspora eritrea riguarda soprattutto Germania, Francia, Belgio e Svezia. Ci troviamo davanti un paradosso: un ministro dell’Interno che non vuole i migranti che li tiene in Italia, e noi che siamo per l’accoglienza che invece li portiamo il più possibile vicini al confine affinché proseguano il loro viaggio».

«Sul pullman persone ferite nelle carceri in Libia»

Sul pullman noleggiato da Baobab, continua Costa, «c’erano uomini, donne e bambini, tutti con fragilità. Ci siamo fermati due volte in autogrill. Alcuni hanno ancora i segni delle ferite durante la detenzione in Libia. Sanno che non potranno andare in Francia perché in questo momento è ingiustamente illegale. Ci proveranno lo stesso. Ma questa vicenda ci insegna due cose, anzi tre: che nessuno si occupa dei migranti, che bisogna cambiare il Regolamento di Dublino che prevede che queste persone chiedano l’asilo politico solo in Italia o in Grecia, come paesi di sbarco, invece che in tutta Europa e che se chiedono di andare via dall’Italia il motivo è anche quello individuato adesso dall’Onu, che vuole inviare i suoi ispettori in quanto nazione dove sono in aumento razzismo e violenza nei confronti degli immigrati».

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«Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, gli eritrei erano sull’autobus assieme ad altri richiedenti asilo ed erano diretti al campo di accoglienza allestito dalla Croce Rossa nella cittadina ligure al confine con la Francia. L’intenzione di tutti sarebbe stata quella di varcare di nascosto il confine e proseguire il viaggio verso il Nord Europa; è questo infatti ciò che vuol fare la maggior parte di chi sbarca sulle coste italiane»

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Che dire?

I sodali della Baobab Experience praticano la tratta dei negri che aiutano fattivamente a passare illegalmente in territorio francese.

«Sanno che non potranno andare in Francia perché in questo momento è ingiustamente illegale»

Così la Boabab si arrogerebbe il diritto di sindacare cosa sia o non sia legale? Ma chi caspita si crederebbro di essere? Ancora più autorevoli del parlamento francese? Ma che si tolgano lo scolapasta dalla testa!

Nulla in questa organizzazione malavitosa è legale.

Ed per fare buon peso, mentono come Giuda Iscariota.

«Nel 2015, dal mese di maggio, noi, un gruppo di volontari, privati cittadini, ci siamo trovati a fronteggiare un’emergenza migratoria gestendo più di 35.000 migranti transitanti, all’interno del centro Baobab di via Cupa a Roma.»

Poi, a seguito:

«Sono transitanti, dalla primavera 2015, da quando sono cominciati gli sbarchi – rivela Costa – ne abbiamo assistiti circa 70 mila, perché nella stragrande maggioranza dei casi, almeno nell’80%, queste persone non vogliono restare in Italia»

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Una volta i migranti trattati sono 35,000 ed un’altra sono 70,000.

E poi, nell’anno 2017 la Boabab Experience denuncia entrate per 100,957.23 € ed uscite per 89,548.81 €, e ci vorrebbe far credere che con 89mila euro abbia assistito 70,000 migranti.

Ci hanno presi per scemi.

Sono una semplice organizzazione criminale: nulla di più e nulla di meno.

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