Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Svezia. Due lezioni che resteranno inascoltate.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-10.

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Le elezioni svedesi hanno impartito due severe lezioni, due warning di particolare importanza, che svedesi ed europei proseguiranno ad ignorare, a costo di portare tutto il sistema alla implosione.

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Sweden Headed for Political Gridlock After Inconclusive Election – Bloomberg

«A near complete preliminary count of electoral districts gave Lofven’s parties 144 seats in the 349-member parliament, and the Alliance 143 seats. The anti-immigration Sweden Democrats, which aren’t part of either bloc, were poised to get about 62 seats, not quite as many as some pre-election polls indicated but significantly better than in 2014»

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«Sweden may face weeks or even months of political gridlock after an inconclusive election result left the biggest Scandinavian economy without a clear candidate to form a government»

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«Neither the Social Democrat-led coalition of Prime Minister Stefan Lofven nor the opposition Alliance bloc won enough votes to form majority governments, as a nationalist group that has talked of dragging Sweden out of the European Union drew in almost a fifth of the electorate»

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«Sunday’s vote shows many Swedes were more concerned about tackling a record influx of foreigners after about 600,000 immigrants entered the country of 10 million over the past five years.»

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«We’re not going to negotiate a government and not going to rule together with the Sweden Democrats»

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The Campaign Against Europe Just Got a Boost From Swedish Voters – Bloomberg

«Europe’s political outsiders chalked up another milestone in the Swedish election as a rise in support for nationalists showed the battle lines being drawn right across the continent»

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«While the anti-immigration Sweden Democrats fell short of some pollsters’ projection, they still posted the biggest gains in Sunday’s vote — in a country once seen as a bastion of liberalism. The uprising sweeping through Europe leaves the establishment in Stockholm hamstrung, just as it has done in Italy, the U.K., Poland and elsewhere. It shows little sign of abating»

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«It’s populist, it’s insurgent, it’s a challenge to the status quo …. It will remain a significant political force»

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«The next upheaval could come in May, when the European Union holds elections to its parliament in all member states. With the balance of power in the bloc at stake, that vote could change the political landscape more dramatically than any since the Cold War»

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«The party’s [SD] message is similar to the anti-establishment forces elsewhere, with a heady mixture of anti-immigration rhetoric, tirades against the elite and an evocation of better times past. Some flirt with Russia. Many ape Donald Trump»

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«Salvini has forged the beginnings of an alliance with Hungarian Prime Minister Viktor Orban, another leader who has long defied Europe’s democratic norms. They are positioning themselves as leaders of a broad “illiberal’’ front, lined up against the EU elite»

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«They have allies in the Polish government as well as rising opposition groups like the National Front in France and Alternative for Germany, and in the Netherlands, Denmark and Finland. Few European countries are untouched.»

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Cerchiamo di riassumere e sintetizzare.

– Le elezioni svedesi sono state inconcludenti per quanto riguarda un chiaro segnale elettorale sulla forma di governo che dovrebbe gestire la nazione.

– Se è vero che il blocco di centrosinistra equivale a quello di centrodestra, sarebbe altrettanto vero ammettere come il primo sia improntato alla ideologia socialista ed il secondo a quella liberal.  Il termine “centrodestra” è fortemente inappropriato.

– Svezia Democratica ha ottenuto 62 seggi in parlamento. Se sicuramente non può ambire al governo, altrettanto sicuramente la sua stessa presenza ha alterato in modo netto gli attuali equilibri.

– Le elezioni svedesi ricalcano quelle di quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. I partiti tradizionali stanno velocemente perdendo terreno mentre le forze innovative crescono altrettanto velocemente: nel prossimo parlamento europeo potrebbero raggiungere e superare il trenta per cento degli eurodeputati. I paesi europei stanno diventando ingovernabili, e l’intero sistema politico tende quindi ad implodere.

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Due conclusioni balzano agli occhi.

La prima conclusione inerisce la preclusione mentale dei partiti ad ideologia liberal e socialista a cercare di comprendere le motivazioni che hanno portato alla genesi e sviluppo dei così detti ‘populisti’. Ma la politica dovrebbe essere l’arte del dialogo, e la prima regola del dialogo consiste nel saper stare ad ascoltare ciò che dice la controparte. Sicuramente i liberal socialisti potranno tentare di dare ostracismo ai populisti, ma così facendo perpetueranno ed accentueranno i motivi che li fanno crescere elettoralmente, per finire poi in situazioni simili a quella italiana.

La seconda conclusione è di ben più vasta portata. Il sistema elettorale proporzionale sta evidenziando tutti i suoi limiti, così come il sistema parlamentare. In situazioni di parcellizzazione politica diventa quasi impossibile formare governi efficienti. Qui non si fa questione di destra o di sinistra, ma solo ed esclusivamente di poter avere una legge elettorale che consenta la formazione di un governo su chiare indicazioni popolari. Per esempio, il sistema presidenziale francese e le elezioni a doppio turno godono della caratteristica di rendere sempre legalmente governabile la Francia. L’ingovernabilità ed il chaos politico sono l’ultima cosa di cui avrebbe bisogno questa Europa: gli ‘altri’ esistono, e sono anche molto operosi.

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