Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Ponte Benetton. Non potevano non sapere. Cognomi e nomi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-09-04.

2018-09-04__Benetton_001

Fotocopia dal libro: Di Giovanni Favero. Benetton. Una storia a colori. pag. 90.

Il seguito è godurioso, e serve per comprendere. Leggetevelo!


«Tra i nomi contenuti nella lista depositata dal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivano Bixio, ci sono Vincenzo Cinelli, direttore generale della vigilanza del ministero delle Infrastrutture, il suo predecessore Mauro Coletta, i responsabili di divisione Bruno Santoro e Giovanni Proietti. Seguono i vertici di Autostrade: il presidente del Cda Fabio Cerchiai, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale operation Paolo Berti, il direttore del primo tronco di Genova Stefano Merigliani e il direttore di manutenzione degli interventi Michele Donferri. Nel mirino anche Spea che si è occupata delle verifiche sul ponte: l’ad Antonio Galatà, Massimo Giacobbi, responsabile del progetto di retrofitting (restauro della struttura) e Massimo Bazzanelli, a capo della sicurezza. Infine ci sono Roberto Ferrazza, Provveditore alle opere pubbliche e Carmine Testa, a capo dell’ufficio ispettivo territoriale delle Infrastrutture»

* * * * * * *

Venticinque anni or sono la Magistratura coniò una frase sulla cui base molte persone furono condannate:

«Non potevano non sapere»

E vogliamo raccontarci che la proprietà, cioè la Famiglia Benetton, fosse all’oscuro di tutto?

«Non potevano non sapere»


Sole 24 Ore. 2018-09-04. Ponte di Genova, ecco i nomi di chi sapeva delle criticità

enova. Una lista con una trentina di nomi finisce sulla scrivania del procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. Sono alti dirigenti del ministero delle Infrastrutture e responsabili locali, assieme agli amministratori di Autostrade spa, che avrebbero avuto «cognizione» dello stato in cui si trovava il ponte Morandi, crollato rovinosamente il 14 agosto scorso, provocando 43 vittime.

Si valutano le responsabilità

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio e dai sostituti Walter Cotugno e Massimo Terrile potrebbe essere a un punto di svolta. Perché in settimana potrebbero giungere già le prime iscrizioni al registro degli indagati con ipotesi di reato che vanno dall’omicidio plurimo colposo al disastro colposo fino all’attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Si tratta, appunto, di ipotesi che dovranno essere attentamente valutate dai magistrati, che stanno cercando di districare la matassa della macchina burocratica che contraddistingue la gestione autostradale italiana. Perché un dato sembrerebbe certo: non ci sarebbe una prova certa che i vari soggetti coinvolti fossero a conoscenza dell’imminente rischio di crollo del ponte Morandi. Ciò che era certo, come dimostrato da diverse relazioni, riguardava la necessità di svolgere delle manutenzioni. Per i pm, dunque, l’udienza di incidente probatorio rappresenta un nodo cruciale, al fine di “cristallizzare” gli eventuali reati e le singole responsabilità dei vari personaggi finiti nella lista della Guardia di finanza.

La lista della Guardia di finanza

Tra i nomi contenuti nella lista depositata dal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivano Bixio, ci sono Vincenzo Cinelli, direttore generale della vigilanza del ministero delle Infrastrutture, il suo predecessore Mauro Coletta, i responsabili di divisione Bruno Santoro e Giovanni Proietti. Seguono i vertici di Autostrade: il presidente del Cda Fabio Cerchiai, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale operation Paolo Berti, il direttore del primo tronco di Genova Stefano Merigliani e il direttore di manutenzione degli interventi Michele Donferri. Nel mirino anche Spea che si è occupata delle verifiche sul ponte: l’ad Antonio Galatà, Massimo Giacobbi, responsabile del progetto di retrofitting (restauro della struttura) e Massimo Bazzanelli, a capo della sicurezza. Infine ci sono Roberto Ferrazza, Provveditore alle opere pubbliche e Carmine Testa, a capo dell’ufficio ispettivo territoriale delle Infrastrutture.

145 parti lese

Intanto gli investigatori della squadra mobile hanno depositato ai magistrati una lunga lista di soggetti ritenuti parti offese. Si tratta di 145 persone, tra familiari delle vittime e feriti, che potranno costituirsi parte civile al processo che potrebbe partire già in autunno.

Annunci

Un pensiero riguardo “Ponte Benetton. Non potevano non sapere. Cognomi e nomi.

I commenti sono chiusi.