Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Genova. Ponte Benetton. Procura afferma che è tutto in ‘uno stato severo di degrado’.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-23.

Caravaggio. Giuditta ed Oloferne. 001

La Famiglia Benetton non poteva non sapere.

Adesso la parola è al Procuratore Capo di Genova, dr. Francesco Cozzi.

«I periti incaricati dai pm hanno accertato che lo stato di gravità del moncone del viadotto rimasto in piedi è antecedente al disastro del 14 agosto»

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«Lo stato di gravità della parte ovest di ponte Morandi è compatibile con quello della parte est, ed «è precedente al crollo del viadotto Morandi».»

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«Nella parte est, la pila n.10 sopravvissuta al crollo mostra un degrado dei materiali di grado 4 su una scala 5, superiore a quello del pilone crollato: un grado risultato da una misurazione fatta dagli organi tecnici»

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«i consulenti incaricati dalla Procura hanno «accertato uno stato severo di degrado anche del moncone del lato ovest» del viadotto»

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««Un elemento importante» riferisce il magistrato, che sta «cercando di verificare se sia stato sottovalutato».»

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«la parte non strallata del ponte, compresa quella di Ponente (il troncone ovest ancora in piedi) sarebbe persino più corrosa di quella crollata»

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«quasi tutto il ponte era in condizioni pericolose e che il cedimento avrebbe potuto essere ancor più grave»

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«C’è una constatazione della struttura che risulta in condizioni di manutenzione negative, in grave stato»

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Siamo perfettamente consci della complessità del problema cui la Magistratura deve dare una risposta.

Sicuramente serviranno tempi lunghi e numerose perizie. Sarà faccenda di anni.

Se però avessimo capito bene, l’idea di ricostruire la campata crollata sarebbe irrealizzabile, essendo pericolante tutto il ponte, anche le parti non ancora crollate.

«condizioni di manutenzione negative, in grave stato»

Sono parole pesanti come macigni.


Corriere. 2018-08-23. Ponte Morandi, la Procura: «Il degrado della parte ovest è precedente al crollo»

I periti incaricati dai pm hanno accertato che lo stato di gravità del moncone del viadotto rimasto in piedi è antecedente al disastro del 14 agosto

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Lo stato di gravità della parte ovest di ponte Morandi è compatibile con quello della parte est, ed «è precedente al crollo del viadotto Morandi». Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, che coordina le indagini sul pilone numero 9 (quello crollato) che avrebbe provocato la caduta del piano stradale e il successivo disastro del 14 agosto. Nella parte est, la pila n.10 sopravvissuta al crollo mostra un degrado dei materiali di grado 4 su una scala 5, superiore a quello del pilone crollato: un grado risultato da una misurazione fatta dagli organi tecnici. Ma giovedì i consulenti incaricati dalla Procura hanno «accertato uno stato severo di degrado anche del moncone del lato ovest» del viadotto. «Un elemento importante» riferisce il magistrato, che sta «cercando di verificare se sia stato sottovalutato». I pm avviseranno ora della rilevazione gli organi competenti, per la messa in sicurezza o l’abbattimento di ciò che resta del ponte.

Tra le carte sequestrate alla società Autostrade per l’Italia, «ce ne sono alcune molto rilevanti» e la parte non strallata del ponte, compresa quella di Ponente (il troncone ovest ancora in piedi) sarebbe persino più corrosa di quella crollata. Dalla documentazione, in sostanza, emergerebbe che quasi tutto il ponte era in condizioni pericolose e che il cedimento avrebbe potuto essere ancor più grave. Il problema, ha spiegato Cozzi, è «capire se il degrado era stato correttamente constatato prima del crollo» e se erano state informate le persone che dovevano intervenire. I problemi strutturali, insomma, erano stati evidenziato e ora bisogna capire se chi doveva intervenire lo sapeva e se si è fatto qualcosa. «Se dovranno procedere con l’abbattimento – ha aggiunto il procuratore – chiederemo che venga fatto con modalità tali da salvaguardare materiale utile sul piano investigativo», ovvero uno smontaggio delle varie parti anziché una demolizione tramite cariche esplosive. Nell’inchiesta, allo stato, «non ci sono indagati, né richieste di incidente probatorio – spiega Cozzi -. C’è una constatazione della struttura che risulta in condizioni di manutenzione negative, in grave stato».

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