Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Elezioni Regionali. Abruzzo. Lega al 30% corre sola.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-17.

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Le ultime elezioni regionali in Abruzzo si sono tenute il 25 maggio 2014. Il centrosinistra ne era uscito egemone con il 46.35% dei voti e 18 seggi.

Alle elezioni politiche del 4 marzo c.a. il centrodestra ha conseguito alla camera il 37%, M5S il 32.68% ed il centrosinistra il 22.85%. In pochi anni la situazione si è ribaltata.

Forza Italia aveva il 14.44%, Lega il 13.8%. Il partito democratico conquistava il 13.82% dei voti validi.

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Le ultime proiezioni elettorali darebbero la Lega al 30.3%, M5S al 29.7% ed il partito democratico al 17.4%.

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Si aprono molti possibili scenari numericamente possibili, anche se alla fine sarà la volontà politica a determinare gli schieramenti. Forse, i principali potrebbero essere questi.

– Lega potrebbe correre da sola, come peraltro indicherebbero molte dichiarazioni;

– Una coalizione giallo-verde, che conseguirebbe circa il 60% dei voti: possibile, ma al momento improbabile.


Today. 2018-08-10. Lega, prove di maggioritario: rompe col centrodestra, soli alle elezioni in Abruzzo

„Alle prossime elezioni regionali in Abruzzo la Lega correrà da sola. “Chi ci ama ci segua” ha scritto su Facebook Giuseppe Bellachioma, segretario regionale del partito di Salvini. La data del voto non è ancora stata stabilita.“

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Uno strappo annunciato che fa dell’Abruzzo il primo laboratorio per una Lega davvero maggioritaria: il coordinatore regionale e deputato del Carroccio Giuseppe Bellachioma rompe l’alleanza del centrodestra, e con un post su Facebook annuncia: “La decisione è presa! In Abruzzo la Lega correrà da sola. Chi ci ama ci segua”.

Bellachioma aveva anche caldeggiato l’ipotesi di un’alleanza con il Movimento 5 stelle, per riprodurre in chiave regionale il modello di governo gialloverde (o gialloblu, per dirla con il nuovo mood non più nordista del Carroccio). Solo poche ore fa il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri auspicava ancora un accordo di centrodestra tra Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e movimenti civici.

Dopo gli ultimi successi alle elezioni regionali in Valle d’Aosta e Friuli, per il partito del vicepremier Matteo Salvini sarà la prima occasione per testare sul campo l’appeal della sua Lega senza l’appoggio degli (ex) alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Gli ultimi sondaggi realizzati il 30 luglio scorso dall’istituto demoscopico Swg per La7 vedono la conferma della spinta “di governo” sul Carroccio. La Lega infatti sfonda quota 30% diventando primo partito a scapito del Movimento 5 stelle. Sotto il 20% il Partito Democratico, mentre Forza Italia non arriva neppure alla doppia cifra. 

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LEGA 30,3
MOVIMENTO 5 STELLE 29,7
PARTITO DEMOCRATICO 17,4
FORZA ITALIA 8,6
FRATELLI D’ITALIA 3,7
LIBERI E UGUALI 2,4
POTERE AL POPOLO 2,5
+EUROPA DI E. BONINO 2,1
ALTRO PARTITO 3,3
NON SI ESPRIME 32,3

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Berlusconi: “Auspico termini anomalia Lega-M5s

“Il nostro orizzonte politico è e rimane quello del centrodestra. Ogni altra prospettiva, e in particolare gli accordi con il Pd, sono ovviamente esclusi, perché contraddirebbero la nostra storia e i nostri valori”. Lo scrive in una nota il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

“Il nostro auspicio è che si esaurisca in fretta l’anomalia del governo giallo-verde, alla quale ci opponiamo con fermezza, perché danneggia soprattutto i ceti produttivi, chi lavora e chi cerca lavoro, mentre ci auguriamo che la Lega torni ad essere protagonista con noi di un centro-destra organico a livello nazionale e locale”.

Forza Italia secondo Berlusconi gode ottima salute: “Nessun abbandono significativo è in atto ed anzi si registrano nuovi ingressi di amministratori locali provenienti dalle esperienze civiche in tante realtà italiane”. La nota arriva dopo le speculazioni su un nuovo movimento che potrebbe nascere per sostituire Forza Italia sotto la guida del vicepresidente del partito, Antonio Tajani. 

L’altra Italia non è il nome di un progetto politico né tantomeno di un nuovo partito” spiega Berlusconi descrivendo “la vasta area sociale e culturale” che secondo il leader di Forza Italia “spesso non vota o disperde il suo voto”.

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