Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo

Argentina. Tassi alzati al 45%. Peso -30%.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-14.

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Il 30 aprile il rapporto Usdars valeva 20.54 ed oggi vale invece 29.91.

Argentina Boosts World’s Highest Rates Amid Turkey Contagion – Bloomberg

«- Pledges to hold them at that level until at least October

– Central bank offers $500 million in extraordinary auction

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Argentina took emergency steps to stabilize its currency in the wake of an emerging-market rout caused by Turkey’s crisis, jacking up its already highest-in-the-world interest rate by 5 percentage points and announcing it will sell $500 million to support the peso.

Policy makers set the rate for seven-day notes at a record 45 percent and pledged to keep it at that level at least until October. The central bank also said it plans to phase out 1 trillion pesos ($33.2 billion) of short-term notes by December in an effort to limit the currency volatility that often popped up when the securities were rolled over. And the bank also changed a system for dollar auctions to make them harder for traders to anticipate.

Argentina’s dramatic moves are in contrast to what’s happening in Turkey, where President Recep Tayyip Erdogan’s government has lost the confidence of investors by refusing to raise interest rates in the wake of the crisis.

While Argentina suffers from some of the same economic problems — fast inflation and sizable current-account and budget deficits — the Latin American country is reacting with orthodox policies blessed by advisers from the International Monetary Fund. Government officials Monday cut their 2018 economic growth forecast to zero, citing the turmoil sparked by Turkey. Most economists anticipate a recession this year, a central bank survey shows.»

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«Già alle prese con un peso in difficoltà, uno status reso peggiore dalla crisi valutaria turca, la banca centrale argentina ha sorpreso per la quarta volta nel 2018 alzando i tassi di ben 500 punti base al 45%.»

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«Oggi l’istituto si è impegnato a tenere i tassi all’attuale livello fino almeno ad ottobre ma nulla è certo»

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«Lo scorso 7 giugno fu annunciato un accordo in base al quale il Fondo monetario internazionale avrebbe concesso all’Argentina fino a 50 miliardi di dollari di aiuti in tre anni.»

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«Il peso ha pagato anche il nuovo scandalo emerso negli ultimi giorni: un autista del precedente governo ha conservato le prove delle consegne di tangenti da parte di imprese di costruzioni a esponenti del governo nel periodo dal 2005 al 2015. Tangenti incassate in cambio di contratti»

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L’Argentina da decenni elegge una classe politica governativa di rara corruzione.

Argentina e Turchia sono accomunate da squilibri macroeconomici come deficit nella bilancia delle partite correnti ed elevata inflazione: due piaghe per la popolazione.

Sole 24 Ore. 2018-08-14. L’Argentina risponde al contagio turco: rialzo shock dei tassi al 45%

Già alle prese con un peso in difficoltà, uno status reso peggiore dalla crisi valutaria turca, la banca centrale argentina ha sorpreso per la quarta volta nel 2018 alzando i tassi di ben 500 punti base al 45%. Soltanto il 7 agosto scorso la banca centrale argentina aveva lasciato il costo del denaro al 40%, livello a cui fu portato lo scorso 4 maggio (quello fu il secondo giorno di fila di strette monetarie, il terzo in una settimana).

Oggi l’istituto si è impegnato a tenere i tassi all’attuale livello fino almeno ad ottobre ma nulla è certo. Lo scorso 7 giugno fu annunciato un accordo in base al quale il Fondo monetario internazionale avrebbe concesso all’Argentina fino a 50 miliardi di dollari di aiuti in tre anni. Da inizio anno, il peso argentino è la seconda peggiore valuta di una nazione emergente dopo la lira turca, avendo perso oltre il 35 per cento. Il peso perde il 3% circa contro il dollaro, che ne acquista 30,27 unità.

Il peso ha pagato anche il nuovo scandalo emerso negli ultimi giorni: un autista del precedente governo ha conservato le prove delle consegne di tangenti da parte di imprese di costruzioni a esponenti del governo nel periodo dal 2005 al 2015. Tangenti incassate in cambio di contratti.

La reazione dell’Argentina all’ondata di vendite che sta prendendo di mira i mercati emergenti è ben diversa da quella della Turchia, dove il tasso di riferimento è fermo al 17,75% dal 7 giugno scorso. In seguito la Banca centrale turca – messa sotto pressione del presidente Erdogan, contrario a rialzi dei tassi – non ha più agito sul costo del denaro nonostante il crollo della lira. «La banca centrale argentina – osserva Alberto Ramos, capo della ricerca sull’America latina di Goldman Sachs – sta mostrando determinazione nel prevenire un peggioramento della svalutazione e dell’inflazione».

Argentina e Turchia sono accomunate da squilibri macroeconomici come deficit nella bilancia delle partite correnti ed elevata inflazione. La risposta delle autorità è però stata molto diversa.

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