Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Senza categoria

Articolo degno della Pravda di Lenin su come vivere di soldi pubblici. – Sole 24 Ore.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-08-08.

Riace 011

Riace è un comune italiano di 2.343 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria.

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Diamo atto alla dr.ssa Donata Marrazzo di aver scritto per il Sole 24 Ore un pezzo replicando alla perfezione, nello spirito e nella lettera, gli articoli che comparivano sulla Pravda dei tempi di Lenin.

Per i più giovani ricordiamo come la Pravda (Правда, in italiano Verità) sia stato l’organo ufficiale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

Ricordo gli anni della giovinezza passati alla Biblioteca di stato russa, la российская государственная библиотека, in precedenza Biblioteca Lenin: soprannominata Ле́нинка, Leninka. Quarantacinque milioni di volumi. I bibliotecari erano tutti di istruzione superiore, sapevano dare ottimi consigli e, con grande cortesia, mi aiutavano a tradurre il russo colto e ricercato della Pravda, spiegandomi il contesto in cui inserire gli articoli. Come risultato conosco termini russi specialistici e non saprei come intendermi con un idraulico venuto a stagnare un rubinetto. Ma la posta valeva la candela.

All’epoca tutti si dichiaravano comunisti leninisti. Poi, nella solitudine di una panchetta nei giardini, vuotavano il sacco, felici di una biro che scrivesse per davvero.

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La dr.ssa Donata Marrazzo è invece comunista fino nelle cellule staminali del midollo. I suoi cromosomi sono conformati a falce e martello. Per Lei lo stato dovrebbe possedere tutto, gestire tutto, ma specialmente, erogare fondi da spendere secondo convenienza.I fondi elargiti dallo stato non saranno mai sufficientemente esaltati. Ovviamente, se finiscono nelle tasche dei comunisti, liberal e socialisti vari.

I Fatti.

«Il Comune di Riace in liquidazione: rischia di saltare un esempio virtuoso di integrazione. Crediti per 2 milioni»

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«Riace in liquidazione. Rischia di saltare il più virtuoso ed efficace modello di integrazione che ha rigenerato il tessuto sociale in un’area interna della Calabria ravvivando l’economia»

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«Restano i crediti che il Comune avanza dallo Stato: quasi 2 milioni di euro»

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«Riace è stata esclusa dal saldo luglio-dicembre 2017 di circa 650.000 euro e per il 2018 non è compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre»

Riassumendo.

Riace ha aperto le porte ai migranti, e con il passato governo godeva di fondi in abbondanza. Poi, portandosi avanti con il lavoro, spendeva anche quello che non aveva.

Con tutti quei milioni di euro ha persino comprato due piscinette gonfiabili del valore di circa cento euro.

Ed il resto?

Ma sciocchini!! Stipendi ed emolumenti per il personale. Due milioni di euro di denaro del Contribuente sono il minimo per gonfiare le piscinette.

Adesso però quel mai sufficientemente esecrato Mr Matteo Salvini ha chiuso i rubinetti: basta finanziamenti per sì nobile impresa. Ma allora, che ci stanno a fare i Contribuenti se non per mantenere le ‘opere benefiche‘ del Comune di Riace?

Le conseguenze.

Sono immediatamente scesi in campo personaggi di rilievo mondiale.

L’immarcescibile padre Alex Zanotelli, già: proprio quello che ha dovuto lasciare a gambe levate il posto dove faceva il ‘missionario‘. Poi Mimì u Curdo, un fior di galantuomo di cui parlano male solo i maledicenti, Michele Uselli, consigliere della Regione Lombardia che è stato medico per Emergency, Riccardo Gatti di Open Arms ed alcuni altri. Insomma: mica che sia intervenuto Mr Trump oppure Mr Putin.

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«Riace senza più soldi tracolla»

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«La farmacia, il supermercato e gli altri fornitori che hanno accettato i bonus in attesa dei contributi pubblici non vedranno un euro.»

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«L’Enel staccherà la luce nelle case.»

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«E i rifugiati finiranno per strada. Con loro 80 operatori e 50 bambini»

Avete letto più che bene: ottanta operatori per cinquanta bambini: un forestale ogni albero, diceva Cetto La Qualunque.

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«L’ultima ispezione, eseguita nel mese di maggio, denuncia condizioni di degrado»

Ma quale degrado!!! Subito intervenuta, Magistratura Democratica descrive un paradiso sulla terra.

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Ma ogni buon comunista mente, e mente contro ogni evidenza.

Mente perfettamente conscio di mentire.

Non si è certi nemmeno del nome e cognome.

Questo articolo del Sole 24 Ore non fa eccezione.

La realtà è totalmente differente.

Riace, il comune ripopolato coi profughi va in default

«I migranti sono talmente una risorsa, che la cittadina che ha fatto del ripopolamento con gli immigrati un modus vivendi sta andando in default: fallendo per debiti. Che, ovviamente, dovranno ripianare i contribuenti italiani.

La cittadina si chiama Riace, il suo sindaco è ovviamente del PD ed è conosciuto come ‘il mago di Riace’, perché avrebbe fatto sparire un milione di euro.

Chiuso per default. È questo il rischio che sta correndo Riace, il paesino ripopolato grazie al business dell’accoglienza dei sedicenti profughi e per questo divenuto un modello per i media di distrazione di massa. Un modello che andava avanti solo con i soldi dei contribuenti, ovviamente.

Il suo storico sindaco, Mimmo Lucano – inserito da Fortune fra i 50 uomini più influenti al mondo e dai magistrati nel registro degli indagati – non sa più dove trovare i soldi. Da tempo, la prefettura ha sospeso i trasferimenti dei fondi destinati ai progetti di accoglienza e l’intero paese, una sorta di monocoltura dell’immigrazione che basava tutta la propria economia sul parassitismo dell’accoglienza, rischia di essere obbligato a gettare la spugna. ….»

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Quanto sia il buco reale nessuno lo sa: forse la Magistratura potrà appurare il valore reale,

Ma corrono voci di cinquanta milioni di euro del Contribuente, ossia soldi nostri.


Sole 24 Ore. 2018-08-06. Il Comune di Riace in liquidazione: rischia di saltare un esempio virtuoso di integrazione. Crediti per 2 milioni

Riace in liquidazione. Rischia di saltare il più virtuoso ed efficace modello di integrazione che ha rigenerato il tessuto sociale in un’area interna della Calabria ravvivando l’economia. Restano i crediti che il Comune avanza dallo Stato: quasi 2 milioni di euro. «Riace è stata esclusa dal saldo luglio-dicembre 2017 di circa 650.000 euro e per il 2018 non è compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre, nonostante tutte le attività siano state svolte e nessuna comunicazione di chiusura del progetto mi sia mai stata recapitata», dichiara il sindaco di Riace Mimmo Lucano.

Il digiuno di giustizia di Mimì u curdu

In un’altra vita era maestro di scuola Lucano. In paese lo chiamano Mimì u curdu, come i primi profughi sbarcati sulla spiaggia di Riace 20 anni fa: li ha soccorsi, accolti e integrati nella sua comunità. È il sindaco dell’accoglienza, che ha tenuto conferenze a Bruxelles e Cambridge, il visionario al quale Papa Francesco ha rivolto parole di ammirazione e gratitudine. Nel 2016 è uno dei 50 uomini più influenti del pianeta, secondo Fortune. Due anni dopo lo “zero” del ministro Matteo Salvini.

Padre Alex Zanotelli appende manifesti

Da tre giorni fa lo sciopero della fame: «un digiuno di giustizia», com’è scritto su uno striscione issato sul muro del Villaggio globale, una piazzetta multietnica nel centro storico. È padre Alex Zanotelli che appende i manifesti. «Perché la chiesa in Calabria non entra in questa problematica? Perché non interviene la conferenza episcopale per mobilitare le parrocchie?», si interroga il missionario comboniano.

Avvocati, giudici, politici e intellettuali per sostenere Lucano

Sono accorsi in tanti per sostenere Lucano in questa protesta: c’è Magistratura democratica, gli attivisti dell’associazione Studi giuridici sull’immigrazione. La sindaca di Barcellona Ada Colau. Michele Uselli, consigliere della Regione Lombardia che è stato medico per Emergency. L’attore Peppino Mazzotta che quest’anno cura la ricca edizione di Riace in festival. C’è il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, sempre accanto a Lucano, la Rete dei comuni solidali. Riccardo Gatti di Open Arms, assente per una nuova missione, manda il suo sostegno dal mar Mediterraneo.

Due piscine di plastica per i più piccoli

Riace senza più soldi tracolla. La farmacia, il supermercato e gli altri fornitori che hanno accettato i bonus in attesa dei contributi pubblici non vedranno un euro. L’Enel staccherà la luce nelle case. E i rifugiati finiranno per strada. Con loro 80 operatori e 50 bambini. Ne sono nati 10 negli ultimi sei mesi. I più grandi giocano in piazza facendo il bagno in due piscine di plastica. Parlano un mix di inglese e italiano con accento calabrese. Le botteghe del legno, della ceramica, del vetro, del ricamo, del cioccolato sono aperte: dentro lavorano insieme rifugiate e riacesi.

Il prezzo dell’innovazione sociale

Un progetto di innovazione sociale che è costato a Lucano un’indagine della magistratura, partita in seguito a un’ispezione della Prefettura di Reggio Calabria che riscontrava «anomalie nel funzionamento del sistema». I verbali delle ispezioni successive dipingevano invece «un microcosmo strano e composito che ha inventato un modo per accogliere e investire sul futuro», come riporta l’appassionata relazione di 4 ispettori, diffusa dopo un anno a seguito di una richiesta del sindaco alla procura di Reggio Calabria. L’ultima ispezione, eseguita nel mese di maggio, denuncia condizioni di degrado. Che non coincidono però con il video girato una settimana dopo da un gruppo di lavoro di 30 persone coordinato dal magistrato Emilio Sirianni, responsabile della sezione di Catanzaro di Magistratura democratica.

Il video di Magistratura democratica

Sono andati nelle case, nei vicoli, hanno parlato con la gente. «Le immagini saranno presto online e, come sarà possibile constatare, raccontano un’altra storia. Non si può ignorare il valore costituzionale della solidarietà – sottolinea Sirianni – su certi rilievi della prefettura ci sono aloni di opacità. I bonus, per esempio, non sono affatto illegali e anzi sono uno strumento di dignità e di trasparenza che bisognerebbe studiare e incentivare».

Barcellona e Napoli con Riace

Sul web sono state raccolte 10mila firme e più per chiedere l’iscrizione di Riace nella lista dell’Unesco. Ma il borgo è già di fatto un patrimonio dell’umanità. «La Spagna guarda con speranza all’esperienza di Mimmo Lucano. Una persona straordinaria è quella che agisce come dovremmo agire tutti in quello stesso momento», dichiara la sindaca di Barcellona Colau citando la filosofa Hannah Arendt. E continua: «Per questo sono a Riace, perché sono convinta che il suo sindaco e tutta la popolazione agiscano come dovrebbe agire l’Europa in un momento di crisi, di difficoltà». C’era anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris: ha detto che «bisogna praticare l’accoglienza, Riace non è sola, ripartirà senza più subire».

Le valutazioni dei giuristi esperti di immigrazione

«Nella gestione di Lucano sono state riscontrate delle carenze ma non hanno a che fare con la qualità del progetto», dicono l’avvocato torinese Lorenzo Trucco, presidente dell’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e il vice Gianfranco Schiavone. «Semmai sono la conseguenza della mancata erogazione dei fondi che quella qualità avrebbero dovuto continuare a garantire e che non può giustificare la cancellazione di due anni di finanziamenti. Si tratta di contestazioni residuali. Questa è una grave ingiustizia anche sul piano giuridico. Riace è un’anomalia positiva».
La macchina del fango e la fiction della Rai

«Su Riace è scattata la macchina del fango – dice Michele Uselli di + Europa – Noi stiamo studiando il suo modello. Faccio i complimenti al presidente Oliverio per essere qui accanto a Lucano. Fontana non sarebbe mai venuto a sostenere un progetto del genere. Ma non è possibile chiedere un incontro pubblico del sindaco con il prefetto?». All’unanimità, tutti chiedono che la fiction che racconta l’esperienza di Lucano “Tutto il mondo è paese”, girata dalla Rai (interpretata da Beppe Fiorello) vada in onda al più presto.

«Costituiamo un arbitrato per Riace»

Il presidente Oliverio media: «C’è da discutere? Da capire dove si possono apportare correttivi? Come migliorare il sistema? Bene, facciamolo. Ma fermatevi prima di assumere decisioni – dice rivolgendosi al ministero dell’Interno che stabilisce la sorte dei progetti Sprar -. Chiediamo di costituire un arbitrato, una commissione terza che valuti l’esperienza di Riace prima che i formalismi prevalgano sugli interessi umanitari».

Lucano aspetta la reversale d’incasso

«Io resto qui – conclude Mimmo Lucano – senza cibo per protesta. Per giustizia. Non voglio elemosina. Aspetto la reversale d’incasso».

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