Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Nessuna pietà per i Contribuenti. Spese degli organi elettivi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-24.

Allucinazioni 001

Gli autori illuministi, ai quali molte persone tributano lodi inenarrabili, avevano diviso i componenti della Collettività in due categorie distinte ed impermeabili tra di loro: gli illuminati ed il popolo bue. Il tragico di quegli autori consta nel fatto che nessuno li ha letti. I pochi che li avessero letti sarebbero tacciati di essersi inventati le cose.

«Per Illuminismo si intende sia l’età della storia d’Europa compresa tra la conclusione delle guerre di religione del 17° sec. o la rivoluzione inglese del 1688 da un lato e la Rivoluzione francese del 1789 dall’altro, sia la connessa evoluzione delle idee in fatto di religione, scienza, filosofia, politica, economia, storiografia e il rinnovamento delle forme letterarie nel corso del 18° secolo. La metafora della luce contenuta nel termine (fr. Âge des lumières; ingl. Enlightenment; ted. Aufklärung) deriva dalla secolarizzazione e laicizzazione dell’idea di provvidenza o progresso, intesa come attività storica umana: così il concetto di ‘luce di natura’ fu anteposto e contrapposto dai deisti inglesi alla rivelazione cristiana in quanto possesso originario della mente umana; così pure la scoperta delle leggi naturali apparve una più piena rivelazione o ‘illuminazione’. Confluirono con questi due motivi le conclusioni ottimistiche del dibattito sulla teodicea, l’idea della superiorità dei moderni rispetto agli antichi prevalsa in un’annosa querelle, l’ideale continuità con la rivoluzione scientifica e con la rinascenza, lasciando emergere la caratteristica immagine del trionfo della ragione contro le tenebre del fanatismo e della superstizione, che divenne corrente verso la metà del secolo. I contenuti filosofici e scientifici della cultura dei lumi rinviano a un complesso programma di rinnovamento ideologico, civile, politico, che fu elaborato variamente nei diversi paesi. ….

L’Illuminismo giuridico fa propria anche la tesi utilitaristica, in virtù della quale è moralmente buono solo ciò che rende possibile il conseguimento dell’utile sociale» [Treccani]

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«Illuminati erano una Associazione fondata il 1° maggio 1776 da A. Weishaupt (1748-1830) a Ingolstadt in Baviera. Il Weishaupt, educato dai gesuiti e passato poi alla massoneria, volle con la sua fondazione provvedere alle esigenze della religione e morale naturali, sostituire il cristianesimo con una religione della ragione, e raggiungere una perfezione puramente naturale attraverso la cognizione dell’uomo (donde il nome primitivo di “perfettibilisti”).» [Treccani]

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Gli illuminati erano quello sparuto manipolo cui la scoperta delle leggi naturali apparve in una più piena rivelazione o ‘illuminazione’: la dea ragione aveva conferito loro scienza e saggezza somme e, di conseguenza, aveva loro addossato l’onere del potere su tutta la società. Onere che loro umilmente raccolsero gestendolo come usbergo: i giacobini e le ghigliottine furono il loro apogeo di fine settecento.

Il popolino, la plebe, altro non doveva fare che eseguire gli ordini degli illuminati: quelli che non ci fossero arrivati con la ragione avrebbero esperito la ghigliottina. Questa, nella loro terminologia, si denomina ‘democrazia‘.

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I liberal non si fanno più chiamare ‘illuminati‘, ma tali si considerano. E L’Italia è stata per decenni governata da costoro, che nulla si negarono per vivere in agi sibaritici. Per decenni la tessera del pd è stato il lasciapassare per sedersi a mensa delle spese pubbliche.

Traccia del loro passaggio sono i bilanci dello stato.

«Tra le 4 mila voci nelle quali è suddiviso il bilancio dello Stato così come redatto dalla Ragioneria dello Stato, queste sono probabilmente tra i più interessanti. Guardandole con attenzione si scopre che tra il 2016 e il 2017 l’esborso per gli organi costituzionali è calato del 7,54% ed è passato da 2.771.013.558 a 2.562.189.546 euro.»

Il popolo bue dei Contribuenti ha il piacere e l’onore di pagare 224 milioni di euro all’anno per il mantenimento del Quirinale e del suo inquilino. Quattro volte tanto il costo della White House e dieci volte il costo del Kremlin.

Il parlamento costa al Contribuente un qualcosa come 1 miliardo e 456 milioni. Tre volte il costo del Congresso americano.

«se vogliamo considerare in modo omogeneo i vari capitoli e quindi aggiungere questi pagamenti spostati ma non eliminati, la spesa complessiva è cresciuta del 10,78%, superando i 3 miliardi: 3.069.859.504 per la precisione»

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Poi molte persone si domandano per quale motivo la folla inferocita prese di assalto la Bastiglia ed una decina di anni dopo massacrò puntigliosamente tutti i giacobini. Ecco perché i libral temono così tanto i “lebbrosi“.


True Numbers. 2018-07-24. In un anno Palazzo Chigi aumenta le spese dell’84,8%

Più 343 milioni nel 2017. Il Quirinale spende 224 milioni. Stabile il costo del Parlamento

Quello che vediamo qui sopra è il prospetto delle spese dello Stato (a pagare è il ministero dell’economia) per gli organi costituzionali nel 2016 e nel 2017. Truenumbers ha anche spiegato, in questo articolo, l’andamento della spesa pubblica complessiva in un periodo più lungo, 10 anni.

Il costo del Parlamento.

Tra le 4 mila voci nelle quali è suddiviso il bilancio dello Stato così come redatto dalla Ragioneria dello Stato, queste sono probabilmente tra i più interessanti. Guardandole con attenzione si scopre che tra il 2016 e il 2017 l’esborso per gli organi costituzionali è calato del 7,54% ed è passato da da 2.771.013.558 a 2.562.189.546 euro.

Chiaramente non si tratta di un calo lineare. Innanzitutto occorre precisare che la Ragioneria dello Stato, nel dividere i pagamenti per missioni, categorie, spese correnti e in conto capitale, da un anno all’altro cambia anche le voci e questo rende difficile capire con esattezza quelle che sono calate e quelle che sono salite. Ma analizzando quelle presenti in entrambi gli anni salta all’occhio la stabilità di fatto del costo del Parlamento e della presidenza della Repubblica. Nel primo caso c’è un aumento di solo 200mila euro, lo 0,02% rispetto al 2016 e le uscite restano a quota 1 miliardo e 456 milioni.

Nel secondo c’è stabilità assoluta, con un esborso di 224 milioni. In questo caso si tratta di una precisa intenzione del Quirinale che, come affermato sul proprio sito, ha deciso nel 2015 di diminuire di 4 milioni di euro i costi e di non aumentarli più. Tra il 2009 e il 2010 vi era stato già un più sostanziale taglio oltre 13 milioni mentre ora si è ritornati a questo si era speso nel 2007. Sostanziale stabilità anche della spesa per il Cnel, che ammontava a fine 2017 a 7.074.610, in calo del 0,69% sull’anno precedente.

C’è invece un aumento del 4,74% dei pagamenti a favore della Corte Costituzionale, che crescono di 2,5 milioni e arrivano a 55 milioni e 200mila euro. Le voci più interessanti sono però quelle riguardanti la Presidenza del Consiglio: rivelano che c’è stato un balzo impressionante e apparentemente inspiegabile di ben l’84,84%: si è passati da 404.609.016 a 747.878.684.

Non si tratta di uno spostamento di voci da una missione ad un’altra del ministero dell’economia, come in altri casi, perché se considerassimo le spese sostenute per Palazzo Chigi anche sotto la voce politiche sociali o giovani e sport (alla presidenza del consiglio fanno capo anche alcune competenze non incluse in altri ministeri) ci sarebbe un aumento anche maggiore, di 634 milioni. Invece la crescita di 343 milioni qui illustrati sono proprio un aumento delle spese per il funzionamento di Palazzo Chigi.

Palazzo Chigi spendaccione.

A produrre un calo complessivo dei pagamenti per gli organi costituzionali invece concorre la scomparsa di alcune voci: quelle relative agli esborsi per il Csm, per la Corte dei Conti, per Tar e Consiglio di Stato, per gli enti di previdenza e assistenza. Qui vi è stato però uno spostamento delle voci, quella relativa a Tar e Consiglio di Stato ora risulta sotto la missione giustizia, sempre a carico del ministero dell’economia, e appare in calo di 82 milioni, ovvero del 28,13% Alla missione giustizia anche l’esborso, minore, per il Csm, che cresce solo di 18mila euro, lo 0,05%.

Per la Corte dei Conti invece lo spostamento è stato alla missione politiche economico-finanziarie, e qui c’è invece una crescita di 57 milioni, +28%.

La spesa sale del 10,78%.

Insomma, alla fine, se vogliamo considerare in modo omogeneo i vari capitoli e quindi aggiungere questi pagamenti spostati ma non eliminati, la spesa complessiva è cresciuta del 10,78%, superando i 3 miliardi: 3.069.859.504 per la precisione nonostante la stabilità del costo del Parlamento, una delle voci più importanti. Lo vediamo qui sotto, in una versione del prospetto precedente arricchita con le spese che erano state spostate.

Cosa succede nel 2018.

Per quanto riguarda quest’anno, sono disponibili solo i dati dei pagamenti effettuati tra gennaio ed aprile, i primi 4 mesi quindi.

Pur riferendosi a un terzo dell’anno, le spese non sono un terzo del totale (non si può moltiplicare per 3 questi dati per avere la previsione di spesa per l’interno 2018) perché non vi sono esborsi regolari mensili, molti sono fatti in modo biannuale (come nel caso del Quirinale), o in gran parte a inizio anno. Non si può capire da questi dati quale sarà l’esborso a fine anno ma possiamo fare un confronto tra le spese dei primi 4 mesi del 2018 con quelle dei primi 4 mesi del 2017. Eccolo nel grafico qui sotto.

Vi è un calo effettivo delle spese. Le voci tra 2017 e 2018 non sono cambiate, è possibile un confronto più omogeneo, che dà luogo a un calo del 8,73%. Si passa da 1.130.435.790 a 1.031.708.969. La principale responsabilità è della diminuzione proprio dei trasferimenti alla Presidenza del Consiglio, che calano del 33,26%, scendendo di quasi 87 milioni.

Stabili il costo del Parlamento e della Presidenza della Repubblica, mentre si è dimezzato l’appannaggio per la Corte Costituzionale, ma non sappiamo se si tratta di un timing diverso nei pagamenti tra i due anni e i finanziamenti saranno recuperati entro dicembre. In grande crescita invece le spese per il Cnel: +98,19%, ma si tratta di cifre relativamente, piccole, circa 3,5 milioni, e poco incidono nel calo complessivo di quasi 100 milioni tra i primi 4 mesi di quest’anno e lo stesso periodo dell’anno scorso.

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