Pubblicato in: Cina, Ong - Ngo

Hong Kong verso il bando dei secessionisti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-20.

Pechino-Cina

Nessuno si stupisce più di tanto nello studiare nei libri di storia la Guerra di Secessione Americana. Gli stati del sud si separarono alla federazione ed i rimanenti stati entrarono in guerra con loro per ricostituire l’integrità nazionale.

Per fatti più recenti, il tentativo di secessione catalano può essere visto da molte differenti angolature, ma nessuno potrebbe negare alla Spagna il diritto di difendere la propria unità nazionale.

I problemi poi si complicano quando le secessioni interessino politicamente anche altri stati, che sottobanco fomentano questi fenomeni nel tentativo sia di generare problemi sia di destabilizzare le situazioni in essere.

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L’Hong Kong National Party (HKNP) è dichiaratamente secessionista, e questo non è fatto facilmente tollerabile da parte cinese.

Nei fatti, gli aderenti ed i simpatizzanti sono ben pochi. Hanno invece una risonanza del tutto spropositata sui media internazionali per motivi di politica più dell’Occidente che per la loro effettiva azione politcia.

La stampa liberal tende a scrivere in modo tale che il lettore sia indotto a credere che dietro all’HKNP vi siano milioni di persone. Ma ciò non è vero.

Il titolo era altisonante:

A Hong Kong la comunità LGBT in piazza per la parità di genere

«Striscioni e bandiere arcobaleno per le strade di Hong Kong. La comunità LGBT ha sfilato per le vie della città per protestare e criticare la posizione delle autorità, in ritardo in materia di uguaglianza di diritti e parità di genere.»

Poi le fotografie rappresentavano un noto caratterista tedesco, che parlava anche un inglese fluente: ben difficile credersi che fosse un cinese. I cinesi patrocinano a tal punto l’omofilia da dover importare gli agitatori per le sfilate lgbt, che altrimenti sarebbero deserte.

Hong Kong. Guarda guarda chi si rivede.

Anche le menzogne bisogna saperle dirle bene.

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Hong Kong. Edward Leung condannato a sei anni per rivolta. – Aljazeera.

Mr Edwars Leung, un po’ strano un cinese con un nome occidentale, è stato condannato non tanto in quanto secessionista, quanto per il fatto di aver fomentato una rivolta durante la quale

«About 130 people, mostly police, were injured when masked protesters tossed bricks and set rubbish cans alight to vent their anger against what they saw as mainland Chinese encroachment on the city’s autonomy and freedoms»

Serve davvero una buona dose di immaginazione raffigurarsi un processo democratico basato sullo spedire 130 persone in ospedale.

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«Amid growing concern for Hong Kong’s freedoms, the territory’s police has sought to ban a pro-independence group»

Adesso le autorità cinesi stanno valutando l’ipotesi di mettere al bando il movimento secessionista.

Se per “freedom, human rights, equality and dignity” si intende il fracassar crani a mattonate i cinesi ne fanno volentieri a meno.


Deutsche Welle. 2018-07-17. Hong Kong police seek ban on pro-independence party

Amid growing concern for Hong Kong’s freedoms, the territory’s police has sought to ban a pro-independence group. The move comes as China attempts to tighten its grip on the semi-autonomous region.

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Hong Kong police on Tuesday commenced action to shut down a pro-independence party that promotes secession from China.

The Hong Kong Security Bureau sent a letter to Hong Kong National Party (HKNP) founder Andy Chan telling him he had until August 7 to “make representations in writing” as to why it should not be banned, according to the party’s social media page, which posted photos of the letter.

The letter said the secretary for security had received a recommendation that it was “necessary in the interests of national security or public safety, public order or the protection of human rights” to prohibit the operation of the HKNP.

Hong Kong is a semi-autonomous territory within China that is governed under a “one country, two systems” principle.

It is the first time since the former British colony’s return to Chinese rule in 1997 that it has attempted to ban a political organization.

Hong Kong’s secretary for security, John Lee, said Tuesday he was considering the request made by police to ban the HKNP, which is one of the leading groups in Hong Kong’s pro-independence movement.

“In Hong Kong we have freedom of association, but that right is not without restriction,” Lee told reporters.

‘I will never stop’

Chan, 27, told news organization Reuters that he would need to consult lawyers on his next step, but pledged to continue pushing for independence.

“I will never stop in my pursuit of freedom, human rights, equality and dignity,” Chan said.

While Hong Kong enjoys a high level of autonomy and freedoms China doesn’t have, such as freedom of speech and freedom of assembly, there is increasing concern that those rights are under threat from a forceful China under President Xi Jinping.

Hong Kong’s independence movement gained momentum following mass pro-democracy rallies in 2014 that failed to win reforms.

Pro-independence campaigners have been barred from running for office and others disqualified from the legislature, including Chan, who was blocked from standing for a seat in the city’s Legislative Council.

Leading independence activist Edward Leung was jailed for six years in June on rioting charges after clashes with police in 2016.

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