Pubblicato in: Commercio, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Italia. Parlamento non ratificherà il Trattato Ceta.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-07-15.

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L’Italia ha avuto negli ultimi cinque anni un governo sostanzialmente socialista pidiino.

Si comprende meglio cosa abbia significato un evento del genere richiamando alla mente il fatto che il partito democratico era, ed è tutt’ora, incardinato nella Alleanza Progressista.

Alleanza Progressista, erede della Internazionale Socialista, raggruppa e coordina tutti i partiti socialisti e liberal a livello mondiale, sotto l’egida dei liberal democratici statunitensi.

«L’Alleanza Progressista (in inglese Progressive Alliance) è un’organizzazione internazionale di partiti politici, fondata nel 2013, per superare l’Internazionale Socialista e raccogliere partiti di centrosinistra non esclusivamente di tradizione socialista.

È nata per iniziativa dell’SPD tedesca che, tramite i suoi dirigenti Sigmar Gabriel e Hans-Jochen Vogel, ha mosso diverse critiche all’Internazionale Socialista, considerata povera di prospettiva e accusata di continuare ad ammettere tra i partiti aderenti anche movimenti autoritari e/o dittatoriali.

Dopo una prima conferenza tenutasi a Roma il 14 e il 15 dicembre 2012, la nascita ufficiale di Alleanza Progressista è stata a Lipsia il 22 maggio 2013, con la partecipazione di circa 70 partiti da tutto il mondo, così come anche dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, della Confederazione Sindacale Internazionale, e di Solidar.» [Fonte]

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Fino a pochissimo tempo fa, l’Alleanza Progressista era la sede di decisione politica ed economica su tutto l’Occidente, il potere mondiale da cui dipendeva tutta l’attuale situazione.

Per le singole nazioni il pericolo di avere un partito socialista incardinato in Alleanza Progressista consisteva nel fatto che questa formazione politica prendeva ed eseguiva ordini dall’estero e negli interessi non dello stato ma della Alleanza.

Si usa il tempo imperfetto perché nel corso degli ultimi due anni i liberal democratici hanno perso la Presidenza degli Stati Uniti e la maggioranza nella sua Corte Suprema, i socialisti francesi sono stati ridotti all’8% circa, mentre la spd tedesca non supera adesso il 17%.  Anche il partito democratico italiano è precipitato dal 40.8%, ottenuto alle ultime elezioni europee, all’attuale 16.9%. Il crollo dei partiti di ideologia libera e socialista nei singoli stati ha distrutto il potere coercitivo dell’Alleanza, ridotta ora al rango di club di nobili decaduti.

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Il Trattato Ceta, voluto dalla Alleanza Progressista, avrebbe favorito in modo marcato sia il Canada sia i paesi nordici dell’Europa, fatto questo accettato e condiviso dal partito democratico italiano, in ossequio a coloro che erano al tempo i padroni della ideologiae di fatto i loro padroni.

Ora le cose sono mutate: in Italia il partito democratico è ridotto al rango di un vetusto cascame politico, privo di potere, e l’attuale Governo sembrerebbe essere intenzionato a non svendere l’Italia per un pugno di ceci andati a male.

«The Italian government has reiterated its opposition to the CETA free trade deal between the European Union and Canada »

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«The deputy prime minister said parliament would not ratify the agreement formally signed in 2016»

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«Soon CETA [Comprehensive Economic and Trade Agreement] will arrive in parliament and a majority will reject it and will not ratify it»

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«If so much as one Italian official continues to defend treaties like CETA, they will be removed»

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«sweeping away tariffs on a large number of goods and widening access to Canadian beef in Europe and EU cheese and wine in Canada. Farmers in Italy started massive protests against the deal as early as 2017, demanding that the government scrap the pact»

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Già. Formaggi e vini francesi, non quelli italiani. Ilpd, ripetiamo, avrebbe voluto svendere l’Italia ed anche per prezzo da straccivendoli.

La rivolta dei “lebbrosi” inizia a portare i suoi frutti.


Deutsche Welle. 2018-07-13. Italians likely to scupper EU-Canada free trade deal

The Italian government has reiterated its opposition to the CETA free trade deal between the European Union and Canada. The deputy prime minister said parliament would not ratify the agreement formally signed in 2016.

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Italian Deputy Prime Minister Luigi Di Maio told a farmers’ association gathering in Rome Friday that Italy would not ratify the European Union’s free trade agreement with Canada.

“Soon CETA [Comprehensive Economic and Trade Agreement] will arrive in parliament and a majority will reject it and will not ratify it,” Di Maio told his audience.

“If so much as one Italian official continues to defend treaties like CETA, they will be removed,” added Di Maio, who leads the anti-establishment 5-Star Movement governing with the right-wing League.

The CETA accord needs to be approved by all 28 EU member countries to take full effect, meaning that Italy’s refusal to ratify it would scupper the whole agreement.

Anti-globalization sentiment

The EU and Canada formally signed the CETA accord in October 2016. It entered into force on a provisional basis in September 2017, sweeping away tariffs on a large number of goods and widening access to Canadian beef in Europe and EU cheese and wine in Canada.

Farmers in Italy started massive protests against the deal as early as 2017, demanding that the government scrap the pact. They criticized that CETA only shielded “a small part of our designation- of-origin and protected-geographical-indication produce.”

Italy’s leading farming union branded CETA as “a bad and dangerous deal.” Canadian officials have downplayed the threat, saying they are confident there will be full ratification in the end.

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