Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Elezioni comunali. Una severa lezione da meditare.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-25.

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I risultati delle elezioni comunali sono noti.

Se è vero che i risultati delle elezioni comunali sono fortemente condizionate dai fattori locali, sarebbe altrettanto vera la constatazione che le variazioni percentuali evidenziate da molti partiti siano di decine di punti percentuali. Simili variazioni hanno un loro profondo significato politico.

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Alcuni dati emergono evidenti.

A Pisa è stato eletto sindaco Mr Conti, esponente del centro-destra: la Lega ottiene 9,784 voti (24.71%) contro i 9,351 voti (26.62%) del partito democratico. A Siena è stato eletto sindaco Mr De Mossi, del centro-destra: la Lega ha ottenuto 8 seggi contro i 3 del partito democratico.

In Toscana nelle elezioni del 2013 il partito democratico aveva conquistato tutti i capoluoghi erano a conduzione tranne Prato, con queste elezioni gli sono rimasti Lucca, Prato e Firenze, città nella quale si andrà l’anno prossimo al voto. Da regione rossa la Toscana è diventata una regione celeste o, meglio, verde.

Il M5S ha perso Ragusa passata al centro-destra.

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Alcune considerazioni potrebbero fornire materia di ripensamento.

– La percentuale dei votanti è stata bassa. La disaffezione al voto è un dato cui sarebbe opportuno prendere atto, senza imputare al popolo sovrano colpe che invece sarebbero di competenza dei partiti. A ben guardare le campagne elettorali, organizzarle parlando solo al proprio potenziale elettorato e non anche agli indecisi ed agli avversari è risultato essere controproducente.

– L’elettorato si conferma altamente mobile. Il risultato di Ragusa è paramount. Alla facilità con cui M5S vinse nelle passate elezioni è corrisposta la facilità con la quale ha perso in questa competizione. I risultati conseguiti dal centro-destra in Toscana dovrebbero essere ben chiari. In altri termini, nessuno si illuda di poter vivere di rendita.

– M5S impone alcune riflessioni. Il suo elettorato è volatile. Una cosa è il presentarsi come partito di opposizione che mobilita le masse a suon di slogan, promettendo tutto ed il contrario di tutto, ed una completamente differente il mantenere le posizioni acquisite con proposte politiche discutibili sicuramente, ma almeno realizzabili. Senza questo salto di qualità verosimilmente M5S potrebbe trovarsi nelle ambasce alle prossime elezioni regionali.

– La Lega è riuscita ad espandere la propria presenza politica anche in zone ove solo qualche anno fa sarebbe stato impossibile, per esempio, Pisa, ove ha conseguito il 24.71% dei voti. Non solo: ragionando in termini percentuali sembrerebbe confermarsi il primo partito italiano. Questa incredibile rimonta conferma la correttezza delle proiezioni pubblicate e mette in evidenza quanto giochi il presentarsi avendo fatto qualcosa, piuttosto che con il solito paniere di buoni propositi. Le azioni perseguite negli ultimi mesi da Mr Salvini gli hanno fruttato una salita dal 17% al 30% in scala nazionale.

– Gli Elettori sono svincolati dai vetusti concetti di “destra” e di “sinistra“, oramai non più adeguati con i tempi. Esattamente come stanno diventando idiosincrasici agli slogan roboanti, che hanno svolto un ruolo controproducente. Occorre un fermo buon senso per equilibrare l’azione di governo con la doverosa e corretta percezione dei desideri popolari.

– Il partito democratico merita un discorso a parte. Si è suicidato con le sue mani e, sembrerebbe anche, in modo difficilmente reversibile. L’esame del voto stratificato evidenzia come si sia ridotto ad essere il partito di una aliquota di dipendenti delle pubbliche amministrazione e, soprattutto, degli anziani, quota elettorale destinata a scomparire a breve nel tempo. L’ideologia idolatrata e la statolatria hanno posto alla dirigenza pidiina non solo un paraocchi ma anche degli occhiali distorcenti ed annebbianti la realtà. Per seguire le ubbie di pochi si sono alienati i molti. Più che ‘rifondarsi‘ il pd dovrebbe avere il coraggio di sciogliersi per fondare quindi un nuovo partito pur sempre attento alla posizione centrale dello stato ma totalmente deideologizzato.

In ogni caso, è chiaro come al momento attuale il pd sia politicamente inconsistente, anche se i media si ostinano a considerarlo vivo e vegeto: telegiornali e stampa liberal sono stati i migliori alleati dei ‘populisti‘, che sono anche ‘lebbrosi‘, ma che governano.

Un caldo ringraziamento poi a Mr Renzi, Mrs Boldrini e Mr Grasso: senza la loro fattiva opera distruttrice forse il pd potrebbe essere ancora presente sulle scene.

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Elezioni Comunali 2018, i risultati del ballottaggio. Avellino e Imola, M5S verso la vittoria, il Pd perde a Massa e Pisa

Nel secondo turno delle amministrative, con l’affluenza in caduta libera (dal 60,7% del primo turno al 47,61%), il Pd perde roccaforti storiche in Toscana e Emilia Romagna ma si conferma ad Ancona, il centrodestra e la Lega festeggiano vittorie importanti al nord e in altre regioni e il Movimento 5 Stelle cede Ragusa, ma si impone un po’ a sorpresa ad Avellino e Imola. E’ questo il primo quadro, ancora frammentario, che emerge dalla tornata elettorale.

In Toscana il centrodestra esulta. A Pisa ha vinto Michele Conti con il 52,3%, mentre Andrea Serfogli, del Pd, si è fermato al 47,7%. A Siena, città simbolo per le vicende del Monte Dei Paschi, Luigi De Mossi con il 51,03% ha superato il sindaco uscente Bruno Valentini (Pd) fermo al 48,97%. A Massa Francesco Persiani al 56,74% (manca solo una sezione) ha sconfitto Alessandro Volpe, sindaco uscente, fermo al 44%. Ad Avellino il nuovo sindaco è il candidato dei grillini Vincenzo Ciampi sponsorizzato da Luigi Di Maio e dal sottosegretario Carlo Sibilia che nella (sua) città campana si è addirittura prestato per fare il rappresentante di lista nella scuola «Luigi Perna»: il pentastellato ha ottenuto il 59,5% dei voti, staccando nettamente Nello Pizza, del centrosinistra. A Terni, dove Leonardo Lentini della Lega grazie anche alla spinta personale di Matteo Salvini aveva stravinto il primo turno (49,2%), i Cinque Stelle rimangono al palo con Thomas De Luca mentre il Pd e il centrosinistra tracollano. A Ragusa è stato eletto Giuseppe Cassì, del centrodestra, con il 53,1%, mentre Antonio Tringali, del Movimento 5 Stelle, si è fermato al 46,9%. I pentastellati in compenso hanno espugnato Imola: Manuela Sangiorgi ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo sindaco della città. Il Pd, che candidava Carmen Cappello, ha perso una delle sue roccheforti più solide e simboliche dell’Emilia-Romagna, basti pensare che era la prima volta che si andava al ballottaggio per la scelta del sindaco. Fin qui, il centrosinistra ce l’aveva sempre fatta al primo turno.

Le previsioni del Nazareno si sono avverate per la sfida di Ancona, dove la sindaca uscente Valeria Mancinelli ha superato senza difficoltà (oltre il 60%) lo sfidante di centrodestra Stefano Tombolini che pure, per il ballottaggio, aveva ricevuto l’appoggio del candidato grillino Antonio Mignone. A Sondrio, volata vincente per il candidato del centrodestra a trazione leghista, Marco Scaramellini (60,4%), sull’avversario di centrosinistra, Nicola Giugni. A Imperia, si è imposto l’ex ministro di Forza Italia Claudio Scajola (52,05%) sul centrodestra «ufficiale» guidato da Luca Lanteri. A Brindisi ha vinto Riccardo Rossi, del centrosinistra, con il 56,61%, mentre Roberto Cavalera, del centrodestra, ha ottenuto il 43,39%. Messina invece Cateno De Luca, eletto deputato regionale con l’Udc e leader del movimento `Sicilia vera´, ha `strapazzato´ il grande favorito Dino Bramanti, sostenuto dalla corazzata di centrodestra, staccandolo di circa trenta punti.

La soddisfazione di Salvini e Di Maio. «STORICHE vittorie della Lega in Comuni amministrati dalla sinistra da decenni: GRAZIE!!! Più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano. Prima gli italiani, io non mi fermo». Così, su Twitter, il leader della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Imola e Avellino sono 5 stelle! Sono risultati STRAORDINARI in due città dove da 70 anni dominavano i partiti e gli uomini della Prima Repubblica: a Imola il PCI e poi i partiti del centrosinistra, ad Avellino la Dc» ha scritto invece su Facebook il ministro Luigi Di Maio, M5s.


Salvini: «La sinistra ci insulta, i cittadini ci premiano». Calenda: «Bisogna andare oltre il Pd»

Il centrodestra trionfa alle amministrative. Anche il M5S esulta: «Noi ancora una volta come Davide contro Golia». Il democratici annunciano una rifondazione

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Da Salvini a Di Maio che esultano per le vittorie nelle città, a Martina e Calenda che, seppur con qualche distinguo, annunciano la necessità di rifondare il Pd. Sono i due volti della politica, a fronte dei risultati alle amministrative, che hanno incoronato nettamente il centrodestra vincitore, con il M5S che può vantare il colpo ad Imola, una delle roccaforti più rosse d’Italia.

«Storiche vittorie della Lega in Comuni amministrati dalla sinistra da decenni: Grazie!!! Più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano. Prima gli italiani, io non mi fermo», scrive il leader della Lega e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

«I migliori auguri ai nostre due nuovi sindaci e ringrazio tutti gli attivisti che si sono fatti il mazzo», gli fa eco l’alleato di governo M5S, Luigi Di Maio, che sceglie un taglio più popolare del solito per commentare, su Facebook, il test amministrativo. «Siamo una squadra imbattibile», certifica il capo politico M5s che torna a rimarcare come «i nostri candidati con una sola lista hanno battuto delle accozzaglie di decine di liste composte da quelle persone che hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo in queste città». Insomma, tiene a ribadire il vicepremier M5s, «Davide ha battuto di nuovo Golia. Con una lista, pochi fondi ma tanto amore per queste città e per questo Paese».

«Bisogna organizzare, attrezzare il centrosinistra, il Pd, come un progetto nuovo, che non s’inventa in tre mesi. Il tema non è la leadership, che pure è rilevante, ma il progetto», spiega il segretario reggente Maurizio Martina a Circo Massimo su Radio Capital. «Dove vinciamo c’è un centrosinistra che riesce a fare comunità. Ci sono realtà come Ancona dove questo lavoro si è fatto», aggiunge. «Faremo assemblea a luglio e decideremo il percorso. Abbiamo tanto da cambiare, inutile negarlo. Primarie? Ci sono nel nostro statuto, sceglieremo il segretario con questo strumento che per me è un valore». E ancora: «Pd in mano a Renzi? Bisogna uscire da questa discussione. Il Pd è una comunità che in questo momento sta soffrendo, ma rimango convinto che l’alternativa a questa destra si costruisce con le buone ragioni di un Pd rinnovato e aperto».

Bisogna invece «ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione. Allargare e coinvolgere su un nuovo manifesto. Andare oltre il Pd. Subito! #fronterepubblicano», commenta su Twitter Carlo Calenda, ex ministro ed esponente Pd. «Sono d’accordo sul ripensamento complessivo, abbiamo tanto da cambiare nei linguaggi e nelle idee ma non sono d’accordo sul superamento del Pd», risponde Martina allo stesso Calenda.

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