Pubblicato in: Amministrazione, Banche Centrali, Unione Europea

MEF. Ragioneria Generale. Bilancio breve 2018 – 2020.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-24.

2018-06-20__Mef__001

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ragioneria Generale dello Stato, ha rilasciato il

Bilancio in Breve – 2018-2020

La legge di bilancio in breve 2018-2020 (formato PDF – dimensione 1576 Kb).

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È un documento lungo e complesso, dal quale enucleeremo un solo punto:

«comporta incremento dell’indebitamento netto di circa 10,8 miliardi nel 2018, 11,4 miliardi nel 2019 e 2,4 miliardi nel 2020 e un peggioramento del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di 14,8 miliardi nel 2018, 16,2 miliardi nel 2019 e 7,6 miliardi nel 2020»

A seguito, riportiamo alcuni stralci.

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«Intro

La legge di bilancio in breve è un documento a carattere divulgativo. Esso illustra: lo scenario di riferimento in cui si colloca la legge di bilancio per il triennio di riferimento, gli effetti e i contenuti dei principali interventi disposti con la manovra di finanza pubblica e il loro impatto sui sottosettori delle Pubbliche amministrazioni, la struttura del bilancio dello Stato e il relativo quadro finanziario anche in termini di allocazione tra i principali settori di spesa.

In evidenza

La manovra di finanza pubblica, che per il triennio 2018-2020 comprende oltre alle disposizioni della legge di bilancio previste con la sezione I e i rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni contenuti nella sezione II anche gli effetti finanziari del decreto legge 148/2017, è coerente con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, definiti con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2017 e la contestuale Relazione al Parlamento. Essa comporta incremento dell’indebitamento netto di circa 10,8 miliardi nel 2018, 11,4 miliardi nel 2019 e 2,4 miliardi nel 2020 e un peggioramento del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di 14,8 miliardi nel 2018, 16,2 miliardi nel 2019 e 7,6 miliardi nel 2020. I principali interventi riguardano la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA e delle accise previsti dalle clausole di salvaguardia, il rilancio degli investimenti, l’incremento delle risorse per gli enti territoriali, il potenziamento del capitale umano e il rafforzamento del welfare, mediante interventi in ambito previdenziale, assistenziale e di inclusione sociale.

Per effetto degli andamenti tendenziali e della manovra di finanza pubblica il quadro generale riassuntivo del bilancio dello Stato evidenzia un livello del risparmio pubblico pari a circa 1,4 miliardi nel 2018, 19,9 miliardi nel 2019 e 32,3 miliardi nel 2020. Il saldo netto da finanziare, in miglioramento rispetto ai valori del bilancio assestato 2017, si attesta a 45 miliardi nel 2018, 25,3 miliardi nel 2019 e 13,3 miliardi nel 2020.»

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 2.1 – Gli effetti sui saldi

La manovra di finanza pubblica per il triennio 2018-2020 si compone delle disposizioni della legge di bilancio previste con la sezione I e dei rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni contenuti nella sezione II, nonché degli effetti finanziari del decreto legge 148/2017.

Gli interventi previsti sono rappresentati in relazione alle finalità perseguite da ciascuna misura e al complesso degli effetti finanziari che esse determinano sui soggetti interessati. Le misure sono pertanto distinte tra “reperimento” e “utilizzo” delle risorse. La valutazione degli effetti finanziari riconducibili a ciascuna misura è effettuata in termini netti, includendo eventuali effetti riflessi di natura fiscale e contributiva direttamente riconducibili all’operare della disposizione e rappresentando la variazione complessiva che si determina su ciascun aggregato di bilancio.

La manovra di finanza pubblica, in coerenza con gli obiettivi programmatici, comporta un incremento dell’indebitamento netto di circa 10,8 miliardi nel 2018, 11,4 miliardi nel 2019 e 2,4 miliardi nel 2020 e un peggioramento del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di 14,8 miliardi nel 2018, 16,2 miliardi nel 2019 e 7,6 miliardi nel 20201 (Tav. 2.1).

Si prevede un utilizzo di risorse per circa 22,6 miliardi nel 2018, 17 miliardi nel 2019 e 11,3 miliardi nel 2020 che, in termini di bilancio dello Stato, corrispondono a 28,2 miliardi nel 2018, 19,6 miliardi nel 2019 e 15 miliardi nel 2020. I principali interventi riguardano la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA e delle accise previsti dalle clausole di salvaguardia, il rilancio degli investimenti, l’incremento delle risorse per gli enti territoriali, il potenziamento del capitale umano e il rafforzamento del welfare, mediante interventi in ambito previdenziale, assistenziale e di inclusione sociale.

Le risorse reperite ammontano a circa 11,7 miliardi nel 2018, 5,6 miliardi nel 2019 e 8,9 miliardi nel 2020 (corrispondenti in termini di saldo netto da finanziare a 13,5 miliardi nel 2018, 3,5 miliardi nel 2019 e 7,4 miliardi nel 2020). Nel triennio di riferimento circa il 60 per cento delle risorse derivano da aumenti attesi di gettito, in prevalenza per le misure di contrasto all’evasione fiscale, attraverso il potenziamento della definizione agevolata dei carichi fiscali iscritti a ruolo e l’estensione della fatturazione elettronica obbligatoria anche nei rapporti tra privati. Sul versante delle uscite, sono previste riprogrammazioni di trasferimenti e di fondi del bilancio dello Stato e misure di revisione della spesa da parte dei Ministeri.

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Gli effetti consolidati della manovra di finanza pubblica (Tav. 2.2) determinano un disavanzo delle Amministrazioni centrali pari a circa 11,3 miliardi nel 2018, 10,6 miliardi nel 2019 e 0,3 miliardi nel 2020. Nel biennio 2018-2019 questo risultato dipende in larga misura dalla disattivazione delle clausole di salvaguardia. Dal lato delle uscite incidono, in particolare, il rinnovo dei contratti del personale delle Amministrazioni centrali dello Stato, le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, gli stanziamenti per la prosecuzione delle missioni internazionali e il rifinanziamento del fondo per gli investimenti pubblici e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Al netto della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (Fig. 1) il saldo delle Amministrazioni centrali nel 2018 migliorerebbe di circa 4,5 miliardi.

Per le Amministrazioni locali la manovra comporta un disavanzo di circa 0,3 miliardi nel 2018, 0,6 miliardi nel 2019 e 1,1 miliardi nel 2020, per effetto delle misure per il finanziamento degli investimenti degli Enti territoriali e della riduzione del concorso alla finanza pubblica da parte delle Regioni e delle Province autonome.

Con riferimento agli Enti di previdenza, gli effetti della manovra risultano più contenuti e dipendono prevalentemente dagli effetti connessi alle misure di assunzioni di personale nel settore pubblico, e a quelle legate agli sgravi contributivi per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani.

Nei paragrafi successivi sono illustrate, con riferimento agli effetti sul conto consolidato della Pubblica amministrazione, le principali misure della manovra di finanza pubblica 2018-2020.

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2.2 – Le principali misure della manovra di finanza pubblica

2.2.1 – Utilizzo risorse

Parte rilevante delle misure della manovra di finanza pubblica 2018-2020 sono destinate a favorire la competitività e lo sviluppo attraverso la riduzione del carico fiscale. Per disattivare le c.d. clausole di salvaguardia sono neutralizzati nel 2018 e ridotti nel 2019 gli incrementi delle aliquote IVA e azzerati gli aumenti delle accise sui carburanti nel 2019 per complessivi 15,7 miliardi nel 2018 e 6,4 miliardi nel 2019 (per un approfondimento si veda il riquadro 1). Ulteriori interventi riguardano la proroga del superammortamento per l’acquisto di beni immateriali e di nuovi beni strumentali e dell’iperammortamento per l’acquisto di nuovi beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica delle imprese nell’ambito del programma “Industria 4.0” (0,9 miliardi nel 2019 e 1,7 miliardi nel 2020). Per le imprese ubicate nel Mezzogiorno è previsto un ampliamento delle risorse per 0,3 miliardi nel biennio 2018-2019 destinate al credito di imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali. La legge di bilancio dispone anche le proroghe delle agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, la ristrutturazione edilizia e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici fruibili anche dagli IACP e introduce, inoltre, una nuova detrazione per interventi di sistemazione a verde delle aree degli edifici privati. Complessivamente tali misure comportano un beneficio fiscale per circa 0,6 miliardi nel 2019 e 0,9 miliardi nel 2020. Sempre a sostegno della crescita e dello sviluppo è disposto l’incremento di risorse per il fondo di garanzia delle piccole e medie imprese (0,2 miliardi nel 2018).

Per rilanciare gli investimenti pubblici e lo sviluppo infrastrutturale è rifinanziato il fondo investimenti. istituito dalla precedente legge di bilancio, per un importo di 36,11 miliardi dal 2018 al 2033, con effetti in termini di indebitamento netto pari a 2,4 miliardi nel triennio. Sono inoltre concessi ai Comuni spazi finanziari per la realizzazione degli investimenti, attribuiti contributi per la messa in sicurezza degli edifici e assegnate nuove risorse alle Province e Città metropolitane per la manutenzione straordinaria della rete viaria (per un totale di oltre 1,1 miliardi nel triennio).

A beneficio degli Enti territoriali sono inoltre assegnate risorse complessive per 2,2 miliardi nel triennio, in termini di indebitamento, finalizzate principalmente a: ridurre il concorso alla manovra di finanza pubblica a carico delle Regioni e delle Province Autonome; trasferire risorse alle Regioni al fine di assicurare la transizione delle competenze in materia di politiche attive attraverso l’assorbimento del personale dei centri per l’impiego delle Province e Città metropolitane che attualmente svolgono tali funzioni; attribuire risorse alle Province e Città metropolitane per il finanziamento delle funzioni fondamentali e per sanare situazioni di dissesto finanziario.

In materia previdenziale è prevista, per specifiche categorie di lavoratori impegnati in attività c.d. gravose, la modifica dei requisiti di accesso al pensionamento attraverso la deroga dal 2019 dell’adeguamento all’incremento della speranza di vita (0,24 miliardi nel triennio). Si estende la disciplina fiscale in materia di previdenza complementare ai dipendenti pubblici. Viene, inoltre, rafforzata la misura sperimentale di tipo assistenziale dell’anticipo pensionistico (Ape sociale) ampliandone la platea dei beneficiari, e contestualmente, per i lavoratori iscritti alla previdenza complementare, si rende strutturale la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA), precedentemente prevista in via sperimentale per il periodo dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 .

In materia di contrasto alla povertà, welfare e sostegno alle famiglie rileva l’incremento del fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di rafforzare la misura del Reddito di inclusione (REI), appena entrata in vigore, ampliando la platea dei soggetti beneficiari e l’entità del beneficio economico, oltre a prevedere un sostegno ai servizi territoriali per il contrasto alla povertà (0,3 miliardi nel 2018, 0,7 miliardi nel 2019 e 0,9 miliardi nel 2020). Viene esteso al 2018 l’assegno per la natalità – c.d. bonus bebè – con una rideterminazione della durata a dodici mesi anziché trentasei (circa 0,4 miliardi nel biennio 2018-2019) e sono previste nuove risorse alle Regioni destinate all’assistenza di alunni diversamente abili (circa 0,08 miliardi nel 2018). La manovra, inoltre, incrementa a 4.000 euro la soglia di reddito dei figli di età non superiore a 24 anni per essere considerati fiscalmente a carico (0,23 miliardi nel biennio 2019-2020), finanzia l’abolizione per specifiche categorie di soggetti vulnerabili del ”super-ticket”, ossia della quota fissa applicata sulle ricette mediche per prestazioni di assistenza specialistica e ambulatoriale. Alle fondazioni bancarie che finanziano interventi di contrasto alla povertà e al disagio sociale viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017 (0,1 miliardi in ciascuno degli anni 2019 e 2020).

Per il rilancio dell’occupazione giovanile è previsto, per i datori di lavoro che assumono soggetti con età inferiore ai 30 anni (il limite è elevato a 35 anni per il solo 2018) con contratti a tempo indeterminato, l’esonero parziale (50 per cento fino al limite massimo di 3.000 euro) dal versamento dei contributi previdenziali (circa 0,4 miliardi nel 2018, 1 miliardo nel 2019 e 1,5 miliardi nel 2020). Nell’ambito delle politiche per i giovani viene prorogato fino al 2019 il bonus erogato ai diciottenni (0,3 miliardi l’anno nel biennio 2018-2019).

Nel settore del pubblico impiego sono stanziate le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti del settore statale (0,85 miliardi a decorrere dal 2018) e si finanziano, inoltre, assunzioni e stabilizzazioni di personale nelle Pubbliche amministrazioni (circa 0,9 miliardi nel triennio). Tra le altre misure del settore (per circa 0,47 miliardi nel triennio) si annoverano, in particolare, l’incremento dei fondi destinati all’integrazione dei trattamenti economici del personale delle Forze armate, dei Corpi di polizia e dei Vigili del fuoco e della dirigenza medica sanitaria e veterinaria, l’adeguamento delle retribuzioni dei dirigenti scolastici e la revisione della disciplina sugli scatti stipendiali dei professori universitari.

Per gli interventi in materia di sicurezza e difesa sono previsti circa 1,3 miliardi nel biennio 2018-2019 destinati a finanziare la prosecuzione delle missioni internazionali e delle attività di contrasto alla microcriminalità ed alla vigilanza a siti e obiettivi ritenuti sensibili (operazione strade sicure), svolta dalle Forze armate in concorso con le Forze di polizia

Per il potenziamento del capitale umano è istituito un apposito fondo destinato a finanziare progetti di ricerca e innovazione (circa 0,4 miliardi nel triennio 2018-2020) e si prevede il riconoscimento di un credito di imposta per le spese in attività di formazione effettuate dalle imprese (0,25 miliardi nel 2019).

Tra gli altri interventi rientrano la proroga della cedolare secca al 10 per cento per le locazioni a canone concordato (circa 0,3 miliardi nel triennio) e l’ampliamento della platea dei soggetti percettori dell’assegno mensile degli “80 euro”, attraverso l’incremento delle soglie reddituali di accesso al beneficio (0,2 miliardi annui).

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2.2.2 – Reperimento risorse

Le principali disposizioni che concorrono al finanziamento della manovra di finanza pubblica derivano da misure dirette al contrasto dell’evasione fiscale e alla revisione di alcuni regimi fiscali. Rientrano tra queste: l’estensione della fatturazione elettronica digitale obbligatoria per le operazioni di cessione/prestazione verso le Pubbliche amministrazioni anche ai soggetti privati residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (l’effetto atteso di maggior gettito ammonta a circa 0,2 miliardi nel 2018, 1,7 miliardi nel 2019 e 2,4 miliardi nel 2020); le disposizioni per il contrasto alle frodi e all’evasione fiscale nel settore degli olii minerali (circa 0,3 miliardi nel 2018 e 0,5 miliardi nel 2019 e nel 2020). Nella stessa direzione, per contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni dei crediti verso l’erario e consentire all’Amministrazione finanziaria l’espletamento di tutti i controlli sulle situazioni che presentino profili di rischio, in modo da evitare successive azioni di recupero, si dispone la sospensione per un termine di 30 giorni delle deleghe di pagamento eseguite dai contribuenti tramite F24 (circa 0,24 miliardi annui). Viene, inoltre, ridotta da 10.000 a 5.000 euro la soglia al di sopra della quale le Pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di procedere ad un pagamento, devono verificare la regolarità fiscale e contributiva del beneficiario del pagamento stesso (circa 0,5 miliardi nel triennio). Ulteriori risorse derivano dalle disposizioni del decreto legge 148/2017 in materia di definizione agevolata dei carichi fiscali e contributivi affidati agli agenti della riscossione: in particolare, si concede la possibilità di accedere a tale procedura anche ai soggetti che in precedenza si erano visti respingere le istanze perché non in regola con il pagamento delle rate e, contestualmente, si estende la procedura della definizione agevolata anche ai carichi fiscali e contributivi iscritti a ruolo dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 (complessivamente 0,9 miliardi nel 2018 e 0,2 miliardi nel 2019).

Altre coperture sono assicurate dal differimento al 2018 dell’entrata in vigore dell’imposta sul reddito d’impresa (circa 1,3 miliardi nel triennio), dall’incremento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni (circa 1,1 miliardi nel triennio), dalla rivalutazione del valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate e dei terreni non edificati (circa 0,7 miliardi nel triennio), dalle disposizioni in materia di giochi (circa 0,4 miliardi nel triennio) in relazione alle procedure di selezione dei concessionari di raccolta delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi e sul bingo e dalla proroga onerosa delle concessioni in essere. Si prevede, inoltre, l’esclusione dal reddito operativo lordo dei dividendi esteri (0,3 miliardi nel triennio), l’introduzione di un’imposta sulle transazioni digitali (circa 0,2 miliardi nel 2018 e nel 2019) e l’uniformazione dei regimi fiscali dei redditi da partecipazione (0,25 miliardi nel triennio).

Concorrono, infine, al finanziamento della manovra i risparmi (1 miliardo per ciascun anno del triennio) derivanti dal nuovo processo di revisione della spesa dei Ministeri (per un approfondimento si veda il paragrafo 2.3), le riduzioni e le riprogrammazioni di trasferimenti del bilancio dello Stato e del fondo per lo sviluppo e la coesione (complessivamente circa 4,8 miliardi nel triennio).»

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