Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Non piange sul G7 ma sui suoi commerci.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-22.

Merkel muss weg

I tedeschi non hanno mai brillato molto come capacità diplomatiche.

Ma i liberal hanno capacità negoziali ancora minori: molto semplicemente vogliono imporre le proprie idee e quanto loro tornasse di tornaconto, seppellendo gli altri sotto un cumulo di insulti.

Che poi sono insulti alquanto strani. Li accusano di quanto loro è odioso, ma che per gli altri è spesso titolo di vanto ed onore.

Così, il termine spregiativo di ‘bigotto‘ suona ad altri orecchi come titolo di onore di essere persone religiose.

Il termine esecrando di ‘omofobo‘ è recepito dagli altri come vanto di essere persone normali.

La parola ‘illiberale‘, altro epiteto di gran moda, indica meramente un sistema democratico che non condivide né accetta l’ideologia liberal.

Si potrebbe proseguire chiosando i termini ‘protezionismo‘, ‘global rules‘ e così via.

Ma oramai i liberal ideologici stanno diventando un sistema autoreferenziale: si parlano solo tra di loro, i media che governano se li leggono solo nei loro ricettacoli, gli Elettori li hanno abbandonati da tempo e prediligono invece proprio gli esecrandi populisti.

Populisti. Governano già il 41% del pil dei G-20. – Bloomberg.

Nationalist ‘leprosy’ spreading in Europe: Macron

Già.

I risultati delle ultime elezioni hanno smentito il famoso detto di Sigmund Freud:

«La folla è un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. È talmente desiderosa di obbedire che si sottomette istintivamente a colui che le si pone a capo».

Nessuna forza umana resta più violentemente inferocita della folla che si rivolta contro governanti inetti e contro natura: la guerra civile inglese del 1648 avrebbe dovuto ben insegnare qualcosa, ma nemmeno poi quella francese riuscì a forzare le dure cervici.

*

Abraham Lincoln aveva ben identificato situazioni analoghe a quella odierna:

«Il pastore tiene lontano il lupo dalla gola della pecora, per questo la pecora ringrazia il pastore per essere il suo liberatore, mentre il lupo lo denuncia per il medesimo fatto ma come distruttore della libertà. Chiaramente la pecora e il lupo non sono d’accordo sulla definizione della parola libertà»

Lasciamo quindi i liberal ai lamentosi cori greci di pianti dirotti su sé stessi, che il popolo bue non capisce perché li ha conosciuti, e fin troppo bene.

* * * * * * *

Per nostra grande fortuna oltre le parole vi sono i fatti.

La Deutscher Industrie – und Handelskammertag, DIHK, Camera di Commercio ed Industria tedesca, lancia altissimi lai sul ‘fiasco‘ del G7.

G7. Volano gli stracci. Figuraccia di Trudeau il trombato.

G7. Un G6 + 1 ha esiguo potere, conta ben poco, quasi nulla.

G7. Mr Trudeau e Mr Macron all’attacco di Mr Trump.

Canada. Ontario. I populisti di Mr Doug vincono 76 seggi contro i 7 dei liberal.

*

E proprio mentre Frau Merkel, Mr Macron e Mr Trudeau inveivano come iene contro Mr Trump, questi personaggi son sempre stati fini diplomatici, ecco che la realtà li ha scombiccherati come foglie secche al vento autunnale:

Canada. Ontario. I populisti di Mr Doug vincono 76 seggi contro i 7 dei liberal.

Una débâcle inenarrabile: l’Ontario è diventato un paese liberal – free.

Non ci si stupisca quindi di ciò che accade.

Merkel. Il viale del tramonto. Vattene. – Spiegel.


Reuters. 2018-06-14. G7 summit ‘fiasco’ creates huge uncertainty among German exporters: DIHK

Germany’s DIHK Chambers of Commerce and Industry said on Monday the escalating trade dispute with the United States is causing huge uncertainty among German exporters that are also indirectly burdened by U.S. sanctions against Iran and Russia.

U.S. President Donald Trump backed out of a joint communique agreed by Group of Seven leaders in Canada at the weekend that mentioned the need for “free, fair and mutually beneficial” trade and the importance of fighting protectionism.

“The trade dispute is currently leading to considerable uncertainty among German companies doing business abroad,” Volker Treier, foreign trade chief at the DIHK, told Reuters.

“The G7 summit fiasco showed how deep the political rift is and what dangers could still lurk ahead,” Treier added.

The U.S. import tariffs on steel and aluminum and possible additional duties on automobile imports clearly violate international rules, Treier said.

As Europe’s biggest exporter to the United States and with more than one million German jobs at stake, Germany is desperate to avoid an EU-U.S. trade war.

Treier said that unilaterally imposed U.S. sanctions against Russia and Iran were also increasingly putting a burden on the German economy.

Due to extra-territorial effects of the U.S. sanctions, many German companies are currently winding down operations abroad and stopping efforts to develop new business, he said.

“These irritations are already noticeable in trade with the U.S.,” Treier said.

German exports to the United States, its biggest export market after the bloc of European Union countries, have already declined slightly since the beginning of the year.

“This means that the DIHK export forecast of more than 5 percent German export growth in the United States is already more than questionable,” Treier said.

“Companies need reliability for their foreign business. That is why it is so important for the EU to be fully committed to strengthening the WTO and global rules.”

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