Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Francia. Annullato l’incontro di Conte e di Tria. Interviene il presidente del Senato francese. [Video]

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-13.

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«Sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia»

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«E Conte annulla la visita prevista per venerdì a Parigi.»

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«Chi caccia le navi provoca. Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare

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«Siamo consapevoli della problematica e degli sforzi che fa l’Italia»

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«I francesi fanno i fenomeni, ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini»

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«Parigi ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni»

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«Ci dicono che siamo cinici, ma dal 1 gennaio al 31 maggio hanno respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili»

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«Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha annullato il viaggio nella capitale francese previsto per oggi»

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«Tria e il suo omologo francese Bruno Le Maire si sono parlati al telefono e il tono della conversazione è stato definito «cordiale»»

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Aquarius, presidente Senato: Francia non può dare lezioni a Italia

«Il presidente repubblicano (Lr) del Senato francese, Gérard Larcher, ha dichiarato oggi ad una radio che nella vicenda della nave umanitaria Aquarius, “non possiamo dare lezioni” all’Italia, Paese che “l’intera Europa” ha “abbandonato”. “Siamo di fronte ad un dramma umano e a questo obbligo di soccorso in mare e questa è la prima questione”, ha dichiarato Larcher su Europe 1.”Non ho nessuna simpatia per il governo italiano”, ha aggiunto Larcher, sostenendo tuttavia “che non abbiamo lezioni da dare ad un Paese che tutta l’Europa ha lasciato solo per 3 anni”. “In fondo, l’Europa non ha voluto guardare la realtà italiana. Oggi l’Europa può disintegrarsi sulla crisi migratoria e su quella del terrorismo”, ha avvertito il presidente del Senato»

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Gérard Larcher: France have no right to lecture Italy [Video]

«France’s President of the Senate Gérard Larcher discusses Italy’s decision to close their ports, saying: ‘we have no right to lecture a country we have abandoned the past three years.’»

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Non abbiamo commenti da fare.


Corriere. 2018-06-13. Aquarius, Macron non si scusa: «Non posso dare ragione a chi caccia barca dalle coste»

Il ministro dell’Interno torna sul caso della nave con a borso 629migranti: «Sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia». E Conte annulla la visita prevista per venerdì a Parigi.

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«Chi caccia le navi provoca. Non dimentichiamo chi ha parlato e con chi abbiamo a che fare». Il presidente francese, Emmanuel Macron, torna sul caso Aquarius, senza però mai nominare direttamente Matteo Salvini che lo aveva attaccato, chiedendo le scuse ufficiali di Parigi. Il Quai d’Orsay, sede del ministero degli Esteri francese, prova a mettere una pezza per «cancellare» le dure parole pronunciate ieri: «Siamo consapevoli della problematica e degli sforzi che fa l’Italia». Ma poi l’Eliseo, sede della presidenza, fa sapere che da Roma non sono arrivate richieste ufficiali di scuse. Insomma, nessun dietrofront, ma qualche puntualizzazione: «Da un anno lavoriamo in modo esemplare, abbiamo ridotto a un decimo gli sbarchi grazie a un lavoro con la Libia, nel Sahel». Un lavoro «attivo, costante, costruttivo». E così il premier Giuseppe Conte ha annullato la visita prevista per venerdì a Parigi.

La difesa della Libia

Insomma, continua il botta e risposta tra i due Paesi e la tensione non si allenta. Dopo che ieri l’Eliseo aveva definito «cinica e irresponsabile» la politica del governo Conte e il portavoce di En Marche l’aveva addirittura liquidata come «vomitevole»., Salvini questa mattina ha riferito in aula al Senato, rimarcando a gran voce che sul piano della solidarietà l’Italia non accetta lezioni da nessuno, né dalla Francia né dalla Spagna. E a difendere la posizione del nostro Paese interviene il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem: «Grazie a Dio l’Italia s’è finalmente risvegliata» e «siamo molto contenti di questa decisione. Ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo».

Salvini all’attacco

«I francesi fanno i fenomeni, ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini», ha sottolineato il ministro dell’Interno, evidenziando come Parigi ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni. «Ci dicono che siamo cinici, ma dal 1 gennaio al 31 maggio hanno respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili». Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intanto, ha annullato il suo incontro previsto oggi con l’omologo francese Bruno Le Maire, il quale ha espresso «rammarico» e si è augurato si possa tenere presto: sul tavolo c’era il tema delicatissimo della governance europea.

Salvini: «Serve difendere il Mediterraneo»

Secondo Salvini, inoltre, «dallo sbarco alla definizione dello status di un richiedente asilo passano tre anni. Troppo tempo. Nel 2018 ci sono state 42mila domande d’asilo, solo a 7 su 100 viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, più un 4 per cento di protezione sussidiaria. La maggioranza delle domande viene respinta perché non ha fondamento. Ma c’è il business degli avvocati d’ufficio che fanno milioni di euro alle spalle di questi disgraziati ed occupano i tribunali». Parlando in mattinata, Salvini ha sostenuto che sul fronteNord Africa, «paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo».

Battibecchi durante l’informativa

Prima di leggere l’informativa, il leader della Lega ha fatto una sorta di preambolo politico che ha definito «doveroso». «No, non lo è », hanno fatto eco alcuni senatori dem. Poco dopo un altro senatore del Pd, Faraone, in segno di protesta, ha alzato un cartellone “fai da te” (un foglio di carta formato A4 )che ha dovuto subito riporre su invito della presidente Casellati. Al termine dell’intervento, però, i senatori di maggioranza e quelli di Fdi e Forza Italia hanno applaudito in piedi, mentre i colleghi del centrosinistra sono rimasti perlopiù in silenzio.

«Controllare le frontiere esterne»

L’Italia, assicura il titolare del Viminale, «non è mai stata così centrale come in questi giorni. Ieri ho parlato con il ministro tedesco e abbiamo concordato su tutto, perché non siamo “Italia Germania 4 a 3″», ha aggiunto Salvini. Il problema, insomma, «non deve essere mal comune mezzo gaudio, se ci sono delle frontiere esterne queste vanno controllate. Penso che in Europa ci sono margini di lavoro, ieri ho sentito il ministro omologo francese e gli ho detto che non è molto educati dare del vomitevole a un governo che si è insediato da 12 giorni». Secondo Salvini, inoltre, la navigazione fino a Valencia di due unità militari italiane insieme alla nave Aquarius per far approdare lì i 629 migranti avrà un costo economico per l’Italia, «ma se un atto simbolico, non di forza, servirà a far capire all’Europa questa situazione, saranno soldi ben spesi», perché salveranno in futuro vite umane.


Corriere. 2018-06-13. Aquarius, il ministro Tria annulla il viaggio a Parigi. Poi la telefonata della distensione

Dal ministero degli Esteri francese arrivano segnali di distensione dopo le accuse di ieri: «Siamo consapevoli degli sforzi dell’Italia». Ma al governo italiano non basta. A rischio anche il viaggio di Conte di venerdì.

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Le tensioni con la Francia per le critiche sul caso della nave «Aquarius» – che ha raccolto in mare più di 600 migranti e a cui non è stato consentito l’approdo sulle coste italiane dopo il precedente rifiuto di Malta di farsene carico – restano alte. Alle parole forti arrivate ieri da Parigi – le critiche del presidente Macron che ha parlato di «cinismo e irresponsabilità» e le parole di un portavoce che si era spinto a definire «vomitevole» la posizione dell’Italia – erano seguite le repliche italiane e da più parti erano stati ricordati i comportamenti non proprio accomodanti della gendarmerie ai confini di Ventimiglia e Bardonecchia. Ora si passa ai gesti. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha annullato il viaggio nella capitale francese previsto per oggi: avrebbe dovuto prendere un volo in partenza alle 14 da Roma. Ma da ambienti a lui vicini il Corriere ha appreso che questo viaggio non ci sarà.

La telefonata «cordiale»

La missione del ministro dell’economia è stata poi effettivamente cancellata ma poche ore più tardi il clima si è almeno in parte rasserenato. Tria e il suo omologo francese Bruno Le Maire si sono parlati al telefono e il tono della conversazione è stato definito «cordiale». I due ministri hanno concordato di incontrarsi prima dell’Eurogruppo e dell’Ecofin in calendario in Lussemburgo il 21 e 22 giugno. Al momento non è stata fissata alcuna data.

L’ambasciatore convocato

La cancellazione del viaggio di Tria non è stato l’unico segnale di attrito sull’asse Roma-Parigi. In mattinata il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, aveva convocato alla Farnesina l’ambasciatore francese. Non solo: il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo al Senato sulla vicenda ha esortato la Francia a farsi carico dei 9 mila migranti che si era impegnata ad accogliere nel piano di redistribuzione previsto dalla Ue, ma a cui Parigi non ha mai di fatto dato seguito.

«Relazioni compromesse»

La convocazione dell’ambasciatore francese è stata accompagnata da una dura nota della Farnesina secondo cui «il governo italiano auspica che le autorità francesi, fatte le opportune valutazioni, assumano rapidamente le iniziative idonee a sanare la situazione che si è venuta a creare». E ancora: «Consideriamo inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese nella giornata di ieri a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius». Di più: «Simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. I toni impiegati sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro Paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro».

La replica francese

Oggi però il ministero degli Esteri francese ha dichiarato di essere «perfettamente consapevole del peso che la pressione migratoria sta mettendo sull’Italia e degli sforzi che questo Paese offre». Parole, quelle del Quai d’Orsay, che sono state viste come un tentativo di smorzare i toni dopo la spaccatura di ieri. L’Eliseo, sede della presidenza francese, ha tuttavia fatto sapere che «la Francia non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale di scuse da parte dell’Italia». Tra le due capitali, insomma, resta freddezza e a questo punto è a rischio anche la visita già programmata per venerdì a Parigi del neo premier Giuseppe Conte che solo in serata, aspettando nel frattempo di vedere se ci saranno ulteriori passi di conciliazioni, scioglierà la sua riserva sul faccia a faccia con Emmanuel Macron.

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