Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Pagliacci, Unione Europea

Kontrordine Kompagni! Il Corriere ha da sempre sostenuto Lega e M5S.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-06-04.

giornalisti-leccaculo

Il Corriere della Sera è giornale affidabile e serio. Mai nella sua storia ha omesso di onorare viscidamente il potenti ed i Governi, qualsiasi essi fossero. La sua piaggeria è universalmente riconosciuta. Nel ventennio il Corriere era più fascista di Mussolini, salvo poi mutare opinione il giorno dopo il 24 aprile. Chi abbia una coscenza ne subirà anche le crisi.

Vi ricordate la famosa lettera scritta dal prof. Norberto Bobbio al duce degli italiani l’8 luglio 1935? Noi sì. E ci ricordiamo anche cosa ne disse dopo l’augusto professore:

«questa è una lettera servile. (…) occorrono delle anime forti, generose e coraggiose, e io riconosco che allora con questa lettera non lo sono stato»

*

Adesso il Corriere della Sera applaude a piene mani il nuovo Governo Lega – M5S e fa lodi sperticate del loro programma sui migranti.

«Promossa l’idea di accelerare i rimpatri dei 600 mila stranieri ai quali è stata rifiutata la protezione»

*

«E di rafforzare il «trattenimento» fino a 18 mesi nei centri di «detenzione» creati dalla recente legge»

*

«Su questo tema molti interlocutori europei hanno già espresso, in privato, una reazione opposta alla preoccupazione espressa sulla politica di bilancio»

*

«Piace in Francia la proposta di procedure alla frontiera per le richieste di asilo di chi sbarca»

*

«Parigi vorrebbe che le procedure svolte alla frontiera, trattenendo gli stranieri in centri di accoglienza nei porti, fossero addirittura rese obbligatorie»

*

«Piace poi in tutta l’Europa del Nord, a partire dalla Germania, l’insistenza nei piani di governo su procedure «accelerate»»

*

«solo ora Angela Merkel riconosca che l’Italia è stata «lasciata sola», benché proprio la cancelliera fino al 2016 abbia rifiutato di considerare gli sbarchi come un’emergenza europea.»

*

«Ma piace in Europa soprattutto l’idea del «contratto» gialloverde di accelerare i rimpatri dei circa 500 mila stranieri (in realtà quasi 600 mila) ai quali è stata rifiutata la protezione, quelli che oggi sono in Italia senza documenti»

*

«il «contratto» gialloverde contiene una seconda proposta, complementare ai rimpatri, che in molte cancellerie europee non è sfuggita: rafforzare il «trattenimento» fino a 18 mesi (come prevede la direttiva Ue in proposito) nei Centri di permanenza e rimpatrio creati dalla recente legge Orlando-Minniti.»

*

«Ma piace così tanto in varie capitali della Ue l’idea che l’Italia potenzi questi centri di detenzione, che qualcuno già propone di finanziarne l’ampliamento con fondi europei.»

*

«magari si smetterebbe di parlare di redistribuzione dei richiedenti asilo in Paesi diversi»

* * * * * * * *

Il kontrordine è chiaro e netto.

La Lega non è più xenofoba, razzista, fascista, omofoba, e via quant’altro.

La Lega è stata benedetta da Mamma Europa, ed il Corriere si prostra a leccare i nuovi stivali.

*

Elezioni, Amnesty: “Italia intrisa d’odio e razzismo. 95% delle frasi xenofobe dal centrodestra”. Salvini in vetta, Meloni 2a

«E’ un’Italia che “sembra concentrare più di altri Paesi europei le dinamiche di tendenza all’odio”, quella ritratta da Amnesty International ….

Non passa giorno che un esponente di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non pronuncino una frase razzista o discriminatoria su migranti e rifugiati ….

E’ un’Italia “intrisa di ostilità, razzismo, xenofobia” che “sembra concentrare più di altri Paesi europei le dinamiche di tendenza all’odio“ ….

il 95% delle dichiarazioni di politici sui social che “veicolano stereotipi, sono discriminatorie, razziste o incitano all’odio e alla violenza in campagna elettorale”»

* * *

«Nel corso di un’intervista esclusiva all’emittente belga Rtbf di cui è stata anticipata una sintesi, Juncker si è anche detto contrario, in relazione ad alcune misure adottate dal governo belga per dei sudanesi, a una politica di rimpatrio dei migranti» [Fonte]

Juncker: gli italiani lavorino di più e siano meno corrotti. [Corriere]

«Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l’Ue per tutti i problemi dell’Italia»: sono le parole durissime espresse dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, pronunciate nella sessione di domande e risposte con il pubblico alla conferenza a Bruxelles.

]

Corriere. 2018-06-04. Migranti, all’Europa piace il contratto Lega-5 Stelle: bene i rimpatri e fondi per ampliare i centri di permanenza

Promossa l’idea di accelerare i rimpatri dei 600 mila stranieri ai quali è stata rifiutata la protezione. E di rafforzare il «trattenimento» fino a 18 mesi nei centri di «detenzione» creati dalla recente legge Orlando-Minniti

*

Non ci sarà Matteo Salvini all’incontro fra ministri dell’Interno dell’Unione Europea domani a Lussemburgo. Non ci sarà, per il semplice fatto che il governo non avrà ottenuto la fiducia prima di domani e rappresentare l’Italia prima di questo passaggio sarebbe inopportuno. Eppure malgrado le dichiarazioni di fuoco fra Roma e Bruxelles di questi giorni, c’è qualcosa che inizia a emergere se non altro a microfoni spenti: in varie capitali dell’Unione Europea c’è interesse, quando non una silenziosa soddisfazione, per la parte del «contratto di governo» gialloverde che riguarda i migranti e i rifugiati.

Le procedure alla frontiera

Su questo tema molti interlocutori europei hanno già espresso, in privato, una reazione opposta alla preoccupazione espressa sulla politica di bilancio. Piace in Francia la proposta di procedure alla frontiera per le richieste di asilo di chi sbarca, anche se ciò implica per l’Italia uno sforzo logistico e finanziario notevole; Parigi vorrebbe che le procedure svolte alla frontiera, trattenendo gli stranieri in centri di accoglienza nei porti, fossero addirittura rese obbligatorie. Intanto però si considera già positivo che il «contratto» gialloverde apra a questa possibilità.

Il doppio binario

Piace poi in tutta l’Europa del Nord, a partire dalla Germania, l’insistenza nei piani di governo su procedure «accelerate». È in effetti giusto che la domanda di asilo di una donna con bambini arrivata dalla Siria proceda più in fretta di quello di un giovane uomo in perfetta salute da un Paese in condizioni di pace come il Gambia. Oggi non si fanno queste distinzioni. Tutte queste idee del programma M5S-Lega piacciono in Europa e non è un caso che solo ora Angela Merkel riconosca che l’Italia è stata «lasciata sola», benché proprio la cancelliera fino al 2016 abbia rifiutato di considerare gli sbarchi come un’emergenza europea.

Il rimpatrio dei 600 mila senza documenti

Ma piace in Europa soprattutto l’idea del «contratto» gialloverde di accelerare i rimpatri dei circa 500 mila stranieri (in realtà quasi 600 mila) ai quali è stata rifiutata la protezione, quelli che oggi sono in Italia senza documenti. Secondo le stime di Frontex, ogni rimpatrio costa in media circa tremila euro in voli e scorta, dunque riportare in Africa e in Asia mezzo milione di persone costerebbe almeno 1,5 miliardi. Al ritmo attuale, di circa 6 mila rimpatri all’anno, servirebbero circa 83 anni per riportare indietro tutti questi irregolari: mancano gli accordi di riammissione con molti Paesi africani e le procedure non sono veloci.

Il «piano B»

Però il «contratto» gialloverde contiene una seconda proposta, complementare ai rimpatri, che in molte cancellerie europee non è sfuggita: rafforzare il «trattenimento» fino a 18 mesi (come prevede la direttiva Ue in proposito) nei Centri di permanenza e rimpatrio creati dalla recente legge Orlando-Minniti. Questi centri sono di fatto luoghi di detenzione per immigrati ai quali sia stato rifiutato l’asilo, pienamente autorizzati dalla legislazione Ue. Oggi in Italia la durata massima legale della «residenza» in quei luoghi è di tre mesi, la capienza è di 1.500 posti su tutto il Paese e il numero di letti liberi in ogni momento dato non arriva a cento.

Fondi per i centri di «detenzione»

Ma piace così tanto in varie capitali della Ue l’idea che l’Italia potenzi questi centri di detenzione, che qualcuno già propone di finanziarne l’ampliamento con fondi europei. Sarebbe un modo per stabilire una relazione costruttiva anche con Salvini, stemperandone gli ardori contro Bruxelles. E sarebbe un passo verso la trasformazione dell’Italia in un territorio di assorbimento dell’ondata di sbarchi, quasi uno Stato-cuscinetto fra l’Africa e l’Europa aldilà delle Alpi. Del resto se i partner europei finanziassero grandi hotspot nel Mezzogiorno — vere fabbriche da procedure di asilo — e centri di detenzione per chi aspetta il rimpatrio, ne concluderebbero che l’Italia non è più stata lasciata sola. Dunque magari si smetterebbe di parlare di redistribuzione dei richiedenti asilo in Paesi diversi.

Annunci