Pubblicato in: Bergoglio, Geopolitica Mondiale, Religioni

Vaticano. Concistoro del 29 giugno. Gli esclusi.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-24.

San Pietro Piazza 001

I Cattolici stanno crescendo nel mondo. Nel periodo che va dal 2005 al 2013, i battezzati sono passati da quasi un miliardo e 115 milioni a un miliardo e 254 milioni, con un aumento assoluto di 139 milioni di fedeli.

Molte cose stanno accadendo, ovattate e silenziose, come da stile Vaticano. La religione non ama il chiasso.

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Questi i fatti curiali.

SS Benedetto XVI ha tenuto cinque Concistori, elevando alla porpora 90 nuovi cardinali.

Solo due nuovi porporati erano tedeschi:

– Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, nominato il 20 novembre 2010.

–  Rainer Maria Woekli, allora arcivescovo di Berlino, nominato il 18 febbraio 2012.

Solo due nuovi porporati sono francesi.

– Jean-Pierre Bernard Ricard, arcivescovo di Bordeaux, nominato il 24 marzo 2006.

– André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, nominato il 24 novembre 2007.

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SS Francesco ha tenuto cinque Concistori, elevando alla porpora 61 nuovi cardinali.

– Gerhard Ludwig Müller, arcivescovo emerito di Ratisbona,

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La Germania ha ventinove diocesi cattoliche. Ha otto porporati.

«“In Germania non ci sono più preti” …. Lo stato catastrofico della chiesa tedesca, capofila del riformismo ma sempre più divisa ….

Quest’anno, nelle ventisette diocesi del paese, saranno ordinati solo 61 sacerdoti. Erano 74 nel 2017 e 58 nel 2015 (punto più basso mai toccato). Nel 1995, poco più di vent’anni fa, il numero si attestò a 186. I sacerdoti attivi sono oggi 13.856, dei quali solo 8.786 “in servizio”.» [Fonte]

La Kirchensteuer, ossia la tassa che si paga dichiarandosi volontariamente cattolici, è una delle rovine della Chiesa tedesca. Per dirla in modo ovattato e sommesso, i presbiteri tedeschi han venduto l’anima al dio quattrino: per un “cattolico” registrato in più hanno denaturato la Dottrina cattolica ad uso del mondo: sono al limitare della franca eresia. Ci sono ovviamente delle splendide eccezioni, sicuramente, ma, tranne alcuni, gli attuali vescovi tedeschi sono da considerasi più atei che protestanti.

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La Francia ha centocinque diocesi. Ha sette porporati.

«In tutta la Francia, nel 2014, sono stati ordinati ottantadue nuovi preti. Mai la cifra era stata così bassa. Mancano le vocazioni, la crisi è spaventosa, dice il portavoce della conferenza episcopale nazionale, mons. Bernard Podvin, a cavallo delle festività natalizie in un messaggio che di gioioso ha ben poco: “Quando si ordinano cento preti l’anno e ne muoiono ottocento, è chiaro dove sia il problema”». [Fonte]

Dal 2015 si è notata un certa quale ripresa.

«Cento giovani saranno ordinati nel 2016 sacerdoti in Francia. Un numero in lento e costante aumento. 71 erano i sacerdoti diocesani ordinati nel 2015; 79 nel 2016. Cifra a cui vanno aggiunte le ordinazioni di religiosi. Nella sola diocesi di Parigi sono stati ordinati 11 preti.» [Fonte]

Per la Francia vale lo stesso discorso fatto per la Germania. Da decenni i vescovi francesi professano tutto tranne che il cristianesimo, figuriamoci poi il cattolicesimo.

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Alcune considerazioni, tra le tante possibili e meritorie.

– La storia evidenzia in modo molto chiaro come ad ogni edulcorazione del credo religioso corrisponda sicuramente, almeno agli inizi, un maggior numero di fedeli, numero destinato però a svanire rapidamente nel tempo.

– Sempre la storia dimostra come le organizzazioni che professino un credo ortodosso e si siano date regole rigide, anche molto rigide, riescano a sopravvivere più che bene anche in mezzo a grossolane difficoltà. Si pensi soltanto all’Ordine Benedettino oppure a quello dei Carmelitani.

– Un esempio per tutti potrebbe essere la Prelatura della Santa Croce e Opus Dei. È l’unica organizzazione cattolica ad avere lo stato di Prelatura Apostolica personale, in forza alla Ut sit emanata nel 1982 da SS Giovanni Paolo II. A livello mondiale conta 92,667 fedeli incardinati, oltre 2,109 sacerdoti. Eppure la purezza dottrinale, la rigidità di vita ed una regola rigorosa scoraggerebbero qualsiasi “benpensante“: non a caso ai tiepidi che escono si fanno ponti d’oro. Dei tiepidi non sanno cosa farsene.

– Per molto tempo sia la Chiesa diocesana francese sia quella tedesca hanno minacciato Roma di fare uno scisma. Roma ha risposto secondo il classico canone in vigore da oltre venti secoli: ha tollerato con la pazienza che si conviene. «Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli»: queste erano state le parole di Gamaliele (At, 6, 32-33]. Il clero diocesano francese e tedesco stanno infatti scomparendo.

– In Francia ed in Germania le organizzazioni cattoliche laiche, informali, stanno prosperando in modo consistente, al di fuori di ogni più rosea aspettativa. Stanno solo aspettando anche esse con enorme pazienza che questa Gerarchia scompaia, e che scompaia senza discendenza. Poi si vedrà il da farsi.

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Alla luce di quanto riportato e detto dovrebbe essere evidente il perché SS Benedetto XVI prima e SS Francesco dopo hanno nominato in tutto cinque porporati di quelle due nazioni e dal 2010 nessuno, tranne il card. Woekli, peraltro molto vicino ad un movimento cattolico ortodosso.


La Stampa. 2018-05-20. Concistoro a giugno, ecco i nuovi cardinali di Francesco

Il Papa ha annunciato una nuova “infornataˮ di porporati: sono 14, 11 elettori e 3 ultraottantenni. C’è il patriarca caldeo Luis Sako, il Prefetto della fede Ladaria, l’elemosiniere Kraiewski, il Sostituto Becciu, il vicario di Roma De Donatis.

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Ha fatto come sempre, un annuncio a sorpresa, senza che i nominati fossero allertati in precedenza. Ha tenuto fino all’ultimo segreto l’elenco dei nuovi porporati, per evitare fughe di notizie. Papa Francesco ha annunciato al Regina Coeli di oggi, domenica 20 maggio 2018, festa di Pentecoste, un nuovo concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali: 11 di loro sono elettori, con meno di ottant’anni, e dunque membri votanti in un eventuale conclave. A questi si aggiungono tre ultraottantenni, figure simboliche che il Pontefice argentino vuole aggregare al collegio cardinalizio. 

«Sono lieto di annunciare che il 29 giugno – ha detto Francesco – terrò un concistoro per la nomina di 14 nuovi cardinali. La loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra. L’inserimento dei nuovi cardinali nella diocesi di Roma, inoltre, manifesta l’inscindibile legame tra la sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo».

Questi i nomi dei nuovi porporati, che riceveranno la berretta rossa dalle mani di Francesco durante il concistoro che sarà celebrato il prossimo 29 giugno. Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq; Luis Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, dal 1° luglio 2017 Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede; Angelo De Donatis, Vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato; Konrad Kraiewski, polacco, Elemosiniere pontificio; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan; Antonio dos Santos Marto, portoghese, vescovo di Leiria-Fatima; Pedro Ricardo Barreto Jimeno, gesuita, arcivescovo di Huancayo, in Perù; Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina, in Madagascar; Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila; Thomas Aquino Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, in Giappone. 

Insieme a loro ci sono tre ultraottantenni che, ha detto il Pontefice, «si sono distinti per il loro servizio a la Chiesa»: Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito messicano; Toribio Ticona Porco, prelato emerito di Corocoro, in Bolivia; padre Aquilino Bocos Merino, dei missionari clarettiani, l’unico non vescovo tra le nomine annunciate oggi.

Apre la lista il patriarca caldeo Sako, una nomina significativa nel panorama del Medio Oriente. Come pure è significativa la porpora che raggiunge l’arcivescovo di Karachi, in Pakistan. Ricevono la berretta a sorpresa il vescovo elemosiniere Konrad Kraiewski, e il Sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu, quest’ultimo destinato a ricoprire nelle prossime settimane un nuovo incarico in Vaticano. Le nomine strettamente curiali sono tre. Tra gli italiani residenziali non si sono l’arcivescovo di Milano (il predecessore Scola, peraltro, non ha ancora ottant’anni) e gli altri pastori di grandi diocesi, ma quello dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, oltre al Vicario di Roma. Mentre il neo cardinale peruviano Pedro Barreto, nel 2012 era stato minacciato di morte dopo la pubblicazione di una lettera in cui chiedeva di fermare le attività estrattive nella regione amazzonica.

Questa la nuova composizione del collegio che il 29 giugno prossimo passa ad essere composto da 115 a 126 votanti in caso di conclave: di questi 59 sono stati nominati dall’attuale Pontefice, il gruppo più consistente (48 sono quelli creati di Papa Ratzinger, 19 da Giovanni Paolo II). I porporati elettori provenienti dall’Europa passano da 48 a 54; quelli dell’America del Nord rimangono 17; quelli dell’America Centrale rimangano 5, quelli dell’America del Sud da 12 a 13; quelli dell’Africa da 15 a 16; quelli dell’Asia da 14 a 17; quelli dell’Oceania rimangono 4.

Tra le sorprese c’è dunque l’inclusione nella lista di monsignor Kraiewski, Elemosiniere dedito notte e giorno ad aiutare poveri, senzatetto, migranti e rifugiati. «Non ne sapevo nulla – ha detto a Vatican Insider pochi minuti dopo aver ascoltato il suo nome dalla voce del Pontefice – stavo per uscire in bicicletta dal Vaticano quando mi hanno avvertito che dovevo ascoltare il Papa al Regina Coeli. Per me è una sorpresa totale…».

«Davvero il papa mi ha nominato cardinale? Ma nessuno me l’ha chiesto!». Così ha reagito, con un sorriso, il neo cardinale Louis Sako, che ha ricevuto la notizia per telefono dall’Editrice missionaria italiana (Emi) pochi minuti dopo l’annuncio in diretta TV. «Questa nomina non è per me ma per la Chiesa in Iraq e per l’Iraq. Tutto il nostro Paese ha bisogno di appoggio. Questa nomina assomiglia a quella del nunzio in Siria Zenari, come segno di sostegno di Papa Francesco alla nostra Chiesa. Sono molto grato a Papa Francesco. Farò tutto quello che posso a servizio della Chiesa».