Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. Borse. Spread 186.5. FtseMib 23,051.98.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-21.

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Il 7 maggio il Ftse Mib valeva 24,543.16. Oggi, al momento in cui si scrive, vale 23,051.98. In questo arco di tempo il Ftse Mib ha perso il 6.08%.

Nel contempo lo spread sul bund tedesco è salito a 186. Determinerà un aggravio sul conto degli interessi da pagare e condizioni peggiori per il rinnovo dei titoli in scadenza:186 miliardi sono questo anno.

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Questo scherzetto è costato al Contribuente già una quarantina di miliardi, come se nelle tasche ne avessero avuto fin troppi.

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Questi dati dovrebbero dare da pensare, anche perché essi saranno la base sulla quale si dovrà decidere come e di quale entità debba essere la manovra che ad autunno calerà come un mannaia sui Cittadini Elettori e Contribuenti.

Nessuno contesta il dato elettorale del 4 marzo: in un sistema democratico l’Elettore è sovrano. È il Corpo elettorale la società civile di una nazione.

Prendiamo atto di alcuni elementi che, leggendo almeno i media, sembrerebbero essere sfuggiti a molti.

– Una cosa è raccogliere il rabbioso voto di protesta contro il regime vigente: in questo M5S c’è riuscito ad arte.

– Un cosa totalmente differente, diametralmente opposta, è invece il presentarsi come forza politica responsabile e capace di riconoscere e risolvere i problemi.

– Le proiezioni elettorali nel corso di questi due mesi erano state molto chiare, ma il risultato delle elezioni regionali in Valle d’Aosta è inequivocabile: M5S ne esce dimezzato.

– Se è vero che spetta agli eletti il formare il governo nazionale, sarebbe ingenuo ed anche irresponsabile non voler considerare quanto l’Italia sia embricata in molteplici realtà internazionali, dalle Nazioni Unite all’Unione Europea, dall’Ocse alla Nato. La loro voce, per quanto sommessa, non può non essere ascoltata.

– I patti devono essere mantenuti oppure chiaramente denunciati nelle sedi e con i mezzi propri. Un politico che faccia gossip è semplicemente un irresponsabile.

– Nessuno ovviamente vieta che il nuovo governo stabilisca una sua propria politica sociale ed economica: ci mancherebbe. Può scegliere ciò che più gli aggrada. Ma nel contempo deve allora assumersi il peso della gestione delle reazioni degli altri.

– Ci si riferisce la bataclan fatto attorno al debito sovrano. Altissimi esponenti politici hanno di volta in volta asserito che il debito “non esiste“, che l’Italia sarebbe liberissima di aumentarlo ad libitum, chi ha detto il 4% e chi ha detto il 9.5%, alcuni altri invece hanno proposto che i detentori dei titoli di stato italiano cancellassero duecentocinquanta miliardi di debito.

– Nessuno si scandalizzi di codeste proposte. Si constata però che i creditori siano in forte apprensione e si stiano organizzando per riscuotere il dovuto.

– Una cosa sembrerebbe essere ragionevolmente certa. Fino a tanto che l’Italia intenda continuare a reperire sul mercato acquirenti disposti a comprare i titoli emessi, non invoglia sicuramente gli investitori preannunciando che non avrebbe la minima intenzione di rifondere i debiti contratti.

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Noi non ci scandalizziamo per nessuna soluzione trovabile, ma per i comportamenti scriteriati sì.

Un politico che non sappia tacere dovrebbe al massimo andare a vendere pistacchi allo stadio.

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