Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Masaniello era un genio a confronto di questi qui.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-20.

Masaniello 001

Vico aveva ragione: la storia si ripete periodicamente, mutata nella forma ma immutata nella sostanza.

Adesso sembrerebbe essere il momento dei nuovi Masaniello.

Una cosa è fare il contestatore a quindici euro al giorno ed una totalmente diversa il governare.

«Tommaso Aniello d’Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 – Napoli, 16 luglio 1647), è stato il protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo…..

La rivolta fu scatenata dall’esasperazione delle classi più umili verso le gabelle imposte dai governanti sugli alimenti di necessario consumo. Il grido con cui Masaniello sollevò il popolo il 7 luglio fu: «Viva ‘o Rre ‘e Spagna, mora ‘o malgoverno» ….

«Era un giovine di ventisette anni, d’aspetto bello e grazioso, il viso l’aveva bruno ed alquanto arso dal sole: l’occhio nero, i capelli biondi, i quali disposti in vago zazzerino gli scendevano giù per lo collo. Vestiva alla marinaresca; ma d’una foggia sua propria, la quale, […] alla mezzana, ma svelta sua persona molto di gaio e di pellegrino aggiungeva.» ….

Il 6 giugno 1647, alcuni popolani guidati da Masaniello e dal fratello Giovanni bruciarono i banchi del dazio a piazza del Mercato. Domenica 30 giugno, durante le prime celebrazioni per la festa della Madonna del Carmine, il giovane pescatore radunò un gruppo di lazzari vestiti da arabi ed armati di canne come lance, i cosiddetti alarbi, che durante la sfilata davanti al Palazzo Reale rivolsero ogni genere di imprecazione ai notabili spagnoli affacciati al balcone ….

Ottenuta l’abolizione di tutte le gabelle come voleva Masaniello ….

Nella notte tra il 7 e l’8 luglio furono puniti tutti coloro che erano ritenuti responsabili delle gabelle, primo fra tutti Girolamo Letizia, il colpevole dell’arresto della moglie di Masaniello, a cui fu bruciata la casa nei pressi di Portanova. Seguirono la stessa sorte diversi palazzi nobiliari, le case di ricchi mercanti e quelle di altri influenti oppressori, tra cui quella di Andrea Naclerio, che fu in seguito fucilato. Furono poi dati alle fiamme tutti i registri delle imposte e liberati dalle prigioni tutti coloro che erano stati incarcerati per evasione o contrabbando. ….

Giovedì 11 luglio, dopo la ratifica dei capitoli del privilegio nella Basilica del Carmine da parte di un’assemblea popolare, Masaniello cavalcò tra le acclamazioni ed i festeggiamenti dei popolani ….

«Questo Masaniello è pervenuto a segno tale di autorità, di comando, di rispetto e di ubbidienza, in questi pochi giorni, che ha fatto tremare tutta la città con li suoi ordini, li quali sono stati eseguiti da’ suoi seguaci con ogni puntualità e rigore: …. insomma era divenuto un re in questa città, e il più glorioso e trionfante che abbia avuto il mondo.»

Il 16 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmine, affacciato da una finestra di casa sua, cercò inutilmente di difendersi dalle accuse di pazzia e tradimento che provenivano dalla strada ….

Sentita la voce amica di quest’ultimo, Masaniello aprì la porta della cella e fu freddato con una serie di archibugiate. Il corpo fu decapitato, trascinato per le strade del Lavinaio, e gettato in un fosso tra Porta del Carmine e Porta Nolana vicino ai rifiuti, mentre la testa fu portata al viceré come prova della sua morte» [Fonte]

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La storia è apparentemente crudele, realistica, al limite del cinismo.

Il M5S ha svolto un primo ruolo strategico nel distruggere il partito democratico, ridotto oramai al 17%, circa: politicamente è diventato ininfluente.

Adesso M5S affronta il suo secondo obiettivo strategico: distruggere questa Europa Unita. Si faccia grande attenzione. Non l’Europea Unita di per sé, bensì questa dirigenza. Ci riusciranno più che bene: è il loro mestiere.

Poi, a lavoro terminato, ebbene, allora si presenteranno i conti, e Masaniello li pagò con otto archibugiate nel torace.

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Tav e Ilva, la scure di Di Maio. Una retromarcia da 133 miliardi

«Già condannata a morte la Tav, saranno riconsiderati tutti i grandi progetti infrastrutturali. Quelli considerati finora prioritari sono poco più di 100, per finanziarli tutti servono ancora 35 miliardi. Dalle Pedemontane al gasdotto Tap, al terzo valico, al nodo di Genova. ….

«L’era delle grandi opere inutili è finita» incalza Luigi Di Maio, dopo l’accordo con la Lega di riconsiderare tutti gli investimenti pubblici (e non solo) sulle infrastrutture. Un programma che fa ballare almeno cento grandi progetti considerati prioritari dal governo del Pd. E, con loro, la bellezza di 133 miliardi di euro, tanto costano…..

Alcuni sono già del tutto finanziati, altri sono ancora indietro, o nemmeno partiti. Finora lo Stato ha investito 98 miliardi di euro in queste nuove infrastrutture, ma per completarne ne mancherebbero altri 35, secondo i dati contenuti nel Def appena presentato dal Governo Gentiloni. Con la nuova linea di governo, in teoria rischiano tutti di essere rimessi in discussione. Non tutti di cadere. Molti riguardano il Nord, e nel Comitato di Conciliazione che dovrà rivisitare i progetti, per il M5S non sarà facile piegare la Lega Nord ….

Due dei progetti da sempre nel mirino del M5S, ad esempio, sono le due Pedemontane di Veneto e Lombardia, da sempre in ritardo. Per la prima, che costa 2,2 miliardi, sono stanziati solo 600 milioni, mentre per la Pedemontana Lombarda (30 chilometri realizzati su 157), che costa 2,6 miliardi, ce ne sono 1,2. Difficile immaginare che, nonostante le critiche grilline, Luca Zaia e Roberto Maroni rinuncino a difendere le loro creature, per le quali si sono tanto battuti.»

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Salvini e Di Maio pretendono che Francoforte cancelli 250 miliardi di debito italiano…

«La bozza di programma preparata da Salvini e Di Maio contiene la richiesta a Francoforte di cancellare tutto il debito pubblico italiano acquistato dalla Banca centrale europea negli ultimi tre anni. Si tratta di 250 miliardi di euro. Se accettata, sarebbe un’aperta violazione dei Trattati europei, cui dovrebbe seguire l’uscita dell’Italia dalla Ue.

«In tarda serata il M5S si è premurato di sottolineare che il punto è stato tagliato dall’ultima versione del documento. Una smentita obbligata per evitare, stamattina, un’impennata del differenziale di rendimento fra Btp italiani e Bund tedeschi» spiega La Stampa.»

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Cerchiamo di essere chiari.

Nessuno si scandalizza per il ventilato blocco della Lione – Torino, oppure per l’uscita dall’Euro, oppure ancora per una insolvenza sul debito sovrano.

Il problema è soltanto la valutazione dei costi e l’esame se i fondi necessari siano disponibili.

Ogni azione ha una sua controreazione, ogni azione ha il suo costo.

Che l’Unione Europea “condoni” centinaia di miliardi di debito nazionale sembrerebbe però essere una allucinazione di un delirio schizofrenico. Anche per il fatto che né l’Unione Europea, né tanto meno la Banca Centrale, detengono titoli di stato italiani: al massimo, sono in deposito presso la Banca di Italia. Hanno semplicemente sbagliato l’ente cui indirizzare la supplica.

Non tanto per immoralità della cosa, quanto per il fatto che simili azioni si fanno esclusivamente quando non si deve poi andare ad elemosinare ancora da coloro che sono stati gabbati. Fino a tanto che l’Italia dovrà ricorrere al mercato per far finanziare il proprio debito, rinnovi inclusi, sarebbe stato bene lusingare e coccolare quelli che si sono accollati l’onere di comprare titoli di stato italiani.


Corriere. 2018-05-20. Governo, la Francia avverte l’Italia: «Rispetti gli impegni o eurozona rischia»

La Francia mette in guardia l’Italia. Il ministro francese dell’economia, Bruno Le Maire, avverte che la stabilità della zona euro sarà «messa a rischio» se il prossimo governo italiano non rispetterà i suoi impegni su debito e deficit. «Se il nuovo governo non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche, l’intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata», ha avvertito nel corso di una trasmissione televisiva.

«Futuro Italia è in Ue»

«Vedremo quali decisioni saranno prese dall’Italia, io ribadisco quanto sia importante mantenere questi impegni a lungo termine per garantire la nostra stabilità comune – ha aggiunto Le Maire -. Tutti in Italia devono capire che il futuro dell’Italia è in Europa e da nessun’altra parte, e perché questo futuro sia in Europa ci sono regole da rispettare».

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